Ethereum (ETH): cos'è e come fare trading

Cos’è Ethereum? Come funziona Ethereum? Come guadagnare con Ethereum? Qual è la differenza tra Ethereum e Bitcoin? Le criptovalute stanno facendo parlare molto di sé, a partire dal 2017 quando il primo esemplare in assoluto, Bitcoin, ha iniziato un’ascesa incredibile del proprio valore. Fino ad allora, sembravano solo una cosa per Nerd e lontana dall’economia reale. Con qualche sporadico isolato esempio di utilizzo. Ora invece sempre più investitori e risparmiatori cominciano ad interessarsene, perché ci vedono un altissimo potenziale di guadagno.

Tra le criptovalute che tengono testa a Bitcoin, almeno dal punto di vista della nomea, troviamo Ethereum. Al secondo posto in termini di valore in Dollari e volume di transazioni. Ethereum è nata dalla mente geniale di un giovane russo, Vitalik Buterin. Con l’intento di creare non solo una moneta virtuale, ma anche un sistema contrattuale parallelo a quello tradizionale. Mediante gli smart contract. Infatti, quando si parla di Ethereum si parla in automatico di un sistema nel suo complesso, mentre la moneta sono gli Eth.

Comunque, vediamo di seguito tutto su Ethereum.

Ethereum cos’è

Ethereum : cos'è

Cos’è Ethereum? Ethereum è una piattaforma del web 3.0, per la pubblicazione di contratti intelligenti (i succitati smart contract), creati attraverso un linguaggio di programmazione. E’ di tipo decentralizzato, gestisce i contratti in maniera intelligente: le applicazioni vengono infatti eseguite esattamente come programmato, senza alcuna possibilità di inattività, censura, frode o interferenze di terzi. Tali applicazioni vengono eseguite su un blockchain su misura. La quale è una enorme e potente infrastruttura globale condivisa, che può muovere valore e rappresenta le proprietà dei beni. Tramite essa gli sviluppatori possono creare mercati, registri, e spostare i fondi in conformità con le regole che il sistema si è dato.

Ethereum è nata da una ICO (una raccolta fondi per lanciare progetti, quella che in genere viene chiamata “crowdfunded”) dal mese di agosto 2014, da parte della Fondazione Ethereum. Un’organizzazione no-profit svizzera lanciata dal giovane russo Vitalik Buterin e altri appassionati di criptovalute (oltre che interessati ovviamente ad un lauto tornaconto economico).

Ethereum come funziona

Come funziona Ethereum? Per poter girare sulla piattaforma p2p, i contratti smart “pagano” mediante l’unità di valuta, chiamata Ether. Ma Ethereum si presta a molti utilizzi, non solo come sistema monetario alternativo a quello tradizionale. Cosa che invece fa Bitcoin. La piattaforma può essere utilizzata per vari scopi, come:

  • Sistemi elettorali
  • Mercati finanziari
  • Crowdfunding
  • Proprietà intellettuale

La prima versione sul web è approdata il 30 Luglio 2015. offre grandi potenzialità di utilizzo e la possibilità a chiunque di farci ciò che ha sempre sognato. Anche per il proprio business, operando su una rete decentralizzata e crittograficamente sicura, del tutto inespugnabile. O anche i programmatori, che stanno già sfruttando in pieno le potenzialità di Ethereum.

Rispetto ad altre piattaforme computazionali quella dell’Ethereum viene sostenuta da migliaia di computer sparsi per il mondo. Se questo rende da un lato il meccanismo di calcolo sul cloud meno efficiente, dall’altro però permette di avere traccia di tutti i risultati ottenuti nella blockchain della valuta. Quindi tutti sanno di tutti. Di contro, nessun utente ha il potere o la possibilità di modificar o di fermare un processo o un programma avviato sulla piattaforma. Il sistema si regola da solo, senza interventi esterni. E ciò rende anche più sicuri e convenienti gli smart contract.

Ethereum storia

Qual è la storia di Ethereum? Tutto nasce a Toronto, in Canada, in un sabato pomeriggio di novembre 2012. Un piccolo gruppo si era riunito al Pauper’s Pub per parlare di Bitcoin. Che in quell’anno cominciava a salire di prezzo. Ad organizzare l’incontro è stato Anthony Di Iorio, ora noto imprenditore, perché attratto dal mondo delle criptovalute e dal fatto che fosse preoccupato per come stessero andando le cose nel sistema finanziario. All’epoca aveva investito massicciamente nel Bitcoin, vendendo alcune sue proprietà. Ad iscriversi solo poche persone, tra loro sconosciute. Tra questi c’era un giovane dal viso pallido, molto magro, abbastanza schivo, studente al primo anno presso l’Università di Waterloo, corso informatica. Il suo nome era Vitalik Buterin.

Di Iorio e Buterin si sono conosciuti a poco a poco negli incontri successivi. E l’imprenditore aveva subito capito di non trovarsi di fronte il solito teenager nerd. Non a caso, Vitalik nel 2011 aveva creato con un amico rumeno Bitcoin Magazine, un giornale dove parlava di Bitcoin. In un periodo dove era solo un argomento di nicchia. Dopo qualche mese da quell’incontro di Toronto, Buterin decide di lasciare l’università e si dedica a viaggi in giro per il mondo e alla rivista a tempo pieno. Mentre Di Iorio continuava ad organizzare riunioni, sebbene in spazi più grandi giacché la platea era via via aumentata.

Ma mentre loro discutevano, il giovane russo Vitalik Buterin aveva già ideato qualcosa di sensazionale: aveva reso possibile, sulla scia di quanto già lanciato dal Bitcoin – vale a dire senza la mediazione di istituti di credito o il controllo di governi e banche centrali - l’invio di denaro in paesi diversi e in valute diverse. Quindi, la sua idea andava anche oltre il Bitcoin, in quanto l’idea di Vitalik Buterin è quella di realizzare un nuovo sistema basato su una blockchain chiamata Ethereum, facile da capire e semplificato da un linguaggio di codifica in grado di risolvere teoricamente qualsiasi problema computazionale.

Entusiasta dell’idea di Buterin, Di Iorio ha invitato ad un meeting anche Joseph Lubin, un altro imprenditore interessato a Bitcoin che viveva in Jamaica, per illustrargliela. Lubin fu subito attratto da Ethereum. A maggio 2013 Vitalik Buterin si è spostato in California per prendere parte a un seminario sulle criptovalute organizzato dai gemelli Winklevoss, evento che gli ha dato piena convinzione della bontà del suo progetto. Così molla l’Università e si dedica a tempo pieno alla creazione di Ethereum.

La sua idea ha spiccato il volo concretamente nel giugno 2014, quando Buterin ha ottenuto una borsa di studio del valore di 100mila dollari per il suo lavoro. Da lì è nata Ethereum Foundation, mentre la criptovaluta è stata lanciata a metà 2015 sotto forma di versione beta. Nel giro di tre anni, Ethereum ha raggiunto un valore di 7 miliardi di dollari. Mentre i più grandi colossi internazionali hanno mostrato il loro interesse nei confronti di Ethereum.

Al progetto Ethereum si unirono così altri tre fondatori: Wood, Joseph Lubin e lo sviluppatore Jeff Wilcke. Lubin aveva già gestito un hedge fund e aveva lavorato presso Goldman Sachs. Sapeva bene che ottenere denaro da investitori americani non accreditati avrebbe potuto renderli soggetti a spese della U.S. Securities and Exchange Commission (SEC). Con tanto di grane presso l’FBI. Così, registrarono una società in Svizzera, come noto molto più benevola dal punto di vista fiscale. Tra loro però si aprì un dibattito: Ethereum doveva essere una società for-profit o No-Profit (assumendo come esempio Google da un lato e Mozilla dall’altro, ed i loro rispettivi prodotti: i browser Chrome e Firefox). Di Iorio e Lubin, essendo capitalisti, sostenevano la prima idea. Ma purtroppo per loro vinse la seconda. E ciò deluse anche Hoskinson, nominato CEO di Ethereum. Chetrit invece lasciò il progetto, preoccupato per la reale possibilità che tutti sarebbero finiti in prigione per violazioni di titoli. Ma ora se ne dice altamente pentito. E non stentiamo a crederci.

Alla fine del luglio 2014, Vitalik Buterin capì di avere lui tutto il progetto sulle proprie spalle. Ed aveva accumulato enormi debiti per avvocati, viaggi e registrazioni aziendali. Ma aveva al contempo trovato un modo per evitare problemi di regolamentazione: invece di vendere equity o debito, Ethereum avrebbe offerto un prodotto: Ether, la crittografia di Bitcoin incorporata nella piattaforma. Poi pensò anche ad un modo per incentivare gli sviluppatori a scrivere un codice efficiente: tutte le transazioni e le applicazioni basate su Ethereum avrebbero richiesto Ether. In 42 giorni dal lancio della Ico (raccolta fondi per nuovi progetti), Ethereum ha venduto 2mila ether al prezzo di un bitcoin,. Alla fine, Ethereum raccolse più di 31mila bitcoins, ovvero 18.4 milioni di dollari americani. Ethereum poteva diventare realtà. E come lo conosciamo oggi.

Ethereum, chi è Vitalik Buterin

Chi è Vitalik Buterin, creatore di Ethereum? Vitalik Buterin è nato il 31 gennaio del 1994 a Kolomna, in Russia. Un borgo storico a 100 km da Mosca. Tuttavia, a soli 5 anni si trasferì con la sua famiglia a Toronto, in Canada. Buterin ha sempre mostrato di avere una marcia in più rispetto ai suoi coetanei. A soli 4 anni, anziché giocare con pupazzi e costruzioni, giocava con i computer e con Excel. A scuola, fin dalle elementari, veniva considerato un vero genio della matematica. Al punto che quando era in quarta elementare fu inserito in un programma per “cervelloni” all’interno del quale si distinse per intuitività, creatività e prontezza.

Suo padre Dmitry Buterin (informatico professionista che ha da poco ideato un incubatore per startup blockchain chiamato Blockgeeks Lab), in una intervista ha raccontato che Vitalik a soli 7 anni aveva ideato un complesso documento chiamato l’Enciclopedia dei Conigli. Una sorta di Universo popolato da soli conigli, ma governato da strette formule. Detto così, già non ci si capisce niente. Come abbiamo detto, Vitalik Buterin a soli 19 anni disse a suo padre di voler lasciare l’università per girare il mondo e imparare tutto quanto che c’era di sapere su Bitcoin. Orbene, il padre non era opposto.

Era consapevole che molto probabilmente sarebbe stato assunto da colossi come Apple, Google o altri, con contratti a 100,000 dollari o più, ma sapeva che avrebbe imparato molto di più rispetto all’andare all’università. vrà pesato anche il fatto che il signor Buterin era anch’egli un informatico e aveva già intuito le potenzialità del figlio. Lasciò così l’Università nel 2013 per viaggiare verso Israele, Amsterdam e San Francisco. Così da continuare a scrivere per la sua rivista Bitcoin Magazine, fondata a soli 17 anni nel 2011.

Vitalik Buterin ha altresì contribuito a numerosi progetti open source simili alla piattaforma Ethereum Buterin, ed è tuttora dipendente di KryptoKit, società canadese fondatrice di una app Chrome che funge sia da social network che da portafoglio virtuale. E pensare che quando ha presentato per la prima volta la sua idea, Ethereum, si era presentato con una semplice t-shirt nera con sopra quello che sarebbe stato il simbolo della criptovaluta. Dimostrando fin da subito di avere le idee chiare. Maglietta che indossa ancora oggi, con la stessa fierezza della prima volta.

Ether cos’è

Cos’è Ether? Ether può essere definito, metaforicamente, la benzina del sistema Ethereum. Come abbiamo detto, è il sistema di pagamento interno alla piattaforma, al fine di utilizzarla. Ether diventa di fatto un incentivo agli sviluppatori affinché realizzino applicazioni di qualità (del resto il codice fatto male costa di più), mantenendo quindi la rete funzionante nel migliore dei modi.

Smart contract Ethereum cosa sono

Cosa sono gli smart contract su Ethereum? Che ogni tanto sentite nominare? Smart contract sono traducibili in contratti intelligenti. Trattasi di un codice informato che può facilitare lo scambio di denaro, contenuti, proprietà, di azioni o di qualsiasi altro valore. Quando si esegue sulla blockchain, uno smart contract diventa un programma autonomo, eseguito in via automatica quando sono soddisfatte determinate condizioni. Dato gli smart contract sono eseguiti sulla blockchain, questi procedono esattamente come sono stati programmati. Senza che possa avvenire alcuna censura, né interruzioni, frodi o interferenze di terzi.

Il blockchain alla base di Ethereum si distingue in quanto, malgrado tutte le blockchain abbiano la capacità di elaborare un codice, la maggior parte di esse sono limitate. Ethereum permette di fatto agli sviluppatori di creare tutte le operazioni desiderate. Quindi, essi possono costruire migliaia di applicazioni diverse tra loro, un qualcosa di inimmaginabile.

Gli smart contract prevedono che nessuna delle due o più parti in causa (i contraenti) possa modificarlo in alcun modo. Questa forma di garanzia è il più grande vantaggio esclusivo offerto dal sistema e si offre a più campi di applicazione. Si pensi al fatto che due contraenti di due Paesi diversi, possano redigere un contratto senza dover tener presenti le competenze delle legislazioni dei loro rispettivi paesi d’origine. Si pensi poi alla possibilità di allargare le scommesse online di ogni genere, anche finanziario.

Nessuno dei 2 contraenti potrà giocare sporco e cambiare le carte in tavola. Se la normativa tradizionale non conterà niente, sarà il contratto intelligente stipulato sul cloud a rappresentare la garanzia sufficiente per i contraenti. Si pensi infine al fatto che né corruzione, né criminalità, né i buchi delle leggi possano inficiare in qualche modo le relazioni commerciali e non stipulate tramite smart contract.

Insomma, Ethereum non è solo un mezzo di pagamento come Bitcoin, ma anche uno strumento per stipulare contratti stipulabili mediante la sua piattaforma, utili ad offrire nuove possibilità e libertà a chiunque.

Differenze Ethereum e Bitcoin

Quali sono le differenze tra Ethereum e Bitcoin? Possiamo dire che se è vero che Ethereum prende spunto da Bitcoin (il suo ideatore, Vitalik Buterin, ne era un estimatore dalla prima ora), è anche vero che amplifica il suo progetto tramite una nuova serie di servizi. Sempre però basati sul sistema “Blockchain”. Non a caso, per molti esperti, la vera rivoluzione di Bitcoin. In quanto il sistema Blockchain ha fatto scoprire un Universo inesistente.

I vantaggi rispetto al Bitcoin, è che lo sviluppo è molto più lineare, grazie ai succitati smart contract realizzati con un linguaggio di programmazione Turing-completo. Anzi, la critica fatta a Bitcoin sulla lentezza dei blocchi e la loro congestione (che ha di fatti ha portato alla nascita degli Hard Fork Bitcoin Cash e Bitcoin Gold), sta creando sempre più estimatori di Ethereum.

Ethereum mining

Come fare mining di Ether? Se state pensando di cimentarvi col mining di Ether, sappiate che servono in primis due cose:

  • Una GPU abbastanza potente (quindi una scheda video molto costosa)
  • Geth, il client Ethereum
  • elevato consumo di corrente elettrica

Dobbiamo però anche aggiungere che il sistema è ancora in fase di beta, e funziona molto meglio con Linux, rispetto ai più diffusi Mac o Windows. Tuttavia, non sappiamo se convenga fare mining di Ether. Nel caso di Bitcoin, ad esempio, è sconsigliabile in quanto è sempre più difficile minare bitcoin (ovvero risolvere problemi matematici) ed è quindi anche diventato molto costoso. In quanto occorrono ore e ore di corrente elettrica (praticamente il calcolatore deve restare sempre in funzione). Infatti, stanno sorgendo sempre più società nell’Est Europa per tale scopo, in quanto nei Paesi ex comunisti (ma anche in alcuni Paesi asiatici) la corrente elettrica costa molto meno. Così la favoletta di un sistema decentralizzato, dove ognuno può essere protagonista e creare Bitcoin (la decentralizzazione, alternativa al sistema delle valute FIAT che dietro hanno una banca centrale e le decisioni dei governi), è venuta a mancare.

Ethereum Wallet cos’è e come funziona

Cos’è Ethereum Wallet? Come funziona Ethereum Wallet? Si tratta in pratica del portafoglio Ethereum, un gateway per applicazioni decentralizzate sul blockchain Ethereum. Permette di conservare e proteggere ether cripto-attivi e altri asset creati su Ethereum. Ma anche la possibilità di scrivere, distribuire e utilizzare gli smart contracts.

Come guadagnare con Ethereum?

Bene, vi abbiamo spiegato il mondo sfavillante di Ethereum, al punto che ora vi state domandando: come si può guadagnare con Ethereum? Come ogni criptovaluta, le strade sono due: o tramite gli Exchange, o mediante le piattaforme per il trading online.

Exchange per Ethereum

Quanto ai primi, significa acquistare e vendere Ethereum in valuta tradizionale o tramite altre criptovalute. Sfruttandone le oscillazioni di prezzo. Occorre dire però che non prevedendo una licenza, pongono l’utente a rischio di ritrovarsi in una truffa. Pertanto, vi consigliamo gli Exchange solo più affidabili, vale a dire:

Coinbase

Coinbase è il più popolare in circolazione. E’ infatti un Exchange che opera in 32 Paesi, tra cui l’Italia. Consente la gestione di 3 criptovalute: Bitcoin, Ethereum e Litecoin. Ma anche di fare trading, sebbene lo sconsigliamo, in quanto non è un sito regolamentato dalle autorità preposte alla vigilanza sui mercati finanziari (come la CONSOB per l’Italia, il CySEC per l’Europa e la FDA per la Gran Bretagna).

Il sito si divide in 3 sezioni:

  • per i venditori, nella quale è possibile accettare e ricevere le transazioni di pagamenti in criptomonete
  • per gli operatori finanziari che vogliono speculare con il trading
  • aper gli sviluppatori che devono integrare Coinbase nelle loro piattaforme

Tutte le operazioni della Exchange di criptovalute sono gestite offline e quindi sono al sicuro da furti digitali, richiedono una doppia verifica oltre che un numero di telefono cellulare dove inviano un sms per verificare la propria identità. Le transazioni sono crittografate come anche il wallet o portafoglio elettronico. Oltre alla sicurezza, si fa preferire perché molto semplice. Coinbase può essere utilizzato anche tramite smartphone e tablet, sia su sistema operativo Android che iOS Apple. Infine, offre il cambio in tempo reale.

Non manca però qualche svantaggio. Come le commissioni alte, il prezzo da pagare per quanto detto fino ad ora. Altro svantaggio è che l’utente iscritto non può comprare Ethereum tramite i popolari servizi PayPal o Skrill o altri tipi di portafogli elettronici. Ancora, per i clienti Europei manca ad oggi una regolamentazione che metta al riparo da default della piattaforma. Inoltre, se è vero che offre una chiave criptata, è anche vero però che non bisogna perderla, altrimenti si è a rischio di perdere tutto quanto si possiede. Almeno per un po’, visto che l’assistenza clienti risponde in maniera molto lenta. Così come poco convincente è l’assicurazione in caso di furti. Infine, molti si lamentano di disguidi tecnici, lentezza e talvolta inaccessibilità. Malgrado ciò, in tutto il mondo lo utilizzano in 11,5 milioni di utenti

Livecoin

Nato nel 2013 a Londra, i server hanno sede a Metairie, Louisiana, negli Stati Uniti. Livecoin.net è diventato uno degli exchange più popolari, dato che è uno tra i pochi al momento che permette la compravendita di token coin OTN di IQ Option.

Bittrex

Exchange Bittrex, con sede a Las Vegas, è uno dei più grandi e vecchi exchange di criptovalute Consente di negoziare 910 coppie di valute. Esso offre a privati ed aziende la possibilità di acquistare e vendere criptovalute come anche token digitali all’avanguardia. Bittrex negli anni è diventato il punto di riferimento per tantissimi trader che richiedono un’esecuzione immediata. Vanta commissioni basse, fissate allo 0,25%. E’ possibile prelevare fino a 3 bitcoin al giorno dietro verifica del nome e della email. Mentre se si vuole prelevare fino a 100 bitcoin al giorno, serve la verifica del proprio documento d’identità. Bittrex permette l’exchange di oltre 190 criptovalute, ma non è possibile fare cambi con le valute tradizionali. Bittrex è anche molto sicuro e garantisce la privacy dell’utilizzatore.

Kraken

Kraken ha sede a San Francisco. Consente lo scambio con 16 criptovalute e valute FIAT tra cui Euro, Yen, USD, CAD. Nato nel 2011 dall’omonima società, Kraken ad oggi rappresenta la più grande borsa Bitcoin in termini di volume e liquidità in euro. E’ stato il primo Exchange a prevedere un audit proof-of-reserve criptograficamente verificabile, ed è un partner della prima banca di criptovaluta. E’ diventato anche il fiduciario nominato dal tribunale del governo di Tokyo e della Banca Fidor della BaFin tedesca. Le commissioni variano in base alla tipologia di coppie di valute che si utilizzano o dal volume delle transazioni. Hanno un valore massimo dello 0,26%.

E’ possibile effettuare depositi e prelievi di fondi usando un wallet di criptovalute o tramite un bonifico bancario. Il limite giornaliero previsto è di 25mila dollari di moneta fiat o 50mila dollari in criptovalute.

Changelly

L’Exchange Changelly consente di fare trading su tante criptovalute. E’ possibile anche comprarle tramite dollari americani o Euro. Si prevedono per questo servizio commissioni fisse dello 0,5% ad ogni transazione. E’ una piattaforma semplice, conveniente e non richiede informazioni personali. Lo svantaggio è uno solo ma non di poco conto: quello di avere le commissioni più alte del mercato degli Exchange.

Gemini

Gemini è una piattaforma americana, ed opera in 46 Paesi. Tra i vantaggi troviamo le Commissioni per prelievo e deposito fisse dello 0,25% per ciascuna transazione. Tra gli svantaggi, il fatto che prevede poche valute FIAT come dollaro USA e solo due criptovalute: Bitcoin ed Ethereum. Ma è ciò che serve al nostro scopo.

Cryptopia

Crytopia ha invece sede in Nuova Zelanda. Prevede la possibilità di depositare, scambiare e ritirare tante criptovalute oltre ad Ether. Tuttavia, ha un grosso limite: non consente lo scambio tra euro o dollaro, ma solo con la moneta Neozelandese NZD. Pertanto si rende necessario prima convertire i dollari neozelandesi in Ether, poi deportare in valuta locale NZD e scambiarli poi con la valuta che ci serve. E’ anche possibile effettuare vendite tramite asta o quotazioni pubbliche. Vi troviamo anche la sicurezza e il supporto a due fattori. Tuttavia, oltre al limite di poter scambiare solo mediante moneta Neozelandese, ci troviamo pure le Commissioni fisse dello 0,20%

Poloniex

Poloniex vanta da un lato il fatto di prevedere la possibilità di scambiare ben 365 coppie di valute, ma dall’altro patisce il grave limite di non prevedere il cambio con le valute fiat. E’ comunque il primo al mondo per scambi di Bitcoin. Le commissioni dipendono dal volume delle transazioni in Bitcoin, ma comunque non dovrebbero superare lo 0,25%. Se non si vuole verificare la propria identità inviando documenti, è previsto un limite di prelievo giornaliero di 2mila dollari. Se invece si prevede di poterne prelevare molti di più, allora conviene inviare i documenti per la verifica. In tal caso si potrà prelevare fino a 25mila dollari giornalieri.

Quotazione Ethereum (ETH) in tempo reale

Di seguito puoi trovare la quotazione di Ethereum in tempo reale

Trading Ethereum

Il secondo modo per guadagnare con Ethereum è tramite il trading online. Sfruttando le sue oscillazioni di prezzo. Per poter fare trading di Ethereum bisogna affidarsi a piattaforme per il trading online, i cosiddetti Broker. Oppure tramite le Banche aprendo un conto corrente (o presso quelle di cui si è già clienti). Ma ciò comporta commissioni maggiori. Se si opta per i Broker, opzione più conveniente, occorre scegliere quelli che siano sicuri e funzionali. Vale a dire rispondano a determinate caratteristiche:

  • Abbiano regolare licenza da parte delle autorità preposte al controllo dei mercati finanziari. Come la nostra CONSOB, la cipriota CySEC e la britannica FAD.
  • Mettano a disposizione del trader un Conto demo per fare pratica quando è alle prime armi. Cosicché potrà sbagliare senza perdere i propri soldi reali. Il conto demo va preso però seriamente e non come un gioco, altrimenti, quando si passerà alla pratica reale, si scoprirà sulla propria pelle di non aver imparato nulla.
  • Mettere a disposizione del trader una assistenza clienti in italiano, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Che sia facilmente raggiungibile tramite chat interna al sito, via telefono o via email.
  • Prevedere uno spread conveniente e zero commissioni.
  • Mettere a disposizione dei grafici che mostrino chiaramente l’andamento dei mercati.
  • Fornire una formazione permanente tramite ebook scaricabili, corsi a distanza, webinar e incontri annuali dal vivo
  • Fornire news al trader sui principali fatti della giornata che possano, direttamente o indirettamente, influenzare le Borse (colpi di Stato, esito di elezioni in Paesi importanti, virus che distruggano il raccolto, epidemie, cataclismi ambientali).
  • Mettere a disposizione del trader una Leva finanziaria, che renda possibile moltiplicare i profitti (ma di contro anche le perdite)
  • Consenta al trader di fare trading con Ethereum anche comodamente tramite smartphone o tablet. Con una app chiara e semplice.

Quali sono i migliori Broker per fare trading su Ethereum? A nostro avviso, i seguenti:

Broker Caratteristiche Vantaggi Recensione Apri un conto
Plus500 Sicurezza al massimo Deposito minimo, servizio CFD Recensione Iscriviti
24Option Forex e CFD Webinar gratuiti Recensione Iscriviti
eToro Broker ideale per principianti Social e copy trading Recensione Iscriviti
CFDs sono strumenti finanziari complessi e comportano un alto rischio di perdita di denaro rapidamente a causa della leva. Tra il 74-89% dei trader retail perdono soldi facendo trading CFD. Prima di fare trading cerca di capire come funzionano i CFD ed i rischi che comportano.

Il trading online di Ethereum è possibile farlo tramite gli strumenti dei CFD (acronimo di Contract for difference), uno strumento finanziario molto semplice da utilizzare, ma soprattutto sicuro e affidabile. Tramite i contratti per differenza si può fare trading puntando al rialzo, quindi comprando o al ribasso quindi vendendo allo scoperto. I profitti sono proporzionali alla differenza di prezzo, per questo si parla di contratti per differenza, ma si può decidere di utilizzare la leva finanziaria per riuscire a moltiplicare i profitti. Naturalmente la Leva finanziaria è una arma a doppio taglio. Come consente di moltiplicare i guadagni, al contempo rischia di far moltiplicare le perdite.

I vantaggi di fare trading Ethereum tramite CFD sono:

  • Affidabilità: dato che sono autorizzate e regolamentate da autorità competenti
  • Convenienza: visto che come detto i Broker più importanti non applicano commissioni e non hanno costi fissi, rispetto a quanto fanno invece le Banche
  • Facilità di utilizzo: i Broker offrono interfacce intuitive e user-friendly
  • Possibilità di operare con un capitale iniziale modesto (mediamente sui 100 euro, ma molti Broker offrono più tipi di account)

  • Possibilità di guadagnare con Ethereum sia quando il suo valore sale, sia quando scende
  • Utilizzo della leva finanziaria

Ethereum quali rischi

Quali rischi sono legati ad Ethereum? Abbiamo detto che questa piattaforma consente di creare società i cui accordi possono essere messi nelle mani di un contratto intelligente piuttosto che di un’autorità locale. Il primo esempio è la DAO, un’organizzazione virtuale di raccolta fondi che ha superato la soglia di 150 milioni di dollari versati dai propri azionisti. E nata con l’obiettivo di raccogliere la valuta virtuale del sistema da parte del pubblico e offrire altresì la possibilità di decidere cosa fare con questi fondi. Una volta che la raccolta sarà completata, tutti coloro che avranno versato denaro potranno votare tra i diversi progetti proposti da sviluppatori o da altre società, decidendo in tal modo come investire il denaro collettivo raccolto.

Tuttavia, la DAO e tutte le società che saranno create tramite Ethereum, è legato alla governance. Infatti, tutte le strutture societarie esistenti fino ad oggi non troverebbero più spazio per una realtà che prende le sue decisioni a maggioranza. Ciò significa la fine di management, consigli di amministrazioni, i CEO e tutte le figure operative. Non servirebbero più capi e responsabili, ma sarebbero gli utenti finali a decidere delle sorti di un prodotto. Si pensi a colossi come Apple e Samsung, che demanderebbero le decisioni rispettive su iPhone e Galaxy ai potenziali acquirenti.

Ciò comporterebbe andare incontro a possibili scelte errate, scelte collettive imprevedibili e la diffidenza di società esterne nell’intraprendere collaborazioni con realtà così instabili. Visto che le scelte finali e decisive sarebbero prese tramite il sentiment e l’istinto degli utilizzatori finali. Un altro problema potrebbero essere bug che mettono il sistema in tilt.

Poi c’è il problema della regolamentazione. Ad esempio, gli sviluppatori della società/programma DAO non hanno appoggiato la statunitense Securities and Exchange Commission, che si occupa di regolamentare le società che offrono investimenti al grande pubblico. Alla luce di ciò, il rapporto tra la DAO e la SEC potrebbe percorrere due diverse strade: la SEC potrebbe, seppur non ne abbia il potere, regolamentare anche questo nuovo tipo di società, con la DAO che in maniera implicita ne seguirebbe le indicazioni. Oppure, la SEC potrebbe decidere di escludere questo tipo di fattispecie dalle proprie competenze e lasciare il tutto senza nessun tipo di linea guida.

Eppure, una regolamentazione si rende indispensabile, anche solo per offrire una minima forma di tutela agli investitori. Comunque, a tal fine è stata creata la DAO.LINK, per fornire servizi convenzionali. Si pensi alla fatturazione o al pagamento delle tasse.

Insomma, le potenzialità di Ethereum sono tantissime, ma non mancano dubbi, rischi e perplessità. Del resto, però, questi sono gli aspetti che ogni novità porta con sé.

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