ETF sul petrolio: come funzionano e quali comprare

Cosa sono ETF sul petrolio? Come funzionano ETF sul petrolio? Quali ETF sul petrolio comprare? Domande lecite, alle quali daremo una risposta in questo articolo.

Il petrolio resta tra le materie prime principail, uno degli investimenti più allettanti, specie per la sua volatilità. Sul prezzo del petrolio incidono vari elementi, soprattutto l’instabilità geopolitica dei Paesi da cui viene estratto principalmente.

Comunque, malgrado la volatilità del petrolio, gli investitori interessati a posizionamenti a lungo termine puntano sugli ETF sul petrolio, soprattutto per la ragione che questa quotazione non potrà rimanere ai minimi valori per sempre.

Gli ETF sul petrolio consentono di evitare i rischi di esposizione ai singoli titoli che tendono a fluttuare proprio per la direzione incerta della quotazione dell’Oro nero. La chiave di volta degli ETF sul petrolio sta nella loro commissione: più la commissione è bassa, più l’ETF è considerato vantaggioso.

Del resto, gli ETF sul petrolio (più correttamente denominati con l’acronimo “ETC”- Exchange Traded Commodities) sono la via più semplice per investire sul petrolio. Vediamo dunque come funzionano e come sceglierli.

Per fare trading sulle materie prime è consigliabile usare le piattaforme CFD. Ad esempio utilizzando Capital,com si hanno a disposizione strumenti professionali. Si tratta di un broker regomlamentato che permette di fare trading facilmente sulle principali commodities.

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ETF come funzionano

Il termine ETF corrisponde all’acronimo di Exchange Traded Fund e rappresenta uno strumento derivato in grado di replicare l’andamento di un bene o asset, che viene appunto definito sottostante. Un ETF può essere costruito su azioni, indici, materie prime e tanti altri prodotti finanziari.

Sono quotati in Borsa, e in virtù di questo sono oggetto di negoziazione. Tutti i trader possono dunque fare trading su vari tipi di ETF, utilizzando strumenti resi disponibili dai broker di trading online. Un ETF può replicare l’andamento di un sottostante o di un insieme di sottostanti e quindi è anche utile per diversificare gli investimenti in maniera efficace, oltre a gestire il rischio nel migliore dei modi.

ETF cosa sono

Il termine ETF indica appunto che si tratta di fondi quotati, vale a dire una particolare categoria di fondi, le cui quote possono essere negoziate in Borsa proprio come avviene nel normale mercato azionario. Gli ETF non sono fondi comuni di investimento, poiché si caratterizzano per una gestione del tutto di tipo passivo e dunque replicano l’andamento di un indice. Questa caratteristica dipende da quella dell’indice di Borsa, un aspetto che rende molto economica la gestione di questi fondi rispetto ai funds attivi.

Gli ETF possono essere:

  • comuni
  • a leva
  • invertiti
  • speculativi

Tutti i trader possono sfruttare le caratteristiche di un fondo e di un titolo azionario. Un Exchanged trade fund permette, infatti, di diversificare gli investimenti e ridurre i rischi attraverso la negoziazione di un modo trasparente e in real time sulla quotazione.

Grazie agli ETF è possibile investire in molti settori come nel mercato azionario, nel mercato delle obbligazioni e in quello delle materie prime. E’ proprio su quest’ultimo settore che ci concentreremo in questo articolo parlando degli ETF sul petrolio.

Gli ETF più popolari sono:

  • Argento
  • Azionari
  • Gas
  • Energia
  • Indici
  • Leveraged
  • Materie Prime
  • Obbligazionari
  • Paesi Emergenti
  • Metalli
  • Petrolio
  • Oro
  • Valutari

Cosa sonoFondi quotati, vale a dire una particolare categoria di fondi, le cui quote possono essere negoziate in Borsa proprio come avviene nel normale mercato azionario. Replicano l’andamento di aziende che operano sul prezzo del petrolio che fa da benchmark.
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Piattaforme per fare trading sulla quotazione del petrolio

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ETF sul petrolio come funzionano

Bisogna partire dal fatto che dall’estate del 2014 il prezzo del petrolio è iniziato a crollare e molti trader hanno tratto profitto proprio grazie agli ETF su questa materia prima, per la possibilità di investire sui crolli andando “short” e cavalcando le correzioni rialziste andando poi “long”.

Esistono vari tipi di ETF sul petrolio e molti investitori, sia meno che più esperti, si chiedono quale sia l’ETF migliore per investire sulla quotazione del petrolio. I piccoli investitori trovano conveniente investire sugli ETF sul petrolio.

Come funzionano ETF sul petrolio? Trattasi di un fondo che investe in maniera diretta sul petrolio fisico, o anche su contratti derivati, e l’investitore deciderà poi quanto mettere sull’ETF per “scommettere” sui movimenti del prezzo del greggio.

ETF sul petrolio tipi

Quali sono i tipi di ETF sul petrolio disponibili? Occorre dire che ogni società produttrice di ETF ha un suo ETC che segue l’andamento del prezzo del petrolio. Basti pensare che solo sulla borsa italiana ne esistono circa 25. Ecco i principali tipi di ETF sul petrolio disponibili:

  • ETF petrolio short (per i trader che vogliono puntare sul ribasso)
  • ETF petrolio long (per quanti vogliono puntare sul rialzo)
  • ETF petrolio a leva (che invece amplifica i movimenti del sottostante)
  • ETF petrolio WTI (benchmark statunitense)
  • ETF petrolio Brent (benchmark inglese/europeo)
  • ETF petrolio hedged (coperto contro il rischio di cambio data la quotazione del petrolio in dollari)
  • ETF sui derivati del petrolio (l’esempio più classico è la benzina).

ETF sul Petrolio come scegliere

Come scegliere tra i vari tipi di ETF sul petrolio? Occorre utilizzare come indicatori tre parametri:

Liquidità

E’ il parametro essenziale nella scelta del miglior ETF petrolio in base alle proprie esigenze. L’ETF deve essere scelto in base ai volumi tali da consentire di vendere in qualunque momento senza inutili attese. Ancora, gli ETF che hanno poca liquidità di solito offrono uno spread molto svantaggioso, che quindi riduce il rendimento dell’investimento effettuato

Costo

Un ETF include anche costi di gestione, che vengono scalati sul rendimento, e si aggirano in una forchetta compresa tra lo 0.3 e l’1% annuo. Altro costo incluso è la commissione dell’operazione richiesta da tutti i broker.

Tasse

Prima di acquistare un ETF sul petrolio, bisogna anche tenere presente il Paese di origine degli ETF in quanto sugli investimenti esteri vengono applicate tasse più alte. Meglio dunque acquistare un ETF petrolio quotato sulla Borsa Italiana, ovviamente armonizzati col regime fiscale italiano.

A proposito di tassazione, ricordiamo che dal 2014 a seguito della riforma voluta dal Governo Renzi che ha così adeguato la legislazione italiana direttiva AIFM, le cose sono cambiate.

L’attuale tassazione degli ETF, vede colpiti tutti i profitti derivanti dagli ETF che gli considera in maniera indistinta come redditi da capitale. Di conseguenza, il calcolo delle minusvalenze e dei proventi, è dato dalla differenza tra i prezzi d’acquisto e il prezzo di vendita dell’ETF. Pertanto, come avviene per i CFD, pure il trading con gli ETF è sottoposto a tassazione del 26% rispetto alla tassazione del 20% precedente.

Sono esentati da questa tassazione, e chissà perché, i Titoli di Stato, come Bot e Btp. Sui quali grava un’aliquota del 12,5%. Del resto, però, questi strumenti finanziari hanno già perso completamente appeal, visto che non danno più margini di guadagno. Pertanto, una tassazione più che raddoppiata gli avrebbe dato forse il colpo di grazia.

Altri elementi da tener presenti sono:

  • il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita che è possibile sfruttare per investire al rialzo
  • spread per singola unità
  • margine iniziale che rappresenta il prezzo richiesto al trader per acquistare una singola unità
  • leva finanziaria: ad esempio con una leva 1/30 servirà un trentesimo dell’importo di un singolo ETF per investire
  • scadenza: che potrà essere alla fine della giornata o mantenuto in quella successiva

ETF Petrolio: qual è la differenza tra Brent e WTI

Investire in questo strumento finanziario, significa anche dare per certo il fatto che si conosca che esistano due qualità di petrolio: Brent e WTI. Non lo sapevi? Niente paura! Essi differiscono sia per le qualità degli idrocarburi che per il luogo in cui vengono estratti. In particolare, ecco la differenza sostanziale:

  • Brent: viene estratto nel Mare del Nord, è un prodotto di tipo “dolce” ed è il riferimento per il mercato europeo
  • WTI: (acronimo di West Texas Intermediate) anch’essa è una tipologia di petrolio di tipo “dolce”, ma di qualità superiore rispetto al Brent ed è il riferimento per il mercato americano, visto che viene estratto in Texas

La scelta va effettuata non tanto ponendo attenzione al “tipo” di petrolio, visto che è idealmente la stessa commodity. Invece, dobbiamo mostrare attenzione sul prodotto sottostante che ne replica il prezzo.

Negli ultimi tre anni, entrambi gli ETF legati a queste due tipologie di petrolio hanno fatto registrare un andamento piuttosto simile. A livello di performance, però, mentre il prodotto europeo ha reso mediamente di più, presenta una liquidità nettamente inferiore rispetto a quello americano.

Quale ETF scegliere allora per investire sul petrolio? Trattandosi di ETF particolarmente volatili, meglio puntare maggiore attenzione sulla liquidità rispetto agli altri aspetti (come i costi). Quindi sono consigliabili i WTI rispetto al Brent.

ETF sul petrolio quanto investire

Spesso nei nostri articoli suggeriamo di diversificare i vostri investimenti in portafoglio. Così, se un investimento andrà male, sarà controbilanciato da altri che andranno bene. L’ideale è quindi dedicare alle commodity una quota del patrimonio che sia compresa tra il 3% e il 5%. Anche se qualcuno scende tale percentuale al 2%.

Non bisogna scordare che gli ETF sul petrolio sono molto sensibili agli aumenti dei tassi di interesse e potrebbero perdere quota qualora si verifichi n ribasso del dollaro. Inoltre, bisogna tenere presente del cosiddetto effetto contagio che può danneggiare qualora il prezzo del petrolio non prendesse subito una direzione precisa.

Comunque, gli ETF sul petrolio rappresentano ancora in assoluto l’investimento coi costi più bassi di sempre per investire all’interno del petrolio, sia sul breve/medio/lungo periodo.

ETF sul petrolio significato termini

Per fare trading con gli ETF sul petrolio, occorre anche conoscere i termini che si andranno ad incontrare:

  • ad esempio cifre come 31.60 e 31.50 si riferiscono ai prezzi di acquisto e di scoperto vigenti
  • “Acquista” ci permetterà di puntare al rialzo del prezzo dell’ETF Petrolio “Scoperto” ci farà puntare sul ribasso del prezzo dell’ETF
  • Spread per unità simboleggia lo spread vigente per ogni titolo negoziato
  • Premio sugli acquisti è la piccola quota percentuale che il trader ottiene o perde in base al passaggio al giorno di contrattazione successivo. Occorre sapere che tale passaggio non avviene alle ore 00:00 del giorno, come nella normalità. Ma si riferisce alla “mezzanotte del titolo”
  • Margine iniziale: quota percentuale che l’utente effettivamente investe per aprire la posizione di acquisto o di scoperto. Seun titolo costa 100, per acquistarlo occorre investire 3,50
  • Leva rappresenta il rapporto che ci fa capire quanto effettivamente occorre investire. Sempre per esempio, la leva 1:29 ci dice che dovremo versare 1/29 rispetto all’ammontare effettivo di ogni singolo ETF. Tradotto in soldoni, negozieremo su 29 titoli investendo un importo pari a 1 solo di essi
  • Spread percentuale sarebbe la cifra percentuale in base all’investimento
  • Premio sulle vendite è come il premio sugli acquisti, differenziandosi solo per il fatto che il possessore dell’ETF sul Petrolio raggiunge anche un piccolo premio positivo. Ma dato che questo è irrisorio, si consiglia di puntare specie sulle variazioni di prezzo nel breve termine invece che tenere aperte posizioni di scoperto
  • Margine di mantenimento è la percentuale che la piattaforma trattiene per tutelarsi nel mantenere la posizione aperta. Questa quota serve come livello di allerta per il broker, che accerterà in automatico se l’equity è superiore al margine di mantenimento. Se va sotto, effettuerà una margin call e se otterrà una risposta negativa chiuderà in automatico la posizione. E’ una operazione che non fa andare il trader in rosso.
  • Scadenza giornaliera: se negativa, vuol dire che se si lascia aperta la posizione, e quindi essa non verrà chiusa in automatico nel passaggio al giorno di contrattazione successivo

Alternativa a ETF sul petrolio

Alternativa agli ETF diretti sul petrolio, è anche la possibilità di acquistare un titolo azionario composto da società che operano nel settore. Si pensi alle società estrattrici, attivate nella sua lavorazione o a quelle preposte alla sua distribuzione. Tramite questo investimento, il controvalore subirà in modo indiretto le oscillazioni di prezzo dell’oro nero, giacché esse avranno un impatto di tipo “mediato” sulle quotazioni delle società che lavorano nel settore petrolifero.

È inoltre possibile anche scegliere di investire nel petrolio direttamente, usando questi asset come sottostanti.

Un’ottima alternativa agli ETF sul petrolio restano i CFD, acronimo di Contratti per Differenza. Investendo in questi strumenti finanziari, non si andranno ad acquistare delle quote degli ETF, ma sarà possibile ottenere profitto in maniera semplice dal rialzo o dal ribasso del sottostante. Grazie ai CFD è infatti possibile sia acquistare un mercato, che venderlo allo scoperto. Ciò significa che si potrà operare in qualunque situazione di mercato.

Il broker che ci sentiamo di consigliarvi per fare trading sugli ETF è Plus500. Un broker nato nel 2008, che consente di investire su un ampio quantitativo di mercati diversi, tra i quali: forex, appunto materie prime, indici, azioni, criptovalute, ecc. In estrema sintesi, un CFD replica l’andamento dell’ETF aggiungendo semplicemente un piccolo premio di rettifica al prezzo medio di mercato per raggiungere lo spread di mercato.

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Attraverso i CFD, si trae profitto dai movimenti di prezzo di un ETF Petrolio, ma con in aggiunta questi vantaggi:

  • Possibilità di aprire posizioni long o short con estrema facilità Totale operatività autonoma con la piattaforma di negoziazione
  • Costi di commissione eliminati, mediante l’introduzione di uno spread molto più conveniente
  • Uso della piattaforma molto semplificato
  • Possibilità di impostare ordini sia di tipo Stop Loss che di tipo Stop Limit

ETF sul petrolio: scenari futuri

Negli ultimi tempi, il prezzo del petrolio si è alquanto stabilizzato, soprattutto in virtù dell’OPEC, i cui membri sono riusciti a mettersi d’accordo al fine di porre un taglio alla produzione. Ciò ha consentito di bloccare quindi la produzione, facendo rialzare il prezzo.

Ragionando sul puro prezzo del Petrolio, questa materia prima potrebbe continuare a calare qualora l’OPEC decida di mantenere un atteggiamento di controllo per l’Oro nero, decidendo quindi di prolungare la decisione sui tagli all’Output. Ciò sta calmierando la volatilità di questa materia prima.

Occorre però anche sottolineare come dietro l’angolo ci sia la spesso paventata possibilità che questa materia prima si esaurisca. E più si parla di un suo esaurimento, più il suo prezzo ovviamente tenderà a salire. In realtà, per ora sembra un evento ancora lontano, a cui occorre aggiungere il fatto che il drammatico scioglimento dei ghiacciai sta aprendo la strada a nuove possibilità estrattive.

Quotazione del petrolio in tempo reale

Qui di seguito la quotazione del petrolio WTI in tempo reale:

ETF sul petrolio quale broker scegliere

Sovente sulle nostre pagine ribadiamo il concetto che il broker a cui affidare i vostri soldi per fare investimenti, deve essere affidabile e trasparente. In primis, quindi, riconosciuto dalla CONSOB, massima autorità italiana in materia di mercati finanziari. Così come dal CYSEC, che lo è a livello europeo.

Fornire una pluralità di servizi appannaggio del trader come:

  • un conto demo (denaro virtuale) per fare pratica all’inizio senza perdere i propri soldi
  • una assistenza clienti che vada dalla mail ad una chat interna alla piattaforma passando per Skype fino alla classica mail
  • spread e commissioni molto basse
  • fornisca materiale informativo e possibilità di aggiornarsi continuamente tramite corsi e-learning, webinar (seminari da seguire via web) e corsi di formazione tradizionali dal vivo pubblichi news sui fatti più importanti della giornata.

Riteniamo quindi che i broker che abbiano tutte queste caratteristiche siano i seguenti.

eToro

Il broker eToro è uno dei broker migliori per fare trading sfruttando gli ETF. E’ un broker regolamentato e dunque sicuro.

Inoltre, eToro ha anche licenza per operare in Italia grazie alla Consob, l’autorità preposta al controllo sui mercati finanziari nel nostro Paese.

Il broker eToro offre notizie aggiornate sugli asset e ti consente anche di vedere cosa dicono e fanno sugli asset i migliori trader iscritti alla piattaforma e tutti gli altri. Provenienti da tutto il mondo.

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FP Markets

Il broker FP Markets ha licenza CySEC per operare e anche il beneplacito Consob per farlo in Italia.

Il broker ti mette a conoscenza dei principali eventi in arrivo tramite un Calendario economico e il continuo aggiornamento di News.

E’ uno dei broker che offre tante piattaforme di trading come la Metatrader oltre a quelle web e che sta crescendo molto in termini di utenti.

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Oltre a questo, aggiorna costantemente le news, quindi ti renderà conto anche di notizie appena accadute che potrebbero risultare determinanti per il tuo trading.

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Migliori ETF sul petrolio

Qui di seguito alcuni ETF interessanti su cui investire col petrolio:

Stocks
StockSymbolPriceChart (24H)
OIL.MI
LYXOR STOXX EU600 OIL & GAS UCI
OIL.MI
OIL.MI41,79 €
DBO
Invesco DB Oil Fund
DBO
DBO$12.29
BNO
United States Brent Oil Fund, L
BNO
BNO$18.75
OIGS.DE
LIF-600 OIL+G. EOD
OIGS.DE
OIGS.DE65,28 €
EXH1.DE
IS.S.E.600 OIL+G.U.ETF A.
EXH1.DE
EXH1.DE27,71 €

ETF Petrolio: le domande frequenti

Che cosa sono gli ETF Petrolio?

Fondi quotati, vale a dire una particolare categoria di fondi, le cui quote possono essere negoziate in Borsa proprio come avviene nel normale mercato azionario. Replicano l’andamento di aziende che operano sul prezzo del petrolio che fa da benchmark.

Quali commissioni prevedono gli ETF?

Premesso che tutti gli strumenti di trading hanno costi di gestione, usando piattaforme sicure come per esempio FP Markets è possibile operare sugli ETF con commissioni molto basse e spread convenienti.

ETF Petrolio - Riepilogo

Conclusioni

Abbiamo visto come investire sugli ETF Petrolio e quali sono attualmente i migliori ETF per investire su società del settore. Ricordiamoci che gli ETF sono un grande strumento per diversificare il proprio portafoglio quindi vanno inquadrati in una strategia più ampia di investimento.

E’ possibile oggi investire in questi strumenti o anche sul prezzo del petrolio utilizzanto i contratti derivati. Per partire è fondamentale operare solo con piattaforme regolamentate e sicure che offrono la possibilità di attivare un conto demo.

Per iniziare al meglio investendo nel trading online conviene partire dalla pratica e da un buon conto demo. Vi lasciamo quindi con i collegamenti ufficiali alle migliori piattaforme con conto demo:

si tratta di piattaforme con licenza, regolarmente autorizzate e conti demo gratuiti ed illimitati.

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