Pivot Point: cosa sono e come si usano nei grafici

Sebbene i mercati siano come noto imprevedibili, è anche vero che possono essere studiati a fondo per cercare di trarre una previsione futura. Quindi, per trarre un profitto. O, quanto meno, per mitigare le perdite. Tra gli strumenti più utilizzati troviamo i Pivot Point.

Attraverso i Pivot Point, il trader cerca di formare potenziali fasce di prezzo sul quale orientare il proprio trading quotidiano. O di individuare i cosiddetti breakout, vale a dire i punti di rottura che possono innescare importanti trend.

Di seguito vediamo meglio cosa sono i Pivot Point, come si individuano, su quali broker conviene operare, gli eventuali limiti.

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Pivot Point: cosa sono

I Pivot Point, traducibili anche come Punti Pivot (chiamati anche punti cardine), sono stati tra i primi strumenti nati insieme all’analisi tecnica. Vale a dire quell’analisi che, attraverso lo studio dei grafici e l’utilizzo di modelli matematici, traccia l’andamento del prezzo di un asset.

I Pivot Point servono quindi per tracciare graficamente zone valide di supporto e di resistenza in un mercato. Sono in grado di far individuare al trader le migliori opportunità di trading.

Pivot Point

Mediante i Punti Pivot si possono ricavare una serie di linee di supporto e resistenza, che possono aiutare i trader a determinare i punti di entrata e di uscita ottimali del mercato.

Si tratta di indicatori utili a individuare potenziali aree di supporto e resistenza intraday, che diventano validi per la seduta di negoziazione successiva.

I pivot point si distinguono dalla più parte degli oscillatori ed indicatori per la loro oggettività. Dato che la loro identificazione è demandata a semplici formule matematiche.

I Pivot Points sono utilizzati soprattutto a livello intraday.

Come vedremo, i livelli di Pivot possono essere usati per identificare punti di inversione del trend e per riconoscere livelli chiave che confermino o rafforzino un determinato breakout.

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Come funzionano i Pivot Point in analisi tecnica

Tra i vari nomi con cui sono individuati i Pivot Point, troviamo anche “punti di rotazione”. Perché? In quanto il punto di cui si parla è quello in cui avviene un cambio nell’andamento di mercato. Pertanto, il trader, una volta individuato il breakout, può posizionarsi per tempo per beneficiare appieno del trend.

Mediante semplici calcoli, i Pivot Point riescono a far individuare agevolmente tali punti di rotazione. Ed è proprio questo connubio semplicità-efficacia che li rende particolarmente utilizzati dai trader.

Quattro sono le colonne portati dei Pivot Point:

  • Massimo
  • Minimo
  • Livello di apertura
  • Livello di chiusura

Gli analisti ricavano dai calcoli tutti i possibili punti cardine del mercato intorno ai quali possono andare a formarsi nuovi livelli di supporto e resistenza.

L’efficacia di questo strumento di analisi tecnica è diventato pressocché inconfutabile data la larga prova dei fatti.

Si parte da un assunto semplice: occorre calcolare quanto avvenuto il giorno prima per comprendere quello che accadrà il giorno seguente.

Pivot point come supporti e resistenze

Abbiamo detto che i Pivot Point utilizzano come assunti di partenza i supporti e le resistenze.

Attraverso questi, è possibile inquadrare i movimenti del prezzo in pattern ben precisi. Ottenendo così indicazioni sui punti in cui entrare e uscire dal mercato.

Rinfreschiamo brevemente la memoria su cosa siano i punti di supporto e di resistenza.

  1. Supporto: è il livello di prezzo sul quale la tendenza al ribasso di un asset si ferma
  2. Resistenza: al contrario del precedente, costituisce il livello di prezzo sul quale la tendenza al rialzo di un asset si ferma

Generalmente, quando un supporto o una resistenza sono violati, il trend acquista vigore e può proseguire ancora. Tuttavia, è anche vero che possono dare vita anche a falsi segnali. Per esempio. Una volta violata una resistenza, il prezzo di un asset potrebbe iniziare a scendere. In questo caso si parla di rimbalzo.

Anzi, è anche capitato che dopo un rimbalzo, il trend inizia ad invertirsi con precisione.

Ladifferenza sostanziale tra i Pivot Point e i supporti e resistenze è che i primi sono calcolati in base ai dati sul prezzo relativi al giorno precedente e saranno validi durante la successiva giornata di contrattazione.

Mentre i secondi sono tracciati su movimenti dei prezzi già avvenuti e servono a capire in futuro se gli stessi livelli di prezzo verranno rispettati o saranno superati da nuove condizioni createsi sui mercati.

Come si calcolano I Pivot Point

Come si calcolano i Pivot Point? Per sgomberare il campo da ogni equivoco, diciamo subito che non bisogna credere di essere costretti a fare calcoli a mano con tanto di calcolatrice. Ma i broker migliori già forniscono degli strumenti che li effettuano automaticamente e tracciano le linee sui grafici.

Al trader basterà solo inserire dei valori numerici. Anzi, come vedremo, alcuni broker offrono anche il supporto dell’intelligenza artificiale integrata alla piattaforma che suggerisce i valori.

In generale, basta andare sul menù degli indicatori tecnici e selezionare i Punti Pivot. Essi verranno visualizzati direttamente sul grafico e si potrà notare che il prezzo sembra proprio muoversi nel rispetto di questi livelli di mercato.

In genere, i colori disponibili sono:

  • Fuxia
  • Giallo
  • Azzurro
  • Rosso
  • Blue

Per chi fosse interessato, le formule dietro il funzionamento dei Pivot Point sono le seguenti:

  • Massimo (H)
  • Minimo (L)
  • Di chiusura ©
  • Medio (Average Price = AP) si calcola con questa formula: AP = (H + L + C)/ 3

Formule per il calcolo dei Pivot Point:

Come si calcolano i Pivot Point

1° Pivot di Supporto: S 1 = ( 2 * AP) – H

1° Pivot di Resistenza: R 1 = (2 * AP) – L

2° Pivot di Supporto: S 2 = AP – (R1 – S1)

2° Pivot di Resistenza: R 2 = (AP – S1) + R1

3° Pivot di Supporto: S 3 = S 2 – (Massimo – Minimo)

3° Pivot di Resistenza: R 3 = R 2 + (Massimo – Minimo)

E’ come se Il Pivot Point creasse una gabbia intorno al prezzo. Il trader deve solo essere pronto per sfruttare i segnali di trading ogni volta che si presentano.

Ribadiamo ancora una volta che anche i punti pivot possono portare a falsi segnali. Quindi, per quanto semplici ed efficaci, hanno sempre un margine di errore.

Pivot Points come segnali operativi

Vediamo ora nel concreto quali segnali operativi permette di individuare un Pivot Point.

Segnali di entrata nel mercato rialzista (Long)

Avremo un segnale di ingresso “Long”, il quale indica che bisogna entrare a mercato aprendo una posizione di acquisto.

Il prezzo può intraprendere una tendenza rialzista che non a caso dura fino al punto Pivot di resistenza successivo. In questo caso, la tendenza verso l’alto del prezzo si arresta e il mercato cerca nuovi punti di equilibrio.

In tal caso la posizione andrà chiusa in attesa di una nuova occasione di trading.

Segnali di entrata in un mercato ribassista (short)

In caso di segnale ribassista, può verificarsi quando il prezzo tenta una forte risalita toccando la resistenza rialzista. Tuttavia, a quel punto le forze dei compratori sul mercato vengono meno e il prezzo non arriva nemmeno a toccare la resistenza che già crolla verso il basso.

Questo è un ottimo segnale ribassista da sfruttare fino a quando il prezzo, decrescendo, arriva a toccare il supporto inferiore. A questo punto, il mercato cerca un nuovo livello di equilibrio portandosi in fase laterale.

Ipercomprato e ipervenduto

Gli ultimi due segnali operativi che possono emergere tramite i Pivot Point sono ipercomprato e ipervenduto. Non a caso, spesso l’indicatore viene utilizzato insieme all’oscillatore RSI conosciuto proprio per essere il principale indicatore di questi 2 segnali operativi.

I punti pivot più lontani ed esterni sono resistenza 2 e 3 e supporto 2 e 3. In genere possono essere considerati classici punti di breakout o inversione di mercato i punti S 1 ed R 1. Sebbene occorra sempre ricordare che anche gli altri punti hanno informazioni cardine.

Nel caso in cui il prezzo dovesse avvicinarsi molto ai supporti o alle resistenze più esterni il mercato potrebbe trovarsi in fase di ipercomprato o ipervenduto.

Nel primo caso potrebbe generarsi presto una inversione ribassista, nel secondo caso l’inversione potrebbe essere di stampo rialzista.

Pivot Point: tipi di strategie

I Pivot Points sono soprattutto considerati dai trader per determinare la direzione primaria del mercato identificando i principali livelli di supporto (Pivot Low) e di resistenza (Pivot High).

Pertanto, sono molto utili per identificare segnali di ingresso e di uscita, oltre che punti sensibili nel grafico dai quali è possibile attendere un significativo rimbalzo dei prezzi.

Non va comunque sottovalutata l’eventualità di un breakout, poiché tali livelli possono sempre essere soggetti a rotture.

In caso di breakout, i trader possono adoperare 2 strategie di trading principali e tra loro alternative:

  1. strategia conservativa: è una strategia attendista, che può però ritorcersi contro al trader. Il rischio è infatti quello di non sfruttare l’intensità iniziale del trend e quindi muoversi in ritardo. La stessa strategia può però essere salvifica, dal momento che impedisce di piazzare male degli ordini
  2. strategia aggressiva: utile per sfruttare al meglio l’eventuale enfasi di un trend positivo. In caso di breakout è dunque anche consigliabile sapere quando piazzare uno stop loss al fine di massimizzare i profitti e non andare in perdita

Pivot Point e money management

Il Money Management è la strategia di gestione ottimale del proprio capitale. Riuscire così ad utilizzare al meglio il proprio capitale a disposizione diversificando gli investimenti su più asset. Per fare in modo che, se un investimento dovesse andare male, ce ne saranno altri a controbilanciare le perdite.

Il Money Management può essere definito come il complesso di regole atte alla gestione efficiente del patrimonio.

Il money management si compone di due ambiti fondamentali e inscindibili tra loro:

  1. risk management (“gestione del rischio”): analisi del rischio legato alla posizione assunta sul mercato
  2. position sizing: individualizzazione del capitale da investire in ogni singola operazione aperta sul mercato e la ripartizione del capitale tra i vari asset di portafoglio

Lo scopo principale resta dunque la massimizzazione del profitto e la riduzione al minimo delle perdite, a prescindere dal sistema di trading utilizzato.

Ogni strategia di money management segue una logica di fondo, costituita da diversi punti fondamentali:

  • Disponibilità di capitali adeguati allo strumento finanziario utilizzato
  • Rischio limitato a non più del 2-3% del portafoglio per ogni singola operazione
  • Utilizzo dello stop-loss dopo aver assunto posizione sul mercato
  • Definizione del rischio massimo per il portafoglio (drawdown)
  • Quantificazione del rischio attraverso un corretto calcolo del risk/reward
  • Conoscenza approfondita del mercato in cui si intende investire
  • L’esito di ogni operazione deve essere considerato in modo indipendente da quello dell’operazione precedente
  • Chiusura di una parte delle posizioni aperte in caso di profitto

Venendo al rapporto tra Money Management e Pivot Point, gli esperti consigliano di impiegare al massimo un 2–3 % del capitale di trading disponibile su ogni singola operazione.

Inoltre, consigliano di posizionare uno Stop Loss ben calcolato esattamente su una quota del 3% del capitale a disposizione. Così da non subire perdite maggiori.

Pivot Point: Video

Per concludere questa guida abbiamo preparato un video tutorial che spiega sui grafici come si interpretano i Pivot Points e varie strategie di trading:

Pivot Point: strategie di trading migliori da usare
I Pivot Point, traducibili anche come Punti Pivot (chiamati anche punti cardine), sono stati tra i primi strumenti nati insieme all’analisi tecnica. Vale a d…
Pivot Point: strategie di trading migliori da usare

The video was uploaded on 13/1/2022.

You can view the video here.

The video lasts for 9 minutes and 36 seconds.

Domande frequenti sui Pivot Point

Cos’è il Pivot Point?

I Pivot Point sono stati tra i primi strumenti nati insieme all’analisi tecnica.

I Pivot Point servono per tracciare graficamente zone valide di supporto e di resistenza in un mercato. Sono in grado di far individuare al trader le migliori opportunità di trading.

Come si individuano i Pivot Points?

Mediante semplici calcoli, i Pivot Point riescono a far individuare agevolmente tali punti di rotazione. Si basano principalmente su Massimo, Minimo, Livello di apertura e Livello di chiusura.

Gli analisti ricavano dai calcoli tutti i possibili punti cardine del mercato intorno ai quali possono andare a formarsi nuovi livelli di supporto e resistenza.

Quali sono i segnali che si ricavano dai Pivot Point?

Il trader può identificare un trend rialzista, un trend ribassista, zona di ipercomprato e zona di ipervenduto.

Pivot Point - Riepilogo

Conclusioni

Tra gli strumenti maggiormente adoperati per l’analisi tecnica, troviamo i Pivot Point. Sono utilizzati soprattutto per ricavare una serie di linee di supporto e resistenza, che possono aiutare i trader a determinare i punti di entrata e di uscita ottimali del mercato. E diventano validi per la seduta di negoziazione successiva.

Attraverso i Pivot Point il trader può ottenere dei segnali, come trend rialzisti, trend ribassisti, zona di ipercomprato e zona di ipervenduto.

I broker già offrono in automatico questo come altri indicatori ed oscillatori di trading. Quindi non occorre fare calcoli alla mano.

A tale scopo, vi suggeriamo alcuni broker molto utili allo scopo.

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