I mercati finanziari non si muovono mai linearmente. Bastano, infatti, una crisi politica, un cambio di politica monetaria o un dato macroeconomico inatteso per ribaltare settimane di rialzi in pochi giorni.
E’ la situazione in cui ci troviamo tutti come investitori. Oggi quindi voglio parlare di una strategia che ci può aiutare ovvero affronto il tema dell’hedging.
Ma cos’è esattamente? Il termine viene dall’inglese “hedge”, che significa siepe o recinto: un’immagine semplice ma potente. Così come una siepe protegge un giardino dal vento, una strategia di copertura delimita le perdite potenziali entro confini precisi, mettendo al riparo il tuo portafoglio da cali improvvisi del mercato.
Oggi i grandi fondi fanno hedging e lo possiamo fare anche noi come retail mentre facciamo trading online.e investiamo. Tutto sommato queste strategie anno dei costi accessibili.
In questa guida, quindi, trovi tutto quello che ti serve per capire come funziona l’hedging nella pratica: dalla definizione di base agli strumenti più avanzati, dalle strategie più semplici agli esempi concreti.
Hedging: partiamo dalla definizione
A livello tecnico, l’hedging è un insieme di strategie che consentono di ridurre l’esposizione al rischio di un portafoglio aprendo posizioni in “compensazione”.
Borsa Italiana lo descrive come “la pratica che consiste nell’effettuare una o più operazioni di copertura per proteggersi dai rischi legati a un altro investimento”. Definizione precisa, ma va approndita. In pratica, è come stipulare una polizza assicurativa sul tuo portafoglio.
Le radici storiche di questa tecnica affondano nei mercati agricoli americani del XIX secolo, quando i produttori di grano iniziarono a usare i contratti futures per bloccare in anticipo il prezzo del raccolto, indipendentemente dalle oscillazioni stagionali. Da lì, il passo verso i mercati finanziari moderni è stato naturale.
Oggi l’hedging viene usato praticamente da tutti.
🛠GUIDA PRATICAFutures: cosa sono e come funzionano
Hedging o speculazione: due approcci opposti al mercato
Confrontiamo due approcci. L’hedging e la speculazione usano gli stessi strumenti ovvero futures, opzioni, CFD, ma per scopi diametralmente opposti.
Lo speculatore punta a guadagnare dai movimenti di prezzo. Chi fa hedging, invece, cerca solo di limitare le perdite, accettando di rinunciare a parte del potenziale di guadagno.
Warren Buffett lo sintetizza bene: la regola numero uno degli investimenti è non perdere mai soldi. L’hedging è la traduzione operativa di questo principio: non si tratta di essere pessimisti sul mercato, ma di essere realisti sui rischi e decidere, in anticipo, fino a dove si è disposti ad arrivare.
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Come funziona l’hedging
Il principio della correlazione inversa
La logica alla base dell’hedging è semplice: se detieni una posizione long su un asset, apri una posizione short su qualcosa che si muove in direzione opposta. In questo modo, quando la posizione principale scende, la posizione di copertura sale, e le perdite si compensano, almeno in parte.Ma non è solo una operazione diciamo “contraria”
Il motore di tutto è la correlazione inversa. L’oro, ad esempio, tende a salire quando le borse crollano: è per questo che molti investitori lo includono in portafoglio come copertura naturale sui mercati azionari.
Lo stesso principio vale per le compagnie aeree che si proteggono dai rialzi del petrolio acquistando futures sul greggio, quando il carburante costa di più, le azioni del settore soffrono, ma i futures guadagnano.
E’ un po’ quello che si augurano i sostenitori di Bitcoin, ovvero che sia correlato inversamente ad altri asset. Spesso non succede però questo.
Hedge ratio: come determinare la copertura ottimale
Non è sempre necessario coprire il 100% del portafoglio. L’hedge ratio indica la proporzione tra la posizione di copertura e quella da proteggere: un valore di 1 significa copertura totale, 0,5 significa copertura al 50%.
La formula è:
Hedge Ratio = Valore della posizione di copertura / Valore della posizione da proteggere.
Vediamo una sintesi con una tabella così ci capiamo meglio.
| Strumento | Meccanismo | Accesso Retail | Costo Indicativo | Rischio Residuo |
| Futures | Contratto standardizzato a termine | Limitato | Margini + Commissioni | Basso |
| Contratti Forward | Accordo bilaterale OTC personalizzato | Molto basso (istituz.) | Personalizzato | Basso |
| Opzioni Put | Diritto di vendita a prezzo fissato | Medio | Premio opzione | Molto basso |
| CFD Short | Posizione corta su contratto differenza | Alto | Spread + Overnight | Medio |
| ETF Inversi | Replica inversa di un indice | Alto | TER annuo (0,5–1,5%) | Medio |
| Swap | Scambio flussi di cassa tra controparti | Molto basso (istituz.) | Tasso swap | Basso |
Elaborazione comefaretradingonline.com su dati Borsa Italiana, 2026
Gli strumenti derivati per fare hedging
Futures e Contratti Forward
I futures fra gli strumenti più utilizzati per coprirsi.. Sono contratti standardizzati, quindi scambiati su mercati regolamentati, che obbligano le parti a comprare o vendere un asset a un prezzo fisso in una data futura.
Se ci segui dovresti giù sapere cosa sono, Quindi strumenti liquidi, trasparenti e adatti a coprire indici, materie prime e valute.
I forward funzionano invece allo stesso modo, ma sono accordi bilaterali e personalizzati (OTC ovvero over the counter).
Non si scambiano su mercati ufficiali, ma si stipulano direttamente tra le parti. Li usano soprattutto le aziende con esposizioni valutarie: un’impresa italiana che incassa in dollari può fissare il tasso di cambio tramite un forward, eliminando l’incertezza su pagamenti futuri.
Opzioni Put e Call come protezione
Le opzioni sono forse lo strumento più elegante per l’hedging. Ti danno il diritto, ma non l’obbligo, di vendere (put) o acquistare (call) un asset a un prezzo prestabilito entro una certa data.
Se il mercato scende, la tua put guadagna e compensa le perdite sul portafoglio. Se il mercato sale, perdi solo il premio che hai pagato per l’opzione, un costo definito in anticipo, proprio come il premio di un’assicurazione. Molti trader che usano Bitcoin spesso di coprono con le opzioni nei mercati regolamentati.
Anzi, spesso ci danno un’indicazione su come si muoverà il prezzo perché puoi controllare quanti trader sono “posizionati” su determinati range con le opzioni.
Su bitcoin penso ad esempio a piattaforme come Deribit che danno queste informazioni.
Molti di questi strumenti sono usati su broker come Fineco che ti permette di operare con questi strumenti sofisticati oltre agli strumenti tradizionali come ETF, azioni e via dicendo.
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CFD (Contratti per Differenza)
I CFD sono derivati OTC che replicano i movimenti di prezzo di un asset senza che tu lo possieda fisicamente.
La loro forza è la flessibilità. Cosa voglio dire? Che puoi aprire posizioni short su azioni, indici o valute in pochi clic, senza dover prendere a prestito i titoli.
XTB offre oltre 2.100 CFD azionari e 35 su indici. Per coprire un portafoglio DAX da €50.000 bastano 0,16 lotti su DE30: margine di circa €2.524 e commissione di apertura di appena €3,60. L’unica voce da non trascurare sono i costi overnight (swap points), che si accumulano giorno dopo giorno.
Errore: specifica il broker. Es: [cfto_broker_cta broker="trade-republic"]
ETF Inversi e Swap
Se vuoi invece strumenti più semplici, ci sono ad esempio gli ETF inversi. Come funzionano? Quando l’indice di riferimento scende dell’1%, l’ETF inverso sale dell’1%.
Si acquistano come qualsiasi altro ETF tramite un conto titoli, senza bisogno di accedere ai mercati dei derivati.
Poi ci sono degli strumenti più complessi che ti sconsiglio come gli swap, di solito riservati agli operatori. Sono accordi tra due parti per scambiare flussi di cassa legati a tassi d’interesse (interest rate swap) o a valute (currency swap).
Strumenti potenti ma che non sono alla portata di tutti. Qui sotto ti ho riassunto in un grafico i costi.

Le principali strategie di hedging
Hedging diretto o standard
L’hedging diretto è la versione più semplice. In pratica apri una posizione opposta sullo stesso asset o su uno strettamente correlato, con dimensioni equivalenti.
Risultato: ogni variazione di prezzo sulla posizione principale viene neutralizzata dalla controparte.
Facciamo un esempio. Hai in portafoglio 100 azioni Apple long, apri 100 CFD Apple short. Se il titolo crolla del 10%, la perdita sulle azioni è bilanciata dal guadagno sui CFD.
Strategia perfetta per i momenti di alta incertezza o prima della pubblicazioni dei risultati di una trimestrale.
Hedging parziale: copertura selettiva del rischio
Spesso non ha senso coprire tutte le posizioni. L’hedging parziale prevede di proteggere solo una fetta del portafoglio, in media tra il 30% e il 60%, mantenendo vivo il potenziale di guadagno sulla parte scoperta.
È un compromesso intelligente se vogliamo. In pratica riduci il rischio senza rinunciare completamente ai rendimenti. La percentuale giusta dipende da quanta volatilità sei disposto a sopportare e da quanto sei convinto della direzione del mercato. La componente psicologia è sempre importante.
Currency Hedging: come proteggersi dal rischio valutario
Se investi in asset denominati in valute estere, sei esposto a un rischio che spesso viene sottovalutato: il rischio di cambio.
Questo avviene ad esempio a chi compra le versioni degli ETF che ci sono in euro e sceglie la versione in dollari o sterline.
Facciamo un esempio. Supponi di comprare azioni americane in dollari: anche se il titolo sale, se il dollaro perde terreno rispetto all’euro, il tuo guadagno in euro si riduce, o scompare del tutto.
Come si fa allora? La soluzione è aprire una posizione long EUR/USD tramite CFD: se il dollaro scende, la posizione forex guadagna e compensa la perdita valutaria.
La divesificazione e i beni rifugio
C’è anche un modo se vogliamo implicito di fare copertura. Anche senza aprire posizioni short, puoi fare infatti hedging.
L’acquisto di asset rifugio come ad esempio l’oro, i titoli di stato USA, è una forma di copertura indiretta: in fase di crisi, questi asset tendono a rivalutarsi proprio quando le borse soffrono.
Generalmente durante le guerre si compra oro ad esempio per contrastare la crisi dell’azionario o si va sulle obbligazioni.
E poi c’è la diversificazione vera e propria: distribuire il portafoglio tra azioni, obbligazioni, materie prime e aree geografiche diverse riduce la volatilità complessiva senza alcun derivato. È la forma più accessibile di hedging, adatta a tutti. Vediamo un riepilogo.
| Strategia | Strumento Tipico | Copertura % | Vantaggio Principale | Limite Principale |
| Hedging Diretto | CFD / Futures same asset | 100% | Neutralizza il rischio | Annulla anche i guadagni |
| Hedging Parziale | CFD / Opzioni | 30–60% | Preserva parte del rendimento | Rischio residuo presente |
| Currency Hedging | Forex / Forward | 100% | Protegge dal rischio cambio | Costi swap quotidiani |
| Safe-Haven | Oro, CHF, JPY, Treasury | Variabile | Semplice da implementare | Correlazione non garantita |
| Diversificazione | ETF multi-asset | Variabile | Nessun costo di copertura diretto | Protezione solo parziale |
Esempi pratici di hedging sui mercati finanziari
Prima di vedere qualche esempio concreto ti consiglio di consultare la nostra guida su come creare un portafoglio diversificato.
Ora partiamo con gli esempi.
Copertura di un portafoglio azionario con futures sull’indice
Immagina di avere un portafoglio con in azioni europee blue-chip dell’EuroSTOXX50. Il clima geopolitico è teso, i dati macroeconomici mandano segnali contrastanti, e non vuoi smobilizzare il portafoglio, sia per le implicazioni fiscali, sia per i dividendi in arrivo. Cosa fai?
Puoi ad esempio vendere dei contratti futures EuroSTOXX50. Se le borse cedono ad esempio il 5%, il portafoglio azionario scende, ma i futures short guadagnano un importo equivalente.
Se invece il mercato sale, i futures producono una perdita compensata dalla rivalutazione delle azioni. I costi da mettere in conto sono i margini richiesti e le commissioni di negoziazione.
Ovviamente non si tratta di consigli finanziari ma di esempi.
Hedging Valutario per l’Investitore Europeo
Sei un investitore italiano con un portafoglio in dollari (USD) fatto principalmente di azioni tech americane. Il titolo va bene, ma il dollaro si indebolisce del 5% rispetto all’euro: il valore del tuo investimento, convertito in euro, si riduce anche se le azioni non hanno perso un centesimo.
Questo è dovuto proprio al cambio.
La soluzione è aprire una posizione long EUR/USD tramite CFD. Se il dollaro scende, la posizione forex guadagna e compensa la perdita da cambio.
Costi, rischi e limiti dell’hedging
Costi diretti: spread, commissioni e overnight
E arriviamo ai costi, perché ci sono.
Le voci di costo di un’operazione di hedging sono essenzialmente quattro:
- lo spread (la differenza tra prezzo bid e ask)
- le commissioni di esecuzione,
- i costi overnight cioè i famosi swap points applicati per mantenere posizioni aperte dopo la chiusura di giornata
- nel caso delle opzioni, il premio pagato all’acquisto
Puoi vederli come il “prezzo dell’assicurazione”: se il rischio si materializza, quei costi sono più che giustificati. Se il mercato va nella direzione che speravi, restano un onere netto sul rendimento. Niente di diverso da una polizza kasko sull’auto: la paghi ogni anno, e speri di non doverla mai usare.
Il trade-off rischio-rendimento
Qui sta il nodo centrale: più ti proteggi, meno guadagni. Un portafoglio completamente coperto (cioè con hedge ratio = 1) non perde, ma non guadagna nemmeno nel lungo periodo, il suo rendimento convergerebbe verso il tasso privo di rischio, al netto dei costi di copertura. È una scelta che ha senso in fasi molto specifiche di mercato, non come strategia permanente.
La sfida è trovare il tuo punto e “personale” di equilibrio. Qual è il livello di perdita potenziale che riesci ad accettare senza perdere la lucidità necessaria per continuare a investire?
Rispondi onestamente a questa domanda per capire se ha senso costruire una strategia di hedging sensata.
Gli errori più comuni
Anche una buona strategia, male eseguita, può fare danni.
Ecco alcuni errori comuni:
- fare over-hedging (coprire tutto, annullando di fatto qualsiasi potenziale di rendimento); scegliere asset che non si correlano davvero in modo inverso
- ignorare i costi di mantenimento che si accumulano nel tempo
- lasciare aperte le coperture troppo a lungo, trasformandole involontariamente in posizioni speculative.
- nessun monitoraggio (uno degli errori più comuni
Il mercato cambia, le correlazioni cambiano, e anche la tua copertura va rivista periodicamente.
Ecco perché i broker ci mostrano spesso la dicitura “% di investitori perde denaro”. Spesso non per la strategia sbagliata, ma per la disciplina mancante.

Hedging: le domande più frequenti (FAQ)
L’hedging è adatto a tutti gli investitori?
Dipende dagli strumenti. Futures e opzioni richiedono esperienza tecnica e una buona comprensione del funzionamento dei derivati. Per chi è agli inizi, la diversificazione e gli ETF inversi sono soluzioni più semplici e sicure. In ogni caso, prima di operare con strumenti derivati, vale sempre la pena fare pratica su un conto demo.
Qual è il costo medio di una strategia di hedging?
Varia molto in base allo strumento scelto. Per i CFD il costo principale è lo spread più i costi overnight; per le opzioni è il premio; per i futures, commissioni e margini.
È possibile fare hedging senza strumenti derivati?
Assolutamente sì. Diversificare tra classi di asset non correlate come azioni, obbligazioni, oro, real estate, è già una forma efficace di copertura. Anche gli ETF sull’oro o sui Treasury USA offrono protezione in fasi di crisi, senza richiedere accesso ai mercati dei derivati. Una soluzione alla portata di tutti.
Considerazioni finali
E siamo arrivati alla fine di questa guida. L’hedging non è la risposta a tutto. Non ti rende immune alle perdite, non sostituisce un’analisi seria del mercato, e non è una formula magica
E’ comunque un modo di pensare agli investimenti con più consapevolezza, riconoscendo che il rischio è una componente strutturale dei mercati.
Abbiamo visto come funziona l’hedging e quali strumenti puoi usare. Futures, forward, opzioni, CFD, ETF inversi, swap sono gli strumenti più usati, tutti con le loro caratteristiche, i costi e i profili di rischio.
Alcuni strumenti sono più adatti a certi obiettivi, a certe fasi di mercato, e a determinati investitori.
Il filo conduttore di tutto è il trade-off: protezione e rendimento si muovono in direzioni opposte. Non puoi avere entrambi al massimo. La domanda giusta non è “devo fare hedging?” ma “quanta incertezza sono disposto ad accettare, e a quale prezzo voglio ridurla?”.
Se sei alle prime armi, comincia dalla diversificazione e dagli ETF. Usa i conti demo per prendere confidenza con i derivati prima di usarli.
In un contesto globale segnato da volatilità strutturale, tensioni geopolitiche crescenti e incertezza sulle politiche monetarie, saper usare l’hedging è un vantaggio
Se lo impari bene può diventare una competenza fondamentale se vuoi costruire un portafoglio solido nel lungo periodo.
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