Indice S&P 500

L’indice azionario S&P 500 è uno dei più importanti al mondo per 2 motivi: è l’indice che riflette l’economia dello stato più potente al mondo, gli Usa, e vanta un numero di titoli contenuti molto vasto: 500.

Non a caso, è anche uno degli indici azionari più tradati, grazie anche all’offerta di diversi ETF che ne replicano il valore in diversi modi.

Dunque, meglio conoscere bene questo asset praticamente imperdibile per i trader. E in questa guida completa sull’indice azionario S&P 500, vogliamo proprio presentartelo bene per posizionarti al meglio.

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S&P 500: le basi

Il nome dell’indice azionario deriva da Standard & Poor 500, noto anche come S&P, di origini americane.

Fondato dall’agenzia di rating Standard & Poor's nel 1957, segue l'andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione.

Indice S&P 500

Questi i settori che compongono l’S&P 500 al momento della scrittura:

  • 24,19%: settore informatico
  • 13,82%: settore farmaceutico
  • 13,55%: settore servizi finanziario
  • 11,18%: comunicazione
  • 9,04%: industria
  • 7,17%: consumatori difensivi
  • 10,99 %: consumi ciclici
  • 2,86%: servizi pubblici
  • 2,52%: settore immobiliare

S&P 500: Riepilogo

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Composizione dell’indice S&P500

Dunque, un quarto del peso totale dell’indice è occupato solamente da azioni collegate a società tecnologiche. Con questo ordine:

Microsoft Corporation (MSFT): 5.39%

Tra i colossi mondiali dell’informatica, è diventata nota soprattutto dopo per aver lanciato il sistema operativo Windows. Il che, insieme a varie acquisizioni che spesso gli sono costate le ammonizioni dell’Antitrust, l’hanno resa leader del settore dagli anni ‘90.

Amazon.com Inc (AMZN): 4.38%

Nata nel 1995 come venditore di libri online, Amazon acquisizione dopo acquisizione, e servizio dopo servizio, ha raggiunto il primato di oggi nell’e-commerce.

Posizione accelerata dai lockdown imposti a causa del Covid-19, che ha spinto i più agli acquisti online, creando anche nuove fidelizzazioni di utenti.

Facebook Inc – Class A (FB): 2.10%

Il Social network nato per gioco nel 2004 da una idea di Mark Zuckerberg e alcuni amici del college (poi finiti tutti in tribunale) è ad oggi ancora saldamente il Re del settore.

Aiutato anche dall’acquisizione di altre 2 app molto popolari, con oltre 2 miliardi di utenti: WhatsApp e Instagram.

Facebook è diventata pure una vera e propria banca ed è pronta da tempo a lanciare una sua criptovaluta. Sfruttando anche la chat di Messenger per inviare denaro. Il che ne consoliderà la posizione nei servizi finanziari.

Alphabet Inc A (GOOGL): 1.67% eAlphabet Inc Class C (GOOG): 1.62%

Entrambe collegate a Google, società americana con sede a Mountain View che offre una serie molto ampia di servizi per privati ed imprese.

Google ha inoltre una posizione privilegiata per quanto concerne i device mobili, visto che la maggior parte di essi nel Mondo monta il suo sistema operativo Android.

Tesla Inc. (TSLA): 1.58%

La società rilevata da Elon Musk, che ne è attuale Ceo, produce esclusivamente auto elettriche.

Tesla è spesso associata anche al mondo delle criptovalute. Sia per il tifo neanche celato di Musk verso di esse (a colpi di tweet) sia perché prevede il pagamento in bitcoin.

Indice S&P 500: storia

Inizialmente chiamato “Composite Index” fu ideato nel 1923, replicando un piccolo numero di azioni. Tre anni dopo, nel 1926, l’indice composito si espanse a 90 titoli e nel 1957 si estese ai suoi attuali 500.

Da quell’anno, la tecnologia ha consentito di calcolare e divulgare l’indice in tempo reale. L’indice S&P 500 è ampiamente utilizzato come misura del livello generale dei prezzi delle azioni USA, in quanto include sia titoli azionari che titoli value.

Più volte l’indice ha macinato nuovi massimi storici, sebbene una batosta sia arrivata dopo lo scandalo subprime: il 20 novembre 2008, l’indice ha chiuso a 752,44, il minimo da inizio 1997. Una modesta ripresa il giorno seguente ha comunque lasciato l’indice in calo del 45,5% per l’anno.

Questa perdita da inizio anno è stata la più grande dal 1931, quando il mercato ampio è diminuito di oltre il 50%.

Negli anni successivi si è gradualmente ripreso, stabilendo nuovi massimi storici. Il 26 agosto 2014, l’indice ha chiuso sopra i 2.000 per la prima volta, e il 22 dicembre S&P 500 è salito al 2078, un massimo storico.

Nel maggio 2015 l’indice ha invece chiuso a 2.130,82, il suo punto più alto per l’anno.

Niente però in confronto a quanto è accaduto in tempi recenti. Prima che a fine febbraio 2020 esplodesse la pandemia Covid-19, il titolo aveva già raggiunto i 3.380 punti. Livello ripreso poi ad agosto. E da lì un costante rialzo, arrivando a superare i 4.300 punti ad inizio luglio, trascinata soprattutto dai titoli tecnologici altamente volatili. E saldamente al comando dell’indice azionario.

Come visto, però, importante è anche il ruolo assunto dalle multinazionali farmaceutiche.

S&P 500: come si calcola

Come si calcola Indice S&P 500? La somma della capitalizzazione di mercato è divisa per il Divisore.

Il Divisor viene rettificato in caso di emissione di azioni, scissioni o cambiamenti strutturali simili, al fine di garantire che tali eventi non alterino di per sé il valore numerico dell’Indice.

Molti fondi indicizzati e fondi negoziati in borsa tentano di replicare (prima delle commissioni e delle spese) la performance dello S & P 500 tenendo le stesse azioni dell’indice, nelle stesse proporzioni. Molti altri fondi comuni di investimento hanno un benchmark con l’indice S & P 500.

S&P 500: calcolo ponderazione

Vediamo ora come l’agenzia Standard & Poor’s calcola la ponderazione dell’indice. Utilizza per questo scopo solo il numero di azioni disponibili per il trading pubblico (chiamato “float”).

Va da sé che i movimenti dei prezzi delle azioni con maggiori capitalizzazioni di mercato abbiano un impatto maggiore sul valore dell’indice rispetto a quelle con marketcap più basso.

Tra marzo ed ottobre 2015, l’indice è passato da una capitalizzazione ponderata ad una di mercato.

Al fine di mantenere l’indice S&P 500 coerente nel tempo, viene adeguato per eventuali cambiamenti che riguardano le società che ne fanno parte. Si pensi ad emissioni di azioni aggiuntive, dividendi e eventi di ristrutturazione come fusioni o scissioni.

Ancora, tutte le azioni che influenzano il valore di mercato dell’Indice richiedono un aggiustamento del divisore. Inoltre, quando una società viene sganciata e sostituita da un’altra con una capitalizzazione di mercato diversa, il divisore deve essere aggiustato in modo tale che il valore dell’indice S&P 500 rimanga costante.

Ogni modifica viene apportata a borse chiuse e dopo aver calcolato il valore di chiusura dell’Indice.

Come investire sul S&P 500 con i CFD

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Grafico S&P 500 in tempo reale

Ecco il grafico in tempo reale sulla quotazione dell’indice S&P 500.

Aziende quotate sul S&P 500

Detto delle prime 5 società più importanti che compongono l’indice, vediamo le altre 5 che completano la Top 5.

Walmart

Multinazionale che gestisce una catena di ipermercati, grandi magazzini scontati e negozi di alimentari. Walmart è la più grande azienda al mondo per fatturato, con oltre 2,3 milioni di dipendenti in 28 paesi.

Johnson & Johnson

Multinazionale di medicinali, forniture di pronto soccorso e società di produzione e vendita di beni di consumo confezionati fondata nel 1886. Raggruppando numerosi marchi molto popolari tra il pubblico.

JPMorgan Chase

Banca di investimento multinazionale e una società di servizi finanziari con sede a New York City. Con origini che risalgono al 1799, JPMorgan Chase è diventata una delle più grandi banche universali al mondo operanti in tutto il mondo.

Visa

Multinazionale di servizi finanziari che facilita il trasferimento elettronico di fondi in tutto il mondo. Gestisce prodotti di pagamento che gli istituti finanziari utilizzano per offrire ai loro clienti programmi di credito, debito, prepagati e di accesso in contanti tramite carte di credito, carte regalo e carte di debito con marchio Visa.

Berkshire Hathaway

Holding multinazionale conglomerata, vanta sotto la propria gestione molti marchi importanti e multisettoriali. E’ nota anche perché il suo presidente è il decano del trading Warren Buffet.

ETF sull'S&P 500

Vediamo tre tra i migliori ETF per investire sull’indice S&P 500

iShares S&P 500 UCITS ETF (IUSA.L)

Si tratta di un ETF armonizzato, in linea con i parametri europei per poter essere assimilato ad un normale asset quotato in borsa.

iShares dal 2008 è stato rilevato da BlackRock, colosso finanziario che gestisce molti marchi importanti, in più settori e in molti paesi del mondo.

Vanguard S&P 500 ETF (VOO)

L‘ETF VOO è un fondo altamente liquido con elevati volumi di scambi giornalieri. Un rendimento da dividendo annuo dell’1,64% e un rapporto di spesa di appena lo 0,03%.

Lanciato nel 2010, fa al caso dei trader che cercano questi aspetti:

  • bassa tolleranza al rischio
  • orizzonte temporale più breve
  • preferenza per gli investimenti a reddito

ETF SPDR S&P 500

Exchange-traded fund negoziato sul NYSE Arca con il simbolo SPY.

Ad emettere questo ETF è SPDR Services LLC, consociata controllata al 100 per cento dall’American Stock Exchange LLC.

I dividendi scaturiti sono distribuiti ogni 3 mesi e si basano sui dividendi azionari accumulati detenuti in trust, al netto delle spese di quest’ultimo.

Conviene investire sull'indice S&P 500?

In effetti occorre ammettere che l’indice S&P 500 è un must da tenere in portafoglio per molti trader. Le ragioni sono diverse, come l’alta volatilità del titolo, la ponderazione del rischio dovuta alla multisettorialità, il fatto che rispecchi l’economia della prima potenza mondiale: gli Stati Uniti.

Almeno fino a quando la Cina non avrà effettuato il definitivo sorpasso.

Puoi farlo o investendo direttamente sull’indice o tramite gli ETF che ne replicano il valore. Come quelli visti in precedenza.

Il trading CFD ti permette inoltre di speculare su di esso anche in caso di crolli evidenti, posizionandoti short.

S&P 500: le FAQ

Cos’è l’indice S&P 500?

Il nome dell’indice azionario deriva da Standard & Poor 500, noto anche come S&P, di origini americane. Che l’ha fondato nel 1957 e segue l'andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione.

Conviene investire sull’indice S&p 500?

Diversi sono i vantaggi di investire sull’indice: l’alta volatilità del titolo, la ponderazione del rischio dovuta alla multisettorialità, il fatto che rispecchi l’economia della prima potenza mondiale: gli Stati Uniti.

Dove investire sull’indice S&P 500?

Puoi provare su broker come eToro e Plus500.

Indice S&P 500 - Infografica

Conclusioni

L’indice azionario S&P 500 è stato fondato dall’agenzia di raiting Standard & Poor’s, riformulando negli anni ‘50 un indice già esistente dagli anni ‘20.

L’indice include molti settori, sebbene la parte del leone la faccia quello tecnologico, che ne pesa un quarto. Segue il settore farmaceutico a circa il 15 percento. Le Big Tech sono quelle che hanno il peso maggiore. La volatilità dell’indice S&P 500 è molto alta e si è impennata durante la pandemia Covid-19.

Puoi provare a speculare sull’indice con broker regolamentati come quelli che vi abbiamo proposto.

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