PIL Giapponese Secondo Trimestre registra Crollo più Grande di Sempre

Fase di assestamento per la coppia USD-JPY che, dopo essersi riportata sui massimi delle ultime tre settimane a ridosso di area 108, sta tirando un po’il fiato. La prima sessione di questa nuova ottava si sta infatti per chiudere in rosso, con le quotazioni scese in area 106.

Lo Yen ha ripreso vigore sul biglietto verde dopo la diffusione di alcuni importanti dati macro in arrivo dal Giappone, che hanno mostrato quanto la pandemia da Covid-19 abbia inciso negativamente sull’economia del Paese del Sol Levante. Il Prodotto Interno Lordo del Giappone nella lettura preliminare del secondo trimestre dell’anno ha infatti registrato la contrazione più marcata di sempre. Nel periodo Aprile-Giugno il PIL ha subito una flessione del 7,8%, peggiorando oltre le attese degli analisti che invece avevano ipotizzato una contrazione del 7,5%. Dai dettagli diffusi dal Cabinet Office nipponico è emerso che la pessima lettura è stata causata dal crollo dei consumi interni. Su base annualizzata il crollo della crescita è stato ancor più evidente, mostrando un -27,8% (attese -26,9%).

La grave difficoltà in cui versa l’economia in Giappone è stata inoltre testimoniata dal dato sulla produzione industriale del mese di Giugno, diffuso dal Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria, che, pur avendo mostrato un aumento dell’1,9% su base mensile (preliminare +2,7%), ha registrato un crollo del 18,2% su base annua (preliminare -17,7%).

La prima importante lettura macro arrivata dagli USA ha invece riguardato l’Indice Empire State Manufacturing, diffusa dalla Federal Reserve di New York . Il suddetto indicatore, che misura l’andamento dell’attività manifatturiera nello stato di New York,ad Agosto si è assestato a 3,7 punti, rallentando bruscamente rispetto ai 17,2 punti registrati a Luglio ed ai 15 punti stimati dagli analisti.

L’attenzione dei trader sul mercato delle valute sarà rivolta quasi esclusivamente alla pubblicazione delle minute dell’ultima riunione di politica monetaria della Fed, in agenda Mercoledì 19 Agosto. Gli analisti si aspettano che dalla lettura dei verbali emerga la prossima strategia dell’istituto centrale statunitense per rilanciare l’economia e cercare di dirigere l’inflazione oltre la soglia ottimale del 2% nel breve-medio periodo.

Andamento Cross USD-JPY sul Breve-Medio Periodo

La rimonta del cambio Dollaro-Yen, come risulta evidente sul grafico con time-frame giornaliero in alto, si è arresta a contatto con le medie mobili a 10-25 e 50 giorni, che fungono da resistenze. Dopo una breve escursione oltre le suddette EMA, le quotazioni hanno fatto marcia indietro, evidenziando lieve debolezza nel brevissimo.

Il cross USD-JPY in caso di mancato break-out degli ostacoli appena indicati, potrebbe nuovamente ritestare area 105,50-105, in prima battuta, ed in caso di ulteriori flessioni ritoccare nuovamente area 104,50-104. Importante sarà quantomeno riportarsi sopra le EMA minori, a 10 e 25 periodi (rispettivamente la prima linea dal basso verso l’alto e la linea mediana sul grafico), che al momento transitano in area 106,35-106,25.

L’eventuale superamento di EMA 50 (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico) che al momento transita in area 106,65 potrebbe favorire un primo allungo verso i recenti topo in area 107 che se superati potrebbero aprire la strada verso area 108,50-109.

Oltre area 109, in chiusura daily o meglio ancora settimanale, possibili ulteriori estensioni verso quota 111.

Il Modello di Trading sul Cambio Dollaro-Yen – Valido da 1 a 5 Giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 106,26 in close oraria e fissa i primi due obiettivi in area 106,67 e 107,33; stop loss in caso di ritorno sotto quota 105,85 in chiusura oraria.

Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 107,33 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 107,58 e successivamente a quota 107,99; stop loss in caso di ritorno sotto quota 106,67 in close oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 107,99 per approfittare di possibili allunghi in area 108,66 e 109,07, estesi a quota 109,75; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 107,33 in chiusura oraria.

Consigliata l’apertura di Long sulla debolezza in caso di affondo in area 102,86 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 103,50 e in un secondo momento a quota 104,15 estesi a quota 104,55; stop loss in caso di discesa sotto quota 102,22 in close giornaliera.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 105,85 e prevede i primi due target price in area 105,60 e 105,20; stop loss in caso di close oraria sopra quota 106,26.

Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 105,20 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 104,94 e successivamente a quota 104,55; stop loss in caso di recupero sopra quota 105,85 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 104,55, per cercare di ricoprirsi in area 104,15 e 103,50, estesa a quota 102,86; stop loss in caso di ritorno sopra quota 105,60 in close oraria.

Suggerita l’apertura di Short speculativi in caso di approdo in area 109,75, per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 109,07 e successivamente a quota 108,66, estesi a quota 107,99; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 110,45 in chiusura di candela daily.

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