La FED e la BOE tagliano i tassi d’interesse: coppia GBP-USD crolla sui minimi a 5 mesi

Il cross GBP-USD rimane vicino ai minimi dallo scorso Ottobre, dopo essere scivolato su un minimo intraday a quota 1,2204, mentre scriviamo scambia in area 1,225, in calo dello 0,20%.

Il rapporto di cambio tra la divisa britannica ed il biglietto verde è rimasto quasi del tutto fermo nonostante la nuova entrata a gamba tesa da parte della FED. Nella notte tra il 15 ed il 16 Marzo, l’istituto centrale statunitense ha portato a zero i tassi d’interesse Fed Fund, per porre rimedio agli eventuali effetti negativi dell’epidemia da coronavirus sull’economia a stelle e strisce. L’istituto centrale guidato dal presidente Jerome Powell ha inoltre rispolverato il bazooka del QE, promettendo acquisti fino a 700 miliardi di dollari.

La prima accelerazione ribassista della coppia GBP-USD, tuttavia, era arrivata dopo che la Bank Of England, ha anticipato la FED tragliando i tassi d’interesse di 50 punti base. La manovra della BoE era inattesa in quanto alla velocità con cui è arrivata, anche se auspicabile, considerato il crescente timore che la pandemia del Covid-19 possa intaccare la crescita oltremanica, già messa alla prova dalla Brexit. Il tasso di riferimento nel Regno Unito è così sceso allo 0,25%, mentre non è stato fatto riferimento alla possibilità di aumentare il piano di Quantitative Easing.

Per quanto riguarda l’aspetto macro, le ultime notizie degne di nota arrivate dalla Gran Bretagna hanno riguardato la produzione industriale, che a Gennaio è scesa dello 0,1% su base mensile. Lettura in flessione rispetto al +0,1% di Dicembre e deluse le attese degli analisti, che invece si aspettavano un miglioramento a +0,3%.

La suddetta stima, su base annua, ha invece rivelato una contrazione del 2,9%, peggiorando rispetto al -1,8% della precedente lettura. Anche in questo caso si è trattata di una rilevazione inferiore al consensus, che invece aveva indicato un calo più moderato, pari a-2,6%.

Segnali di rallentamento hanno interessato anche la produzione manifatturiera, che sempre a Gennaio è aumentata dello 0,2% su base mensile, come da attese, ma meno del +0,3% di Dicembre. La rilevazione su base annua ha invece mostrato una flessione del 3,6%, come da consensus, ma peggiorando rispetto al -2,5% della precedente lettura mensile.

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Andamento cross GBP-USD sul breve-medio periodo

Sembra non trovare la pace la coppia Sterlina-Dollaro, incapace di risollevarsi dai minimi plurisettimanali. Il quadro tecnico di breve-medio periodo si è sensibilmente deteriorato, con le quotazioni che si trovano abbondantemente sotto le tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni.

Il mancato recupero dagli attuali livelli potrebbe generare ulteriori flessioni con primo target sulla soglia psicologica rappresentata da area 1,20. L’eventuale discesa sotto l’importante sostegno appena indicato potrebbe causare ulteriori affondi con target verso area 1,18.

Il quadro grafico di brevissimo, invece, potrebbe migliorare in caso di ritorno sopra quota 1,25 in chiusura daily. Le quotazioni in questo caso potrebbero andare a testare la media mobile a 10 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico giornaliero), che transita in area 1,266.

Per un’inversione rialzista di breve-medio periodo, invece, la coppia dovrebbe riportarsi stabilmente oltre le medie mobili maggiori, a 25 e 50 giorni (rispettivamente la linea mediana e la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico), che al momento transitano in area 1,282-1,289.

Modello di trading sul cambio Sterlina – Dollaro valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 1,2284 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 1,2331 e 1,2407; stop loss in caso di ritorno sotto quota 1,2209 in chiusura oraria.

Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 1,2407 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 1,2457 e successivamente a quota 1,248; stop loss in caso di ritorno sotto quota 1,2284 in close orario.

Lecito insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 1,248 per approfittare di possibili allunghi in area 1,2513 e 1,2561, estesi a quota 1,2639; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 1,2407 in chiusura oraria.

Consigliata l’apertura di Long sulla debolezza in caso di affondo in area 1,1938 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 1,1984 e in un secondo momento a quota 1,2058, esteso a quota 1,2087; stop loss in caso di discesa sotto quota 1,1865 in close giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 1,2209 e prevede i primi due target price in area 1,2162 e 1,2133; stop loss in caso di close orario sopra quota 1,2284.

Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 1,2133 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 1,2087 e successivamente a quota 1,2058;stop loss in caso di recupero sopra quota 1,2209 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 1,2058, per cercare di ricoprirsi in area 1,2012 e 1,1984, estesa a quota 1,1938; stop loss in caso di ritorno sopra quota 1,2133 in close orario

Suggerita l’apertura di Short speculativi in caso di approdo in area 1,2639, per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 1,2561 e successivamente a quota 1,2513, estesi a quota 1,2457; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 1,272 in chiusura di candela daily.

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