Cambio USD-JPY rimbalza: banche centrali pronte a tagliare i tassi

Il cross USD-JPY rimbalza dai minimi dai minimi a quasi 5 mesi toccati la scorsa settimana, quando la coppia scese a quota 107,25, ovvero il livello più basso dalla prima settimana dello scorso ottobre. Mentre scriviamo il rapporto di cambio tra il biglietto verde e la divisa nipponica scambia sulla parità poco sopra area 108, dopo aver toccato un massimo intraday a quota 108,58, in scia alle attese che le banche centrali mondiali, di comune accordo, agiscano per scongiurare una crisi mondiale.

La Bank of Japan è ufficialmente il primo istituto centrale a prendere delle decisioni in campo di politica monetaria per contrastare gli effetti negativi dell’epidemia del coronavirus sull’economia del Paese del Sol Levante. Nella mattinata giapponese la BoJ ha infatti deciso di iniettare 500 miliardi di Yen di liquidità, corrispondenti a circa 4,7 miliardi di dollari. Il presidente dell’istituto centrale nipponico ha infatti dichiarato che la mossa è stata decisa “per fornire ampia liquidità e garantire stabilità ai mercati”.

Il prossimo Mercoledì, invece, la Banca Centrale del Canada potrebbe essere il primo istituto centrale a tagliare tassi d’interesse, aprendo la massiccia terapia d’urto che potrebbe coinvolgere tutti i maggiori istituti di credito mondiali.

Sul finire della scorsa ottava la Federal Reserve ha fatto sapere di essere“ pronta ad intervenire in modo appropriato “a sostegno dell’economia. Una nuova esortazione alla FED è arrivata dal Capo della Casa Bianca, Donald Trump, che ha spronato il governatore dell’istituto centrale statunitense a non perdere tempo ed a prendere un’iniziativa sui tassi. Gli analisti si aspettano che la FED riduca i tassi Fed Funds di almeno 25 punti base, in occasione del meeting in calendario per il prossimo 18 Marzo. Ma se la minaccia del coronavirus sulla crescita si farà più preoccupante una sforbiciata ai tassi potrebbe arrivare anche prima.

Sotto l’aspetto macro il dato più rilevante ha riguardato la lettura dell’indice ISM manifatturiero USA, che ha frenato la ripresa del biglietto verde. L’Institute for Supply Management ha rivelato che a Febbraio l’indicatore che rileva l’andamento del settore della manifattura negli Stati Uniti ha rallentato a 50,1 punti dai 50,9 punti del mese precedente,

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Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo


Il cambio Dollaro-Yen sta cercando di ritrovare un parziale equilibrio dopo la rottura dei supporti di brevissimo e breve-medio periodo, che transitavano tra area 110 e 109,50. Come evidente sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, adesso, quei sostegni persi sono diventati delle resistenze. Non a caso, in area 109,60-109,80 passano le tre medie mobili a 10-25 e 50 giorni, ovvero le tre linee tracciate sul grafico.

Lo scenario di brevissimo rimarrà impostato al ribasso finché le quotazioni rimarranno al di sotto delle tre EMA. Con molte probabilità, tuttavia, si assisterà ad un pull-back a ridosso di area 109,50. Se il rimbalzo dovesse prendere più consistenza non si esclude un’ulteriore estensione al rialzo in area 111, che diventa la nuova resistenza di breve, oltre la quale lo scenario ribassista in atto potrebbe essere definitivamente archiviato.

L’eventuale ritorno sopra area 111, in chiusura daily o meglio ancora settimanale, potrebbe infatti favorire un’ulteriore accelerazione, in prima battuta verso area 112-112,50 e successivamente proseguire la sua corsa verso 114.

Sotto area 108, invece, rimane aperta la via del ribasso che porta in primo in area 107 e successivamente verso nuovi minimi con target in area 106.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 108,41 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 108,66 e 108,91; stop loss in caso di ritorno sotto quota 107,82 in chiusura oraria.

Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 108,91 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 109,33 e successivamente a quota 109,59; stop loss in caso di ritorno sotto quota 108,41 in close orario.

Lecito insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 109,59 per approfittare di possibili allunghi in area 110 e 110,26, estesi a quota 110,95; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 108,91 in chiusura oraria.

Consigliata l’apertura di Long sulla debolezza in caso di affondo in area 105,59 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 106,25 e in un secondo momento a quota 106,50, esteso a quota 107,15; stop loss in caso di discesa sotto quota 105 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 107,82 e prevede i primi due target price in area 107,57 e 107,15; stop loss in caso di close orario sopra quota 108,41. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 107,15 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 106,90 e successivamente a quota 106,50;stop loss in caso di recupero sopra quota 107,82 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 106,50, per cercare di ricoprirsi in area 106,25 e 105,84, estesa a quota 105,59; stop loss in caso di ritorno sopra quota 107,40 in close orario

Suggerita l’apertura di Short speculativi in caso di approdo in area 110,95, per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 110,26 e successivamente a quota 110, estesi a quota 109,59; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 111,55 in chiusura di candela oraria o daily.

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