Borse affossate da aumento contagi Coronavirus: l’indice dow jones azzera i guadagni da inizio 2020

Neanche Wall Street questa volta è immune dalla sindrome di paura legata al Coronavirus che ha contagiato tutte le principali piazze finanziarie mondiali.

L’indice Dow Jones, il paniere che raccoglie i titoli delle aziende industriali a grande capitalizzazione, a metà mattinata negli USA, sta lasciando sul terreno il 3,30%, scambiando a 28.040 punti, dopo essere sceso sotto la soglia dei 28.000 punti, per la prima volta dalla metà dello scorso Dicembre. Bruciati tutti i momentanei rialzi che erano stati accumulati nel 2020.

Il panico si è acuito sin dalla preapertura,con i futures già pesantemente in calo, trascinati al ribasso dagli indici del Vecchio Continente. L’aumento delle persone infette al di fuori dalla Cina, in particolare in Italia, potrebbe ingigantire gli effetti negativi che inevitabilmente ormai si avranno sulle economie mondiali

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha ammesso che esiste un forte rischio che l’epidemia si espanda velocemente, poiché non si è ancora riusciti a stabilire come il virus si sia propagato fuori dall’epicentro in Cina.

Indice Dow Jones indebolito dalle ultime indicazioni, tra le più rilevanti arrivate Stati Uniti si segnalano le letture preliminari degli indicatori PMI di Febbraio. Markit Economics ha rivelato che nel mese in corso il PMI Manifatturiero USA si è assestato a 50,8 punti, in discesa dai 51,9 punti finali di Gennaio, mentre le attese davano una minor contrazione a 51,5 punti.

La prima stima dell’indice PMI relativo al settore servizi, sempre per Febbraio, ha invece mostrato un drastico calo a 49,4 punti, scendendo sotto la soglia di espansione dei 50 punti e crollando dai 53,4 punti della precedente rivelazione mensile. Nettamente delusi i pronostici del consensus che invece davano un risultato in linea con quello di Gennaio.

La pessima lettura del Purchasing Managers Index relativa al settore terziario ha trascinato sotto la soglia di espansione anche l’indicatore PMI Composito, frutto della combinazione tra stima manifatturiera e servizi, crollato a 49,6 punti dai 53,3 punti della stima finale di Gennaio.

Sorpresa positiva, invece, per l’indice manifatturiero elaborato dalla Federal Reserve di Dallas che a Febbraio è balzato a 1,2 punti, in netto miglioramento dai -0,2 punti di Gennaio. Le attese degli analisti invece, davano una variazione nulla.

Quale momento migliore per investire su questo indice? Molti trader stranno sfruttando le piattaforme CFD per negoziare sul prezzo. L’aspetto che ci preme sottolineare è dato dal fatto che bisogna usare solo e SOLTANTO piattaforme regolate. Un esempio può essere Investous che è uno dei siti più usati in Italia. Per visitare il sito ufficiale clicca qui.

Andamento indice Dow jones sul breve-medio periodo


Il quadro tecnico di brevissimo e di breve periodo dell’indice Dow Jones si è sensibilmente deteriorato, poiché le quotazioni, come evidente sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, sono scivolate al di sotto delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni.

Il mancato recupero dagli attuali livelli e l’eventuale perdita del supporto psicologico rappresentato da area 28.000 punti potrebbero causare ulteriori affondi con primo target in area 27.500-27.400 punti ed obiettivo successivo in area 27.000-26.800 punti.

Sul brevissimo, la situazione potrebbe riportarsi in zona neutrale soltanto in caso di recupero sopra EMA 50 (la prima linea dal basso verso l’alto), che passa in area 28.740 punti.

Scenari ribassisti di breve-medio periodo potrebbero essere invece scongiurati in caso di ritorno, in chiusura daily o meglio ancora settimanale, sopra le EMA a 25 e 10 periodi (rispettivamente la linea mediana e la prima linea dall’alto verso il basso, sul grafico), che transitano in area 28.985-28.990 punti.

Pattern di trading sull’indice dow jones valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista prende forma con close oraria maggiore di 28.042 punti e pronostica i primi due target price in area 28.133 e 28.304 punti; stop loss in caso di discesa sotto 27.916 punti in close orario.

Mantenere o incrementare le operazioni al rialzo in caso di allungo oltre 28.320 punti in chiusura oraria o giornaliera, per sfruttare eventuali estensioni al rialzo prima a 28.420 punti e successivamente a 28.528 punti; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto 28.042 punti in chiusura di oraria o di giornata. Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di 28.528 punti, per cercare di prendere profitto in area 28.670 e 28.780 punti, estesa a 28.890 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 28.320 punti in chiusura di candela oraria.

Long sulla debolezza in caso di affondo in area 27.144 punti, per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a 27.313 punti e successivamente a 27.483 punti, estesi a 27.638 punti; stop loss in caso di ulteriori avvitamenti sotto la soglia dei 26.870 punti in chiusura daily.

Il pattern ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria sotto 27.916 punti, e fissa i primi due obiettivi in area 27.816 e 27.744 punti; stop loss in caso di chiusura oraria oltre 28.042 punti.

Mantenere o incrementare le operazioni Short in caso di discesa sotto 27.744 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera, per cercare di ricoprirsi in prima battuta a 27.638 punti e successivamente a 27.588 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di quota 27.956 punti in chiusura oraria o daily.

Lecito attivare nuove posizioni corte con chiusura oraria minore di 27.588 punti, per sfruttare eventuali flessioni in area 27.483 e 27.313 punti, estesi a 27.144 punti; stop loss in caso di ritorno sopra 27.816 punti in chiusura oraria.

Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 28.890 punti, in ottica di veloci pull-back di prezzo prima a 28.780 punti e successivamente a 28.670 punti, estesi a 28.420 punti; stop loss in caso di allungo oltre 29.070 punti in chiusura di giornata.

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