Cross USD-JPY “murato“ da resistenza in area 110

Area 110 continua a confermarsi un tabù per la coppia USD-YEN. Respinto per ben quattro volte nelle ultime due settimane dalla forte resistenza tecnica appena indicata, il rapporto di cambio tra il biglietto verde e la divisa nipponica, mentre scriviamo quota 109,90, in rialzo dello 0,15%.

L’ottava si è aperta con una sfilza di dati macro arrivati dal Paese del Sol Levante, tra i più rilevanti PIL e produzione industriale. Negli USA, invece, complice la giornata di festa per le celebrazioni del Washington’s Birthday President’s Day non sono stati rilasciate comunicazioni macro.

È stata una vera è propria lettura scioccante quella diffusa dal Cabinet Office giapponese sul Prodotto Interno Lordo nipponico, relativo al quarto trimestre 2019, crollato del 6,3% su base annualizzata, facendo molto peggio del -3,8% pronosticato dagli analisti. La precedente stima, relativa la terzo trimestre dello scorso anno, è stata invece rivista al ribasso e portata a +0,5% da +1,8% della prima comunicazione. Su base congiunturale la lettura del PIL giapponese dell’ultimo trimestre del 2019 ha invece mostrato un calo dell’1,6% (attese -1%), mentre il dato finale del terzo trimestre 2019 si è assestato a+0,4%.

Quella appena evidenziata è stata la più forte contrazione del PIL negli ultimi sei anni, ovvero dal 2014, causata dall’aumento dell’IVA, deciso dal governo Abe lo scorso Ottobre. L’incremento dell’imposta, passata dall’8% al 10%, ha a sua volta fatto crollare i consumi interni, scesi dell’11,1%. Le spese in conto capitale sono sprofondate del 14,1%, mentre l’export, in scia alle turbolenze tra USA e Cina sui dazi, sono scivolate dello 0,4%. Prodotto Interno Lordo che nel periodo in esame è stato inoltre indebolito anche dalle distruzioni causate dal passaggio del tifone Hagibis, scatenatosi sempre ad Ottobre.

Confermata la forte contrazione della produzione industriale nipponica nel mese di Dicembre, giù del 3,1% secondo la stima finale (-3% lettura flash). Su base mensile la produzione industriale nell’ultimo mese del 2019 ha invece mostrato un aumento dell’1,2%, lievemente sotto il +1,3% della prima comunicazione.

La Bank of Japan (BoJ) ha invece fatto sapere che nel primo mese del 2020 i prezzi alla produzione (PPI) cono cresciuti dello 0,2% su base mensile, superando i pronostici degli analisti, che invece davano una variazione nulla (+0,1% a Dicembre 2019). La suddetta stima, su base annua, ha invece messo in luce un incremento dell’1,7% (attese +1,5%), aumentando decisamente rispetto al +0,9% della precedente lettura.

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Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo

Il mancato superamento della forte resistenza tecnica segnalata in area 110 ha respinto le quotazioni della coppia Dollaro Yen verso il basso, sul primo sostegno di brevissimo, rappresentato dalla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico giornaliero, in alto).

A Poca distanza da EMA 10, in area 109,55-109,50, si trovano inoltre le medie mobili di riferimento a 25 e 50 giorni (rispettivamente la linea di colore rosso e la linea di colore verde sul grafico). Ciò significa che l’eventuale trend rialzista in atto non è ancora ben delineato, in quanto le quotazioni a fatica riescono ad allontanarsi dalle suddette medie mobili che fungono da supporti di breve periodo. Sotto area 109,50, infatti, è possibile un nuovo test sui recenti minimi in area 108,50. Oltre area 110,invece, possibili estensioni in area 112-112,50.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 110,14 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 110,39 e 110,80; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,72 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 110,80 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 111,07 e successivamente a quota 111,49; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,94 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 111,49 per approfittare di possibili allunghi in area 111,76 e 112,18, estesa a quota 112,45; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 110,80 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 107,44 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 108,12 e in un secondo momento a quota 108,38, estesi a quota 108,79; stop loss in caso di discesa sotto quota 107 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 109,72 e prevede i primi due target price in area 109,46 e 109,05; stop loss in caso di close orario sopra quota 110,14. Mantenere o aumentare l’ esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 109,05 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 108,79 e successivamente a quota 108,38; stop loss in caso di recupero sopra quota 109,72 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 108,38, per cercare di ricoprirsi in area 108,12 e 107,70, estese a quota 107,44; stop loss in caso di ritorno sopra quota 109,05 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 112,45 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 111,76 e successivamente a quota 111,49, estesi a quota 111,07; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 113,15 in chiusura di candela oraria o daily.

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