Le borse mondiali ritrovano il sereno: indice Ftse mib rimbalza dai recenti minimi in area 23.200 punti

Inizio si settimana col piede sull’acceleratore per l’indice Ftse Mib che con due decisi rialzi giornalieri è ritornato sopra area 23.800 punti (23.845 punti seduta 04/02), facendo registrare un incremento di oltre il 2,5% dal minimo toccato la scorsa ottava a quota 23.207 punti. Acquisti diffusi quasi omogeneamente su tutti i settori a cui appartengono le 40 Blue Chips di Piazza Affari.

Per quanto riguarda l’aspetto macro l’indice Ftse Mib nei giorni scorso aveva scontato la pessima lettura relativa al PIL italiano del quarto trimestre 2019. L’ISTAT ha infatti comunicato che nel periodo Ottobre-Dicembre dello scorso anno il Prodotto Interno Lordo tricolore ha fatto registrale un calo congiunturale dello 0,3%, peggiorando nettamente rispetto al +0,1% del trimestre precedente. Quello appena evidenziato è stato il peggior risultato dal primo trimestre 2013.

Deluse le aspettative degli analisti, che invece davano un risultato in linea con il terzo trimestre, pertanto pari a +0,1%. Su base annua, sempre nello stesso periodo in esame, invece, la crescita è stata nulla, in deciso rallentamento dal +0,5% (rivisto da +0,3% della prima comunicazione) del trimestre precedente, e ben al di sotto del +0,3% pronosticato dagli analisti.Risultato condizionato negativamente dal mancato valore aggiunto nel settore dell’industria e dell’agricoltura, mentre il settore terziario ha sostanzialmente ristagnato senza alcuna variazione. L’ISTAT, tuttavia, stima il Pil 2020 in crescita dello 0,6%, in linea con l’obiettivo dell’esecutivo.

Il recupero delle quotazioni ad inizio ottava è stato invece supportato dall’incoraggiante lettura dell’indice PMI manifatturiero, assestatosi a 48,9 punti dai 46,2 punti di Dicembre, ed oltre i 47,3 punti stimati dagli analisti. Nonostante il miglioramento appena evidenziato, l’attività manifatturiera è ristagnata per il sedicesimo mese consecutivo sotto il livello di espansione rappresentato dai 50 punti. Il sotto-indice dei nuovi ordini si è portato a 48,4 punti dai 45,8 punti di Dicembre.

Stenta ancora a decollare l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC),che al lordo dei tabacchi, secondo la stima preliminare di Gennaio, è aumentato dello 0,2% su base mensile (+0,2% a Dicembre) e dello 0,6% su base annua (+0,5% il mese precedente).L’inflazione acquisita per il 2020 è +0,1% per l’indice generale e pari a zero per la componente di fondo.

La lettura preliminare dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo(IPCA), sempre a Gennaio, ha invece rivelato un calo dell’1,7% su base mensile, per effetto dei saldi invernali, di cui l’indice NIC non tiene conto. La stima preliminare IPCA su base annua ha invece mostrato un aumento dello 0,5%, come accadde per lo scorso Dicembre.

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Andamento future indice Ftse mib sul breve-medio periodo

Grazie ai rialzi collezionati nelle prime due sedute di Febbraio, il derivato dell’indice Ftse Mib si è riportato al di sopra delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 periodi. Tuttavia, le quotazioni rimangono vicine al supporto rappresentato dalla media mobile a 50 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico), che passa in area 23.795 punti.

In area 23.700-23.680 si collocano invece i principali sostegni daily rappresentati dalle medie mobili a 10 e 25 giorni (rispettivamente la linea azzurra e la linea rossa sul grafico), perse le quali il FIB potrebbe nuovamente piombare in area 23.200-23.000 punti. L’eventuale ritorno oltre area 24.000 punti potrebbe invece favorire ulteriori allunghi con target in area 24.500-24.600 punti.

Pattern di trading future indice ftse mib (fib) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista si attiva con close orario maggiore 23.920 punti e pronostica i primi due target price in area 24.045 e 24.140 punti; stop loss in caso di discesa sotto 23.800 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 24.140 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 24.235 punti e successivamente a 24.290 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 23.885 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di 24.290 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 24.380 e 24.530 punti, estesi a 24.625 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 23.920 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 23.065 punti, per approfittare di eventuali rimbalzi a 23.190 punti, estesi a 23.330 e 23.495 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 22.835 punti in chiusura di giornata.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma discesa sotto 23.800 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 23.720 e 23.675 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 23.920 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario a 23.675 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 23.585 e successivamente a 23.420; stop loss in caso di recupero oltre 23.840 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 23.420 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 23.330 e 23.190 punti, estesa a 23.065 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 23.565 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di ulteriori allunghi in area 24.625 punti, per sfruttare possibili correzioni a 24.530 e 24.380 punti, estesi a 24.290 punti; stop loss con close daily oltre 24.800 punti.

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