Cambio USD-JPY ancora sulla graticola: a rischio supporto in area 109

Dopo una striscia negativa di 5 sedute consecutive in calo, il cross USD-JPY, seppur ancora in terreno negativo, -0,25% al momento della scrittura, sta cercando di rimanere aggrappato al supporto di breve e brevissimo periodo che passa in area 109, dopo essere scivolato sui minimi a quasi tre settimane a quota 108,74

Dollaro penalizzato sul finire della scorsa ottava dall’inaspettata stima preliminare inferiore alle attese dell’indice PMI Manifatturiero USA di Gennaio, assestatosi a 51,4 punti, in calo dai 52,4 punti della lettura finale di Dicembre. I pronostici degli analisti, invece, davano un lieve miglioramento a 52,5 punti. In controtendenza, invece, la rivelazione preliminare del Purchasing Managers Index relativo al settore servizi, aumentato a 53,2 punti, oltre i 53 punti del consensus ed i 52,8 punti della precedente stima mensile.

IHS Markit ha inoltre rivelato che la prima lettura dell’indice PMI Composite, che combina i risultati della componente manifatturiera con quella dei servizi ha invece evidenziato un incremento a 53,1 punti dai 52,7 punti della rivelazione finale di Dicembre.

Tempo di stime preliminari di Gennaio anche per gli indicatori PMI giapponesi. La prima lettura del mese in corso del Purchasing Managers Index manifatturiero ha mostrato un incremento a 49,3 punti dai 48,4 punti finali di Dicembre; mentre la stima flash relativa al comparto servizi è ritornata sopra il livello dei 50 punti che indica espansione, assestandosi a 52,1 punti dai 49,4 punti della precedente stima mensile. Ritornato in area di crescita anche l’indicatore PMI Composite, salito a 51,1 punti dai 48,6 punti di Dicembre.

Yen che è stato inoltre sostenuto sul biglietto verde dalla lettura lievemente superiore alle stime dell’indice dei prezzi al consumo nipponico del mese di Dicembre, in aumento dello 0,8%, mentre i pronostici degli analisti avevano indicato un risultato pari a +0,7%. Lettura in buona crescita anche rispetto alla lettura finale di Novembre, quando il tasso d’inflazione evidenziò un aumento dello 0,5%. Al netto della lettura dei prezzi delle componenti più volatili, come energia ed alimentari, la stima dell’indice dei prezzi al consumo ha evidenziato un aumento dello 0,7%, in linea con le aspettative, ma in crescita rispetto al +0,5% della precedente rivelazione mensile.

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Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo


Sentiment tecnico di brevissimo periodo impostato nettamente al ribasso per la coppia Dollaro-Yen, scesa sotto le medie mobili veloci a 10 e 25 periodi,(rispettivamente la linea di colore azzurro e la linea rossa sul grafico con time-frame giornaliero, in alto),che passano nell’ordine a quota 109,50 e 109,40.

Mentre scriviamo aumenta il rischio di inversione ribassista anche sul breve-medio periodo, in quanto la coppia di valute in esame si trova lievemente sotto la media mobile a 50 periodi(la linea di colore verde sul grafico),che transita in area 109,15.

L’eventuale flessione sotto EMA 50, se confermata anche nelle sedute successive potrebbe causare ulteriori cali con primo target in area 108 ed obiettivo successivo in area 107,50-107. Lo scenario negativo appena evidenziato potrebbe invece venir meno in caso di tenuta di EMA 50, accompagnata da uno stabile ritorno oltre le EMA minori. Sopra area 109,50, infatti, potrebbe concretizzarsi un modello rialzista di brevissimo con primo obiettivo in area 110,50 e target successivo in area 111,50-112.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 109,15 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 109,55 e 109,81; stop loss in caso di ritorno sotto quota 108,72 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 109,81 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 110,22 e successivamente a quota 110,48; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,15 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 110,48 per approfittare di possibili allunghi in area 110,90 e 111,60, estesa a quota 111,98; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 109,81 in chiusura oraria.Long sulla debolezza in caso di affondo in area 106,30 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 106,70 e in un secondo momento a quota 107,12, estesi a quota 107,80; stop loss in caso di discesa sotto quota 105,90 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 108,72 e prevede i primi due target price in area 108,47 e 108,05; stop loss in caso di close orario sopra quota 109,15. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 108,05 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 107,80 e successivamente a quota 107,37; stop loss in caso di recupero sopra quota 108,72 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 107,37, per cercare di ricoprirsi in area 107,12 e 106,70, estese a quota 106,30; stop loss in caso di ritorno sopra quota 108,05 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 111,98 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 111,60 e successivamente a quota 110,90, estesi a quota 110,48; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 112,50 in chiusura di candela oraria o daily.

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