Giudizi case d’affari contrastanti su piano industriale Hera 2020-2023


Inizio d’ottava debole per le azioni della multiutility Hera, giù dello 0,82% a 3,866 euro. Le vendite sui titoli del gruppo bolognese, il cui business si espande anche al di fuori dei confini dell’Emilia Romagna, sono scattate dopo che lo scorso Venerdì il management della società guidata dall’AD Stefano Venier ha approvato il piano industriale al 2023, ritenuto un po’troppo conservativo da alcune case d’affari e banche d’investimento.

Le linee guida della nuova strategia si articolano su tre diverse direttrici strategiche: crescita industriale, risk management ed economia circolare.Nei dettagli, l’outlook 2020-2023 prevede un Ebitda finale di 1,250 miliardi di euro, in crescita di 219 milioni di euro rispetto a quello registrato a fine 2018, pari a 1,031 miliardi di euro.

Il contributo alla crescita secondo le previsioni dei vertici di Hera arriverà da tutti i comparti (reti, ambiente ed energia), bilanciata nello sviluppo per linee interne ed esterne, tra attività regolate e di libero mercato. In crescita a 2,9 miliardi di euro l’ammontare degli investimenti previsti nell’intero arco di tempo del nuovo piano industriale. 2 miliardi di euro saranno spesi per il mantenimento dell’attuale base impiantistica, mentre 900 milioni di euro saranno utilizzati per ulteriori ampiamenti. Parte delle suddette risorse sarà utilizzata per le attività formative di circa 9.000 dipendenti.

Buone notizie anche in tema di politica di dividendi, rivolta a creare valore per gli azionisti. Per il bilancio 2019 è previsto un dividendo pari a 10 cent/ euro, che aumenterà a 10,5 cent/euro nel 2020, a 11 cent/euro nel 2021, a 11,5 cent/euro nel 2022 fino ai 12 cent/euro nel 2023.

Come anticipato quanto emerso dal nuovo piano industriale non è piaciuto a tutte le case d’affari. Fidentiis e Mediobanca hanno infatti deciso di tagliare la loro raccomandazione sul titolo Hera, passata rispettivamente a “Hold“ da “ Buy ” e da “Outperform“ a “Neutral“.

Opposto il giudizio di Banca IMI che ha alzato il proprio prezzo obiettivo sul titolo a 4,7 euro da 4,4 euro, confermando il proprio “ Buy “, aspettandosi una prospettiva di crescita organica e possibili fusioni e acquisizioni, oltre a sottolineare la solida del bilancio e la flessibilità finanziaria. Anche Banca Akros, facendo leva sui punti di forza del gruppo e sull’ampio portafoglio dei servizi offerti ha confermato il proprio giudizio “ Accumulate “ sul titolo, con prezzo obiettivo di 4,10 euro.

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Andamento azioni Hera sul breve-medio periodo


Come evidente sul grafico giornaliero, in alto, il quadro tecnico di breve-medio del titolo Hera si è deteriorato. Le quotazioni, infatti, sono scese al di sotto delle medie mobili minori, a 25 e 10 periodi (rispettivamente la linea di colore rosso e la linea azzurra sul grafico), che passano in area 3,905-3,895 euro.

La chiusura odierna (3,866 euro) è stata inoltre, seppur di poco, inferiore alla media mobile a 50 periodi (la linea di colore verde sul grafico), che passa in area 3,88 euro. Il mancato recupero dei supporti appena indicati potrebbe causare ulteriori affondi con primo target in area 3,77 euro ed obiettivo successivo in area 3,72-3,70 euro, livello su cui transita la media mobile a 3 mesi. Lo scenario ribassista appena evidenziato potrebbe venir meno in caso di ritorno stabile sopra area 3,95 euro per poi puntare ad un allungo sopra 4 euro.

Pattern di trading sul titolo Hera (HER.MI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading Long si attiva in caso di allungo oltre 3,895€ target price attesi in area 3,918 e 3,956 euro; stop loss in caso di discesa sotto 3,856€ in close orario. Mantenere o aumentare l’esposizione Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre 3,956€ in chiusura oraria, per cercare di prendere profitto in un primo momento a 3,976€ e successivamente a 4€; stop loss in caso di ritorno sotto 3,896 in close orario o giornaliero.

Lecito aprire nuove posizioni lunghe in caso di close orario o daily maggiore di 4€, per cercare di sfruttare ulteriori slanci in area 4,02 e 4,06 euro, estesi a 4,10€; stop loss in caso di ritorno sotto 3,956€ in close orario o giornaliero. Ed ancora, Long sulla debolezza in caso di affondo a quota 3,663€, in ottica di rimbalzo in prima battuta a 3,70 euro e successivamente a 3,76 euro, esteso a 3,793€; stop loss in caso di ulteriori flessioni sotto 3,60€ in chiusura daily.

Il pattern di trading Short, invece, prende forma nel caso in cui si registri un close orario minore 3,856€ e consiglia di prendere i primi profitti in area 3,832 e 3,793 euro; stop loss in caso di ritorno oltre 3,918€ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le operazioni Short in caso discesa sotto 3,793€ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori cali a 3,775 e 3,76 euro; stop loss in caso di ritorno sopra 3,832€ in close orario.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di flessione sotto 3,76€ in close orario o giornaliero, con l’intento di ricoprirsi in area 3,738 e 3,70 euro, estesa a 3,663€ ;stoppare le operazioni in caso di recupero oltre 3,816€ in close orario o daily. Suggeriti short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 4,10€, per sfruttare eventuali correzioni prima a 4,06€ e successivamente a 4,02€, estese a 3,976€; stop loss in caso di ulteriori allunghi sopra 4,15€ in chiusura giornaliera.

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