Bilancio settimanale indice Nikkei positivo nonostante clima ostile in medioriente


Il principale listino azionario della borsa di Tokio manda in archivio la seconda ottava del 2020 con un bilancio a 5 sedute pari a quasi +0,80%, per effetto di una chiusura nella seduta di Venerdì 10 Gennaio a quota 23.850 punti (+0,47%). Indice Nikkei che è rimbalzato dai minimi settimanali a quota 22.951 punti, toccati a causa delle turbolenze scoppiate in Medioriente dopo l’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani per mano statunitense e la successiva rappresaglia di Teheran contro due basi americane in territorio iracheno.

Azionariato nipponico indebolito a metà ottava anche da brutte letture macro. Markit ha rivelato che la stima finale dell’indice PMI manifatturiero di Dicembre si è assestata a 48,4 punti, peggiorando rispetto ai 48,8 punti della rivelazione flash (Novembre 48,9 punti). Il suddetto indicatore, frutto delle aspettative dei direttori agli acquisti del comparto della manifattura giapponese, confermandosi sotto i 50 punti indica che il settore è in recessione.

Sotto la stima preliminare anche la rivelazione finale dell’indice PMI servizi, assestatosi a 49,6 punti, sui minimi degli ultimi tre anni ed in flessione dai 50,6 punti di Novembre. Il purchasing managers index composite, sempre nella stima flash di Dicembre, si è invece portato a 48,6 punti dai 49,8 punti della precedente lettura mensile. Gli analisti di Markit, tenendo conto dei dati appena di PMI appena indicati, suppongono che nel quarto trimestre 2019, il PIL giapponese abbia subito una contrazione.

L’aumento dell’IVA, dall’8% al 10%, scattato lo scorso 1 Ottobre, continua a pesare sui consumi. Lo scorso Novembre, infatti, la spesa delle famiglie giapponesi è calata del 2% su base annua (attese -1,8%), ma tuttavia meno del crollo del 5% fatto registrare ad Ottobre. Su base mensile, pertanto, le spese sono aumentate del 2,6%.

La settimana macro nipponica è terminata con la diffusione della lettura preliminare del Leading Index di Novembre, assestatosi a 90,9 punti, come da attese, ma in lieve contrazione rispetto alla rivelazione di Ottobre.

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Andamento indice Nikkei 225 sul breve-medio periodo


Dopo essere scivolato fin sotto l’importante sostegno di breve-medio periodo rappresentato dalla media mobile a 50 periodi (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), l’indice Nikkei ha rimbalzato con veemenza. Le quotazioni si sono riportate al di sopra delle medie mobili minori, a 10 e 25 periodi (rispettivamente la prima linea dall’alto verso il basso e la linea mediana sul grafico). EMA 10 ed EMA 25, che al momento della scrittura passano in ordine a 23.650 e 23.590 punti, rappresentano i primi supporti di brevissimo periodo.

Tuttavia, l’impostazione tecnica sul breve-medio periodo rimarrà rialzista finché le quotazioni si manterranno al di sopra di EMA 50, che transita in area 23.300 punti. L’eventuale discesa sopra il supporto appena indicato , in chiusura daily o peggio ancora settimanale, potrebbe causare ulteriori affondi, il cui primo target passa in area 22.800 punti, con secondo obiettivo in area 22.600-22.500 punti. Al rialzo, invece, la principale resistenza transita in area 24.000 punti, un ostacolo tecnico e psicologico che se superato in chiusura settimanale potrebbe favorire un allungo a ridosso di area 25.000 punti.

Pattern di trading sull’indice Nikkei 225 valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista si attiva in caso di chiusura oraria maggiore di 23.950 e pronostica i primi due target price in area 24.093 e 24.185 punti; stop loss in caso di discesa sotto 23.710 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 24.185 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 24.242 punti e successivamente a 24.320 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 23.850 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di 24.320 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 24.423 e 24.516 punti, estesi a 24.610 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 24.093 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 22.801 punti, per approfittare di eventuali veloci rimbalzi prima a 22.945 punti ed in secondo luogo a 23.715 punti, estesi a 23.320 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 22.575 punti in chiusura oraria o di giornata.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma in caso di discesa sotto 23.801 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 23.710 e 23.610 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 23.950 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario a 23.610 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 23.568 e successivamente a 23.465; stop loss in caso di recupero oltre 23.850 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 23.465 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 23.320 e 23.175 e 22.945 punti, estesa a 22.801 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 23.710 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di ulteriori allunghi in area 24.610 punti, per sfruttare possibili correzioni in prima battuta a 24.516 punti e successivamente a 24.423 punti, estesi a 24.242 punti; stop loss con close daily oltre 24.855 punti.

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