L’indice Ftse Mib si rafforza sui massimi ad un anno e mezzo sopra area 23.000 punti.


Inizio di settimana in volata per l’indice Ftse Mib che si spinge fino ad un massimo intraday a quota 23.436 punti, nonché top da Maggio 2018, per poi chiudere la seduta di Martedì 5 Novembre a circa 23.365 punti, in rialzo dello 0,23%.

Il principale listino azionario di Piazza Affari oltre che ad accodarsi ai nuovi massimi storici fatti registrare dagli indice di Wall Street ha anche brillato di luce propria. Gli acquisti sono infatti stati calamitati dalla diffusione di ottimi risultati trimestrali da parte di Banca IntesaSanpaolo, Fineco Bank, Azimut, con i rispettivi titoli che hanno messo a segno rialzi che vanno dal +1,5% di Intesa al +3,45% di Azimut. Ottime anche le performance delle azioni del comparto OIL, in scia alla continua risalita del prezzo del greggio. Il trio quotato sul Ftse Mib, ovvero Eni, Tenaris e Saipem hanno nell’ordine fatto registrare rialzi dell’1,6%, dell’1,8% e del 3,3%. Si sgonfia invece Ferrari, giù del 2,7% dopo il +6,51% della seduta di quest’ultimo Lunedì.

Sotto l’aspetto macro, invece, continuano ad arrivare segnali poco incoraggianti per l’economia italiana. La lettura finale dell’indice PMI manifatturiero di Ottobre si è assestata a 47,7 punti, facendo peggio dei 47,8 punti di Settembre. La lettura del Purchasing Managers Index che rileva le condizioni generali del comparto manifatturiero si è rivelata in linea con le attese degli analisti, evidenziando la rilevazione più bassa dallo scorso Marzo.

Ulteriori segnali d’incertezza sono giunti con la stima dell’indicatore anticipatore diffuso dall’ISTAT, il quale ha fotografato che l’economia italiana ristagna in uno scenario debole, che ormai si protrae da sei trimestri.

Secondo quanto stimato dal suddetto indicatore la crescita da nel prossimo trimestre dovrebbe confermarsi sui livelli del precedente saldo a tre mesi, pari a +0,1%. Nella nota diffusa dall’Istituto Nazionale di Statistica, elaborata nel mese di Ottobre, si legge inoltre che anche il quadro congiunturale globale rimane incerto, con il rallentamento del industriale che rischia di contagiare negativamente anche il settore dei servizi.

Quale momento migliore per investire su questo indice? Molti trader stranno sfruttando le piattaforme CFD per negoziare sul prezzo. L’aspetto che ci preme sottolineare è dato dal fatto che bisogna usare solo e SOLTANTO piattaforme regolate. Un esempio può essere 24option che è uno dei siti più usati in Italia. Per visitare il sito ufficiale clicca qui.

Andamento future indice Ftse mib sul breve-medio periodo


Anche il FIB aggiorna i massimi di periodo spingendosi fino ad un top a quota 23.385 punti, per poi chiudere la sessione a 23.315 punti, in rialzo dello 0,25%. Come evidente sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, il derivato dell’indice Ftse Mib, ha continuato la propria marcia verso l’alto, allontanandosi dalle medie mobili a 10-25 e 50 giorni, che fungono da supporto. Le tre EMA in questione, espandendosi hanno inoltre disegnato una sorta di figura detta a megafono.

Il primo supporto di brevissimo si colloca in area 22.790 punti, livello su cui transita l’EMA a 10 periodi (la linea di colore azzurro sul grafico) mentre il primo sostegno daily transita sull’EMA 25 (la linea di colore rosso sul grafico), che passa in area 22.410 punti. Impostazione tecnica di breve-medio periodo al rialzo, finché le quotazioni stazioneranno al disopra dell’EMA a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che cade in area 22.070 punti. Sotto EMA 50 attese possibili accelerazioni al ribasso in area 21.600-21.500 punti; mentre oltre area 23.440 punti le quotazioni potrebbero correre fino ad area 23.850-24.000 punti.

Pattern di trading future indice Ftse mib (FIB)

Il pattern di trading Long si attiva con chiusura oraria maggiore di 23.340 punti e fissa i primi due target price in area 23.440 e 23.540 punti; stop loss con close orario sotto 23.175 punti. Mantenere o incrementare le operazioni al rialzo in caso di allungo oltre 23.540 punti in chiusura oraria o giornaliera, per sfruttare eventuali estensioni al rialzo prima a 23.635 punti e successivamente a 23.685 punti; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto 21.315 punti in chiusura di oraria o di giornata.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di 23.685 punti, per cercare di prendere profitto in area 23.755 e 23.845 punti, estesa a 23.995 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 23.440 punti in chiusura di candela oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 22.360 punti, per sfruttare eventuali rimbalzi a 22.500 e 22.725 punti, estesi a 22.865 punti; stop loss in caso di flessione sotto 22.125 punti in chiusura daily.

Il pattern di trading ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 23.175 punti in close orario e pronostica i primi due obiettivi in area 23.085 e 22.945 punti; stop loss in caso di chiusura oraria oltre 23.340 punti. Mantenere o incrementare le operazioni Short in caso di discesa sotto 22.945 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera, per cercare di ricoprirsi in prima battuta a 22.865 punti ed in un secondo momento a 22.725 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero sopra 23.240 punti in chiusura oraria o daily.

Lecito attivare nuove posizioni corte in caso di close orario minore di 22.725 punti, per sfruttare eventuali flessioni in area 22.640 e 22.500 punti, estese a 22.360 punti; stop loss in caso di ritorno sopra 23.085 punti in chiusura oraria. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 23.995 punti, in ottica di pull-back a 21.845 e 23.645 punti, estesi a 23.445 punti; stop loss in caso di allungo oltre 24.240 punti in chiusura di giornata.

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