Frena la crescita cinese ed il prezzo del petrolio non decolla

I crescenti timori di rallentamento della crescita globale bloccano le quotazioni del petrolio vicino ai minimi di periodo. Prezzo del greggio trattato sul mercato statunitense che ha terminato gli scambi settimanali a 53,72 dollari al barile (-0,39%), evidenziando un calo settimanale dell’1,90%. Nelle ultime 5 sedute il valore del WTI ha oscillato tra un minimo a quota 52,39 dollari ed un massimo a 54,90 dollari.

Gli effetti positivi del possibile accordo sul commercio tra Stati Uniti e Cina hanno avuto durata brevissimo, offuscati completamente dalla frenata fatta registrare dalla crescita cinese, che ha evidenziato un incremento trimestrale del 6% su base annua, mostrando il minor aumento degli ultimi 27 anni e mezzo. La frenata del Prodotto Interno Lordo cinese è stata principalmente causata dalla debole produzione industriale, condizionata sia dallo scontro commerciale con gli USA, che dalla scarsa domanda interna. Va ricordato che la Cina rappresenta il primo Paese consumatore di materia prima al mondo e pertanto, un rallentamento del PIL incide negativamente sui prezzi del petrolio.

Tuttavia, è emerso, che a Settembre, la produzione delle raffinerie cinesi è balzata del 9,4% a/a, lievitando a 56,49 milioni di tonnellate, grazie alla ripartenza delle attività in alcune raffinerie, precedentemente sospese per lavori di manutenzione.

Intanto continua a crescere la produzione negli USA, vicina a raggiungere l’indipendenza energetica, dopo che per la seconda settimana consecutiva, per la prima volta nella storia, sono riusciti ad esportare prodotti grezzi e raffinati.

Non va dimenticato che i Paesi OPEC e gli alleati, con capofila la Russia hanno deciso di limitare la produzione giornaliera di petrolio di 1,2 milioni di barili, fino a Marzo 2020. Stando ad uno degli ultimi report, diffuso dall’OPEC è e merso che la crescita delle domanda globale di petrolio per l’anno in corso è stata abbassata a 0,98 milioni di barili giornalieri; mentre la stima per il 2020è rimasta invariata a 1,08 milioni di barili.

Prezzo del petrolio giù dopo il forte incremento degli stock settimanali Made in USA, che secondo la lettura rilasciata dall’EIA (Energy Information Administration) sono schizzati di 9,3 milioni di barili, in linea con le anticipazioni rilasciate dall’API (American Petroleum Institute), pari a+9,3 milioni di barili, ma decisamente oltre i +2,5 milioni di barili pronosticati dagli analisti.

Segno meno per le scorte di benzina, in calo di 2,6 milioni di unità, a dispetto del calo di 1,4 milioni di unità atteso e dei -0,9 milioni di unità indicato dall’API. Le riserve di distillati sono invece scese di 3,8 milioni di unità, contro i -2,5 milioni di unità pronosticati e -2,9 milioni di unità anticipati dall’API.

Un momento favorevole per negoziare al ribasso sfruttando i CFD. Ad esempio si può utilizzare la piattaforma regolata 24option (trovi qui il sito ufficiale) e sfruttare i segnali di trading gratuiti per provare a fare trading sul prezzo del petrolio al ribasso.

Andamento quotazioni petrolio sul breve-medio periodo

Il tentativo di recupero delle quotazioni del WTI, come evidente sul grafico giornaliero in alto, si è arrestato sulla prima resistenza multiday rappresentata dalla media mobile a 25 periodi (la linea mediana sul grafico). Pericoloso il riavvicinamento alla media mobile a 10 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico che passa in area 53,65 dollari).

Persa EMA 10 il prezzo potrebbe accelerare nuovamente verso i recenti minimi in area 51 dollari, con pericolo di affondo verso area 50 dollari. Soltanto l’eventuale recupero oltre EMA 50 (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico), che transita in area 55,25 dollari potrebbe scongiurare lo scenario ribassista appena evidenziato favorendo un possibile allungo verso i 58 dollari.

Pattern di trading sul petrolio (WTI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading Long si attiva con chiusura oraria oltre quota 54$ e consiglia di prendere i primi profitti in area 54,53 e 54,87 dollari; stop loss in caso di discesa sotto quota 53,46$. Mantenere o sovrappesare le operazioni rialziste in caso di break-out orario di quota 54,87$, per approfittare di eventuali allunghi in prima battuta a quota 55,07$ e successivamente a quota 55,41$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 54$ in chiusura oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni Long in caso di estensioni al rialzo sopra quota 55,41$ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori balzi in area 55,94 e 56,28 dollari, estesi in area 56,85 dollari; stop loss in caso di ritorno sotto 54,87$ in close orario.Suggeriti acquisti sulla debolezza in caso di affondo in area 50,76$, per sfruttare eventuali rimbalzi a quota 51,08$ e 51,94$, estesi a 52,26$; stop loss in caso di flessioni sotto quota 50$ in chiusura di candela oraria o daily.

Il pattern di trading Short, invece, prende forma chiusura oraria sotto quota 53,46$ e fissa i primi due obiettivi in area 53,13 e 52,80 dollari; stop loss in caso di recupero sopra 54$ in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di discesa sotto quota 52,80$ in chiusura di candela oraria, per ricoprirsi prima a 52,26$ e successivamente a quota 51,94$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sopra quota 53,67$ in close orario.

Si consiglia insistere con nuove posizioni Short in caso di flessione sotto quota 51,94$ in chiusura di candela oraria, per sfruttare eventuali cali in area 51,39 e 51,08 dollari, estesi a quota 50,76$; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre quota 52,80$ in close orario. Short speculativi in caso di allungo in area 56,85$, per approfittare di eventuali correzioni a quota 56,28$ e 55,94$, estese a quota 55,41; stop loss in caso di ulteriori estensioni sopra quota 57,45$ in chiusura di candela oraria o daily.

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