L’indice Nikkei tenta di staccarsi dai minimi a sette mesi toccati a ridosso di area 20.000 punti


Seconda settimana consecutiva all’insegna delle prese di beneficio per il listino delle Blue Chips nipponico, che ha lasciato sul terreno circa 2 punti percentuali, chiudendo la seduta di Venerdì 9 Agosto a circa 20.685 punti (+0,44). Indice Nikkei che ha tuttavia reagito dopo essere sceso sui minimi dallo scorso Gennaio, toccando i 20.110 punti.

Il principale paniere azionario della borsa di Tokio, al pari delle principali piazze finanziarie globali, è stato particolarmente appesantito dall’escalation del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina, con la tensione tra i due giganti dell’economia globale schizzata alle stelle, dopo che Washington ha accusato Pechino di manipolare le valute. La Banca Popolare cinese per correre al riparo contro i dazi decisi dal governo Trump e favorire la tenuta delle esportazioni ha infatti svalutato la valuta nazionale, lo Yuan, il cui rapporto con il biglietto verde è crollato sui minimi dal 2008.

Tra le azioni dell’indice Nikkei più deboli, come era facile supporre, si sono distinte quelle più esposte verso il mercato globale, come Toyota e Honda, o la banca d’affari Soft Bank. Male anche il titolo del produttore di apparecchiature e dispositivi elettrici Panasonic.

A supporto della reazione dai minimi plurimensili, invece, la lettura migliore delle attese del Prodotto Interno Lordo nipponico. Il Cabinet Office giapponese ha infatti rivelato che il Prodotto Interno Lordo nazionale, nel primo trimestre 2019, è aumentato dello 0,4% rispetto la trimestre precedente, superando le attese degli analisti, che invece si aspettavano un incremento tendenziale limitato a +0,1%. Corretta al rialzo la stima preliminare relativa al primo trimestre, che da +0,6% è stata portata a +0,7%. La lettura su base annua del Prodotto Interno Lordo nel periodo Aprile-Luglio di quest’anno ha invece mostrato un incremento dell’1,8%, in frenata dal +2,8% del primo trimestre (rivisto da +2,2% della stima flash), ma ben oltre il +0,5% pronosticato dagli analisti.

Da ulteriori dettagli è emerso che la crescita nel periodo in esame ha ricevuto un cospicuo contributo dai dieci giorni di festeggiamenti per la successione dell’imperatore Naruhito.

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Andamento indice Nikkei 225 sul breve-medio periodo


Il quadro tecnico di breve-medio periodo, ben visibile sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, si è sensibilmente deteriorato nel momento in cui le quotazioni sono scese al di sotto delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni.

Il rimbalzo dai minimi plurimensili toccati a quota 20.110 punti potrebbe proseguire, puntando al test della prima resistenza di brevissimo, nonché ex supporto, rappresentata dalla media mobile a 10 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico), che transita in area 20.940 punti. La prima resistenza multiday, invece, passa sulla media mobile a 25 giorni (la linea mediana sul grafico) che si colloca in area 21.200 punti.

Inversione rialzista di breve-medio periodo, invece, in caso di break-out giornaliero o meglio ancora settimanale della media mobile a 50 giorni (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico) che si colloca in area 21.290 punti. Il mancato recupero sopra le EMA appena citate potrebbe invece causare un primo affondo in area 20.400 punti ed una possibile ricaduta in area 20.000, importante livello tecnico che se rotto potrebbe dar luogo ad ulteriori scivoloni con target in area 19.200-19.000 punti.

Pattern di trading sull’indice Nikkei 225 valido da 1 a 5 giorni

Il pattern rialzista prende forma nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria maggiore di 20.705 punti e pronostica i primi due target price in area 20.784 e 20.912 punti; stop loss in caso di discesa sotto 20.578 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni al rialzo in caso di allungo oltre 20.912 punti in chiusura oraria o giornaliera, per sfruttare eventuali estensioni al rialzo prima a 20.992 punti e successivamente a 21.122 punti; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto 20.705 punti in chiusura di oraria o di giornata.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di 21.122 punti, per cercare di prendere profitto in area 21.317 e 21.448 punti, estesa a 21.530 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 20.912 punti in chiusura di candela oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 19.765 punti, per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a 19.965 e 20.090 punti, estesi a 20.166 punti; stop loss in caso di ulteriori avvitamenti sotto la soglia dei 19.560 punti in chiusura daily.

Il pattern ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 20.578 punti in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 20.500 e 20.373 punti; stop loss in caso di chiusura oraria oltre 20.705 punti. Mantenere o incrementare le operazioni Short in caso di discesa sotto 20.373 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera, per cercare di ricoprirsi in prima battuta a 20.247 punti ed in un secondo momento a 20.166 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di quota 20.500 punti in chiusura oraria o daily.

Lecito attivare nuove posizioni corte in caso di close orario minore di 20.166 punti, per sfruttare eventuali flessioni in area 20.090 e 19.965 punti, estesi a 19.765 punti; stop loss in caso di ritorno sopra 20.373 punti in chiusura oraria. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 21.530 punti, in ottica di veloci pull-back di prezzo a 21.317 e 21.122 punti, estesi a 20.992 punti; stop loss in caso di allungo oltre 21.750 punti in chiusura di giornata.

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