La FED da la carica agli indice di Wall Street: nuovi massimi storici per l’S&P 500


L’indice S&P 500 aggiorna i propri massimi storici per la seconda settimana consecutiva, toccando un top intraday a circa 3.018 punti, ma tuttavia non riesce a chiudere l’ottava sopra l’importante soglia tecnica e psicologica rappresentata da area 3.000 punti. La seduta di Venerdì 19 Luglio è infatti terminata a 2.976 punti, in calo dello 0,62%.

Il principale listino azionario di Wall Street è stato sostenuto dalle crescenti aspettative di taglio dei tassi da parte della FED, in occasione del prossimo meeting che si terrà il 30 ed il 31 Luglio. mercati prezzano una sforbiciata di ben 50 punti base. A tal proposito il numero uno della Federal Reserve di New York, john Williams, ha dichiarato che l’istituto centrale di Washington dovrebbe intervenire con delle misure di stimolo senza aspettare un possibile “disastro economico“. Anche il presidente USA, Donald Trump, ha tuonato via Twitter che per colpa della cattiva politica monetaria della Federal Reserve gli Stati Uniti sono costretti a pagare interessi più costosi sulle obbligazioni a causa di tassi più rispetto a quelli di Paesi che non sono lontanamente paragonabili dal punto di vista economico.

Nella settimana in cui la gran parte delle società quotate sull’indice S&P 500 ha diffuso i conti sul secondo trimestre dell’anno, l’attenzione di investitori e trader, a fine ottava si è spostata sui titoli dei colossi finanziari come BlackRock ed American Express. La più grande banca d’affari al mondo ed il gigante dei pagamenti elettronici hanno rilasciato risultati in chiaroscuro, mandando in rosso le rispettive quotazioni dei titoli.

Sotto l’aspetto macro, invece, ha deluso le attese degli analisti la stima preliminare dell’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, che a Luglio si è portata a 98,4 punti, in lieve rialzo dalla lettura finale di Giugno, ma sotto i 98,8 punti pronosticati dal cosensus.

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Andamento indice S&P 500 sul breve-medio periodo

Come anticipato tra le righe del precedente paragrafo, l’indice S&P 500 non è riuscito a rompere al rialzo con decisione area 3.000 punti, disegnando un pericolosa figura di doppio massimo di brevissimo periodo. Pericolosa, inoltre, la chiusura al di sotto del primo supporto di brevissimo rappresentato dalla media mobile a 10 giorni (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), che transita in area 2.987 punti.

In caso di pronto recupero sopra EMA 10, le quotazioni potrebbero scivolare verso il primo sostegno multiday rappresentato dalla media mobile a 25 giorni (la linea mediana sul grafico) che passa in area 2.960 punti.

Impostazione tecnica di breve-medio periodo che si manterrà comunque rialzista finché le quotazioni si troveranno al di sopra della media mobile a 50 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico), che cade in area 2.925 punti. Persa EMA 50, attese ulteriori accelerazioni ribassiste con target in area 2.850 punti, senza escludere ulteriori affondi in area 2.800-2.780 punti.

L’eventuale recupero sopra EMA 10 accompagnato da nuovi massimi assoluti potrebbe invece attivare un modello di trading rialzista con primo target in area 3.100 punti e secondo obiettivo in area 3.150 punti.

Pattern di trading sull’indice S&P 500 valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista si attiva in caso di allungo oltre quota 2.988 punti in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 2.999 e 3.003 punti; stop loss in caso di discesa sotto 2.970 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 3.003 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 3.018 punti e successivamente a 3.030 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.976 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di 3.030 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 3.054 e 3.066 punti, estesi a 3.096 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.999 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 2.875 punti, per approfittare di eventuali veloci rimbalzi prima a 2.893 punti ed in un secondo momento a 2.911 punti, estesi a 2.929 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 2.845 punti in chiusura oraria o di giornata.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma in caso di discesa sotto 2.970 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 2.958 e 2.940 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 2.988 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario a 2.940 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 2.929 e successivamente a 2.922; stop loss in caso di recupero oltre 2.976 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 2.922 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 2.911 e 2.893 punti, estesa a 2.875 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 2.958 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di ulteriori allunghi in area 3.096 punti, per sfruttare possibili correzioni in primo luogo a 3.066 punti ed in un secondo momento a 3.030 punti, estesi a 3.003 punti; stop loss con close daily oltre 3.130 punti.

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