Il governatore della FED, Jerome Powell, conferma un imminente taglio dei tassi ed il dollaro va giù

Il cambio Sterlina-Dollaro tenta di staccarsi dai minimi di fine Dicembre 2018 toccati soltanto meno di 24 ore fa a quota 1,244. Mentre scriviamo la coppia GBP-USD viene scambiata in area 1,251, in rialzo dello 0,35%, con il biglietto verde che ha innestato la retromarcia dopo il discorso del presidente della FED, Jerome Powell difronte al congresso.

Il numero uno dell’istituto centrale statunitense ha infatti rassicurato la volontà di iniziare un nuovo mini-ciclo di ribassi dei tassi d’interesse. Powell ha ribadito che la FED agirà in modo appropriato per sostenere l’attuale espansione economica, in quanto un rallentamento della crescita potrebbe essere alle porte, in un contesto difficile, deterioratosi con le recenti tensioni commerciali internazionali, con al centro la disputa sui dazi con la Cina.

Powell ha inoltre sottolineato che l’inflazione continua ad aumentare ad un ritmo inferiore al target del 2% gradito dal FOMC. E’anche questo uno dei motivi perché molti membri del board operativo stanno spingendo per una sforbiciata sui tassi. Mentre un taglio è ormai dato quasi per certo, non è ancora facile capirne la portata, ovvero se si tratterà di un ribasso di 25 punti base o di 50 pb.

Sotto l’aspetto macro la sterlina ha beneficiato del ritorno alla crescita della produzione industriale nel Regno Unito, che a Maggio ha fatto registrare un incremento dell’1,4% (attese +1,5%), dopo il calo del 2,9% della rilevazione di Aprile, corretta da -2,7% della prima lettura. La stima su base annua ha invece mostrato un aumento dello 0,9%, lievemente al di sotto dell’1,2% dei pronostici degli analisti, ma in netto miglioramento rispetto al -1,1% del mese precedente (corretto da -1% della lettura flash).

Da una più accurata lettura è inoltre emerso che la produzione nel comparto manifatturiero, sempre nello stesso periodo in esame, ha evidenziato un progresso dell’1,4% su base mensile (attese +2,2%), in netta ascesa dal -4,2% di Aprile (rivisto da -3,9% della prima comunicazione). Rispetto a Maggio 2018, la produzione industriale UK ha rivelato una variazione nulla, deludendo le stime degli analisti, che invece avevano indicato un incremento dell’1,1%, ma migliorando rispetto al -1% del mese precedente, rivisto da -0,8% della lettura flash.

La sterlina è stata inoltre supportata dal miglioramento della bilancia commerciale di Maggio, il cui deficit si è assestato a -2,3 miliardi di sterline, contro un precedente disavanzo di 3,7 miliardi di sterline ed i -3,2 miliardi di sterline indicati dagli analisti.

Per investire su sterlina e dollaro la migliore soluzione consiste nell’utilizzare le piattaforme certificate. Per fare un esempio, 24option, è una delle più utilizzate in Italia in quanto è sicura e ha degli strumenti facili da usare. Per saperne di più potete visitare il sito ufficiale.

Andamento cambio sterlina-dollaro sul breve-medio periodo


Come anticipato ed evidente sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, la coppia GBP-USD è scivolata su nuovi minimi di periodo sotto area 1,25. In questo momento le quotazioni stanno tentando di risalire al di sopra dell’importante area tecnica e psicologica appena indicata.

Il primo ostacolo di brevissimo transita in area 1,2565-1,2555, livello su cui, in ordine, passano le medie mobile a 10 e 50 giorni (rispettivamente la linea di colore azzurro e la linea verde sul grafico). Il sentiment sulla coppia potrebbe ritornare positivo in caso di break-out della media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico), che transita in area 1,12615. Il mancato recupero di area 1,25-1256 potrebbe invece causare ulteriori affondi con target in area 1,24-1,23.

Modello di trading sul cambio sterlina-dollaro sul breve-medio periodo

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 1,2535 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 1,2565 e 1,2583; stop loss in caso di ritorno sotto quota 1,2487 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 1,2583 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 1,2615 e successivamente a quota 1,2644; stop loss in caso di ritorno sotto quota 1,2521 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 1,2644 per approfittare di possibili allunghi in area 1,2674 e 1,272, estesa a quota 1,2771; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 1,2583 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 1,2229 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 1,2257 ed in un secondo momento a quota 1,2305, estesi a quota 1,238; stop loss in caso di discesa sotto quota 1,218 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 1,2487 e prevede i primi due target price in area 1,2457 e 1,241; stop loss in caso di close orario sopra quota 1,2535. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 1,241 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 1,238 e successivamente a quota 1,233; stop loss in caso di recupero sopra quota 1,2487 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 1,233, per cercare di ricoprirsi in area 1,2305 e 1,2257, estesa a quota 1,2229; stop loss in caso di ritorno sopra quota 1,241 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 1,2771 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 1,272, e successivamente a quota 1,2674, estesi a quota 1,2644; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 1,282 in chiusura di candela oraria o daily.

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