Il cross USD-JPY consolida in area 110 dopo lettura minute meeting FED


Cambio Dollaro-Yen poco mosso all’indomani della diffusione dei verbali delle Minute della Federal Reserve relative al meeting che si è tenuto nella due giorni dell’1-2 Maggio scorsi. Dalla lettura relativa alle aspettative dei vari membri che compongono il FOMC della Fed è emersa la volontà generale di mantenere un approccio “paziente“ sui tassi d’interesse. Nel breve, pertanto, il braccio operativo dell’istituto centrale statunitense non dovrebbe assumere alcuna decisione, né al rialzo né al ribasso, neanche se l’economia a stelle e strisce dovesse dare ulteriori segnali di miglioramento.

Per quanto riguarda il tema caldo dell’inflazione, la gran parte dei membri ritiene che il rallentamento della crescita dell’indice dei prezzi al consumo sia soltanto passeggero, dovuto a fattori momentanei come la forte contrazione dei costi nell’industria e nell’abbigliamento ed il calo dei prezzi di alcuni servizi finanziari di gestione del portafoglio. Rispetto alle precedenti Minute sono diminuiti i timori sui rischi di recessione economica globale e le paure di una Hard Brexit. Va tuttavia ricordato che il nuovo capitolo della guerra commerciale tra USA e Cina, che sta minando il sentiment da ormai due settimane è iniziato successivamente alla stesura dei verbali federali.

Tra le più importanti indicazioni macro arrivate nelle ultime ore dal Giappone è emersa la frenata dell’indice PMI manifatturiero nipponico, sceso al di sotto della soglia che delimita espansione da contrazione. Secondo le stime di Markit/Nikkei il suddetto indicatore, a Maggio, in via preliminare si è assestato a 49,6 punti, in flessione dai 50,2 punti della stima finale di Aprile.

Il rallentamento del Purchasing Managers Index del mese in corso è stato inoltre testimoniato dalla contrazione subita dalle esportazioni giapponesi nel mese di Aprile, scese del 2,4% su base annua (attese -1,6%), sul cui calo ha influito negativamente le dispute commerciali tra USA e Cina, che di riflesso hanno colpito anche l’export nipponico. Le esportazioni in calo hanno inoltre contribuito al rallentamento della bilancia commerciale del Paese del Sol Levante, che nel mese di Aprile ha mostrato un avanzo di 60,4 miliardi di Yen contro il surplus di ben 527 miliardi di Yen del precedente saldo. Deluse anche le aspettative degli analisti, che invece avevano indicato una frenata più contenuta, a +232,7 miliardi di Yen.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo


Al momento della scrittura il cross Dollaro-Yen cedo lo 0,12%, scambiando a quota 110,22. Come inevidenza sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, le quotazioni si sono appoggiate sul supporto rappresentato dalla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro), che transita in area 110,13.

La coppia, come è facile notare, è stata invece respinta dalla prima resistenza multiday, individuata nella media mobile a 25 giorni (la linea rossa sul grafico), che si colloca in area 110,50. Pertanto, l’eventuale break-out giornaliero di EMA 25 potrebbe favorire un allungo verso il principale ostacolo multiday, individuato sulla media mobile a 50 giorni (la linea verde sul grafico), che corre in area 110,86. Un eventuale ritorno in chiusura settimanale oltre EMA 50 potrebbe determinare un ulteriore allungo in area 112-112,50.

Al ribasso, invece, persa EMA 10 in chiusura daily, potrebbero aumentare le probabilità di ritorno sui recenti minimi in area 109, con possibili affondi in area 108.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 110,5 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 110,76 e 111,18; stop loss in caso di ritorno sotto quota 110,08 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 111,18 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 111,44 e successivamente a quota 111,87; stop loss in caso di ritorno sotto quota 110,50 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 111,87 per approfittare di possibili allunghi in area 112,13 e 112,56, estesa a quota 112,99; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 111,18 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 107,65 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 108,05 e 108,46 ed in un secondo momento a quota 109,14, estesi a quota 0,844; stop loss in caso di discesa sotto quota 107,2 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 110,08 e prevede i primi due target price in area 109,82 e 109,40; stop loss in caso di close orario sopra quota 110,50. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 109,40 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 109,14 e successivamente a quota 108,72; stop loss in caso di recupero sopra quota 109,82 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 108,72, per cercare di ricoprirsi in area 108,46 e 108,05, estesa a quota 107,65; stop loss in caso di ritorno sopra quota 109,40 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 112,99 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 112,56, e successivamente a quota 112,13, estesi a quota 111,87; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 113,52 in chiusura di candela oraria o daily.

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