Il cross USD-JPY scivola sui minimi ad oltre tre mesi in area 109


Sembra ormai inevitabile il concretizzarsi della quarta settimana consecutiva in calo per la coppia USD-JPY, che al momento della scrittura cede lo 0,15% a circa 109,40. Rapporti di cambio tra biglietto verde e divisa nipponica che toccando un minimo intraday a quota 109,03 è inoltre scivolata sul livello più basso dalla fine dello scorso Gennaio.

Cambio Dollaro-Yen che oltre ad essere stato indebolito dalle tensioni sul commercio internazionale tra USA e Cina è stato penalizzato da dati macro sottotono arrivati da oltreoceano. Le vendite al dettaglio di Aprile negli Stati Uniti hanno evidenziato una contrazione dello 0,2%, deludendo le attese degli analisti che invece si aspettavano un incremento dello 0,2%. La precedente stima mensile è stata invece corretta al rialzo e portata a +1,7% da +1,6% della comunicazione flash.

Al netto del comparto auto, le vendite al dettaglio hanno invece registrato un progresso dello 0,1%, ma anche in questo caso inferiore alle attese degli analisti, che invece avevano indicato un rialzo dello 0,7%. La lettura di Marzo è stata rivista al rialzo, da +1,2% della stima flash a +1,3%. Al netto delle spese per auto e carburanti, la suddetta lettura, sempre ad Aprile, ha invece rivelato un calo dello 0,2%, mentre il consensus dava un aumento dello 0,3%. Corretta al rialzo la lettura di Marzo, portata da +0,9% della rivelazione preliminare a +1,1%.

Un ulteriore sbandata per il dollaro sullo Yen è arrivata con la frenata registrata dalla produzione industriale, che ad Aprile ha mostrato una contrazione dello 0,5%, in deciso rallentamento dal +0,2% del dato di Marzo, a sua rivisto al rialzo dal -0,1% della prima comunicazione. Delusi i pronostici degli analisti, che invece avevano ipotizzato una lettura invariata rispetto al mese precedente.

Unica nota positiva, il balzo evidenziato dall’indice Empire State Manufacturing. L’indicatore elaborato dalla FED di New York, che rileva l’andamento dell’attività manifatturiera nello stato newyorkese, a Maggio, si è assestato a +17,8 punti in netta crescita dai +10,1 punti di Aprile. Le attese degli analisti, invece, non si spingevano oltre i +8 punti.

In Giappone, invece, il tasso d’inflazione misurato ad Aprile ha rivelato un aumento dell’1,2% su base annua, in lieve frenata rispetto al +1,3% di Marzo (consensus +1,1%); mentre la lettura su base mensile ha mostrato un aumento dello 0,3%, come accadde a Marzo (attese +0,2%).

Andamento cambio dollaro-yen sul breve-medio periodo


La debolezza di brevissimo e di breve-medio periodo sulla coppia USD-JPY è ben visibile sul grafico con time-frame giornaliero in alto, da cui si evince che le quotazioni sono scese al di sotto delle tre medie mobili di riferimento a 10-25 e 50 giorni. La media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico) ha inoltre tagliato dall’alto verso il basso le medie mobili a 25 e 50 giorni (rispettivamente la linea rossa e la linea verde sul grafico).

Soltanto il recupero oltre le due EMA a 25 e 50 giorni, che passano in area 110,60-110,80 potrebbe favorire una nuova inversione al rialzo; mentre la perdita di area 109, in chiusura daily o peggio ancora settimanale potrebbe causare un ulteriore flessione in area 108-107,50.

Modello di trading sul cambio Dollaro-Yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 109,85 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 110,1 e 110,52; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,17 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 110,52 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 110,78 e successivamente a quota 111,20; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,85 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 111,20 per approfittare di possibili allunghi in area 111,47 e 111,90, estesa a quota 112,32; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 110,78 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 106,90 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 107,57 ed in un secondo momento a quota 108,24, estesi a quota 108,49; stop loss in caso di discesa sotto quota 1,2695 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 109,17 e prevede i primi due target price in area 108,92 e 108,49; stop loss in caso di close orario sopra quota 109,85. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 108,49 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 108,24 e successivamente a quota 107,83; stop loss in caso di recupero sopra quota 109,17 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 107,83, per cercare di ricoprirsi in area 107,57 e 107,16, estese a quota 106,90; stop loss in caso di ritorno sopra quota 108,49 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 112,32 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 111,90 e successivamente a quota 111,47, estesi a quota 111,20; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 112,75 in chiusura di candela oraria o daily.

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