La trimestrale di Intesa Sanpaolo supera le attese ma non convince il mercato


Classica seduta da “sell on news“ per le azioni Intesa SanPaolo, giù del 2,1% circa, a 2,242 euro nel giorno della presentazione dei conti del primo trimestre dell’anno. Risultati, buoni, e che soprattutto hanno battuto i pronostici degli analisti. Il margine di intermediazione nel periodo Gennaio-marzo si sono assestati a 4,389 miliardi di euro, risultando poco superiori rispetto ai 4,328 miliardi di euro del consensus.

L’utile netto si è assestato 1,050 miliardi di euro, in crescita da 1,038 miliardi di euro dell’ultimo trimestre del 2018, superando i 909 milioni di euro delle aspettative. Nel primo trimestre dello scorso anno, tuttavia, l’utile netto era stato pari a 1,252 miliardi di euro, beneficiando però di proventi straordinari, derivati da cessioni. Tale risultato è stato frutto dl balzo della redditività, con un risultato lordo di gestione pari a 2,185 miliardi di euro. L’Amministratore Delegato, Carlo Messina, nel corso della consueta conferenza stampa post-dati, ha ribadito che l’utile previsto per l’intero 2019 sarà più alto di quello conseguito nel 2018, superando i 4 miliardi di euro. L’AD ha inoltre confermato un payout all’80% e dividendi consistenti e sostenibili nel tempo.

Messina ha inoltre sottolineato che l’efficienza del bilancio dell’istituto bancario torinese è stata raggiunta grazie alla stretta correlazione tra riduzione del personale ed il taglio delle spese amministrative. Alla fine dello scorso mese di Marzo, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma tenendo in considerazione dividendi maturati per un ammontare di 840 milioni di euro, si è portato al 13,5%, tra i più elevati tra le maggiori banche europee.

Va inoltre ricordato che il prossimo 20 Maggio, il titolo staccherà un dividendo di 0,197 euro per azione, garantendo agli attuali prezzi di borsa un rendimento dell’8,5%, tra i più remunerativi di Piazza Affari.

Andamento azioni Intesa Sanpaolo sul breve-medio periodo


Il forte calo odierno ha fatto precipitare le quotazioni sull’importante sostegno multiday rappresentato dalla media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), che passa in prossimità del minimo intraday toccato a circa 2,22 euro.

Sul brevissimo, il quadro tecnico del titolo potrebbe essersi definitivamente deteriorato, salvo un veloce recupero. Il prezzo è infatti sceso al di sotto delle due medie mobili minori, a 10 e 25 giorni (rispettivamente la linea di colore azzurro e la linea rossa sul grafico ). Tuttavia, non si escludono possibili pull-back, quantomeno sull’EMA 25, che al momento della scrittura si colloca in area 2,268 euro. L’eventuale perdita di EMA 50, in chiusura daily o peggio ancora settimanale, invece, potrebbe causare ulteriori crolli con target in area 2,10 e step intermedio in area 2,14 euro. Soltanto la riconquista di EMA 10, che transita poco sotto quota area 2,30 euro, in chiusura giornaliera o meglio ancora settimanale, potrebbe diradare le nubi che offuscano il quadro tecnico sul titolo.

Pattern di trading sul titolo Intesa Sanpaolo (ISP.MI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading Long si attiva in caso di allungo oltre 2,248€ in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 2,262 e 2,276 euro; stop loss in caso di discesa sotto 2,22€ in close orario. Mantenere o aumentare l’esposizione Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre 2,276€ in chiusura oraria, per cercare di prendere profitto in un primo momento a 2,298€ e successivamente a 2,312€; stop loss in caso di ritorno sotto 2,242€ in close orario o giornaliero.

Lecito aprire nuove posizioni lunghe in caso di close orario o daily maggiore di 2,312€, per cercare di sfruttare ulteriori slanci in area 2,326 e 2,34 euro, estesi a 2,362€; stop loss in caso di ritorno sotto 2,276€ in close orario o giornaliero. Ed ancora, Long sulla debolezza in caso di affondo a quota 2,104€, in ottica di rimbalzo, in primo luogo a 2,126€ ed in seconda battuta a 2,146€, estesi a 2,16€; stop loss in caso di ulteriori flessioni sotto 2,08€ in chiusura oraria o daily.

Il pattern di trading Short, invece, prende forma nel caso in cui si registri un close orario minore 2,22€ e consiglia di prendere i primi profitti in area 2,208 e 2,186 euro; stop loss in caso di ritorno oltre 2,248€ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le operazioni Short in caso discesa sotto 2,186€ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori cali in un primo momento a 2,172€ e successivamente a 2,16€; stop loss in caso di ritorno sopra 2,22€ in close orario.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di flessione sotto 2,16€ in close orario o giornaliero, con l’intento di ricoprirsi in area 2,146 e 2,126 euro, estesa a 2,104€ ;stoppare le operazioni in caso di recupero oltre 2,20€ in close orario o daily. Suggeriti short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 2,362€ ,per sfruttare eventuali correzioni prima a 2,34€ e successivamente a 2,312€, estese a 2,298€; stop loss in caso di ulteriori allunghi sopra 2,38€ in chiusura di candela oraria o giornaliera.

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