Da letture minute FED porta aperta ad un rialzo dei tassi USA nel 2019


Reduce da tre giornate consecutive in calo, il cross USD-JPY rimbalza dall’importante supporto di brevissimo in area 111-110,90, sostenuto da quanto emerso dai verbali dell’ultimo meeting della Federal Reserve. La lettura delle minute della riunione dell’istituto centrale statunitense, terminata il 20 Marzo scorso, ha evidenziato una certa indecisione tra i membri del FOMC, che smentendo le precedenti indicazioni che davano tassi fermi per tutto il 2019, si sono detti aperti all’opzione di un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno. Al momento, tuttavia, le proiezioni rimangono per un nulla di fatto.

Precedentemente, il biglietto verde era sceso nei confronti della divisa nipponica in seguito alla comunicazione del balzo dell’inflazione USA nel mese di Marzo, assestatasi all’1,9% su base annua, in decisa risalita dal +1,5% della precedente stima mensile. Battute le attese degli analisti, che invece si aspettavano un miglioramento più contenuto, all’1,8%.

Su base mensile, invece, l’indice dei prezzi al consumo della prima economia mondiale, lo scorso mese, ha fatto registrare un incremento dello 0,4%, come da attese, ma al di sopra del +0,2% della lettura di Febbraio.

Il Bureau of Labour Statistics ha inoltre rivelato che l’inflazione “Core“,ovvero al netto delle componenti più volatili, quali alimentari ed energia, sempre a Marzo, ha mostrato un aumento dello 0,1% su base mensile, confermando la lettura di Febbraio, ma in lieve rallentamento rispetto al +0,2% pronosticato dagli analisti. L’indice dei prezzi al consumo Core su base ha invece registrato un incremento del 2%, in lieve frenata dal +2,1% della lettura di Febbraio, che corrispondeva anche a quanto stimato dagli analisti.

Indicazioni positive sulle pressioni inflazionistiche in Giappone potrebbero invece arrivare dopo che l’indice dei prezzi alla produzione nipponico, a Marzo, ha rivelato un rialzo dell’1,3% su base annua, superando le aspettative degli analisti, ferme a +1%. Su base mensile, il suddetto indicatore ha mostrato un progresso dello 0,3%(attese +0,2%); mentre la precedente lettura di Febbraio è stata corretta al rialzo, passando a +0,3% da +0,2% della stima flash; così come la stima su base annua precedente, che da +0,8% inizialmente comunicato è stata portata a +0,9%.

Va ricordato che anche la Bank of Japan, come tutte le più importanti banche centrali, mira a raggiungere un target di inflazione al 2%.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo

Quadro tecnico di breve-medio periodo ancora incerto per la coppia Dollaro-Yen, che come ben evidente sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, si trova a ridosso delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni(rispettivamente la linea di colore azzurro, la linea rossa e la linea verde sul grafico). L’attuale fase di stallo è inoltre testimoniata dal restringimento delle tre EMA, delimitate dentro uno stretto trading range che va da quota 110,90(EMA 50) a quota 111,16 (EMA 10); in mezzo a 111,06 l’EMA a 25 giorni.

Il deciso break-out da un lato piuttosto che dall’altro, confermato nelle sedute successive, determinerà la direzione che verrà intrapresa nel corso delle prossime settimane. Al rilazo, il target atteso sale in area 113,50-114; mentre al ribasso area 108,50-108 funge da calamita.

Modello di trading cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 111,21 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 111,47 e 111,90; stop loss in caso di ritorno sotto quota 110,78 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 111,90 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 112,16 e successivamente a quota 112,58; stop loss in caso di ritorno sotto quota 111,21 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 112,58 per approfittare di possibili allunghi in area 112,85 e 113,28 estesi a quota 113,98; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 111,80 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 108,07 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 108,75 ed in un secondo momento a quota 109,16, esteso a quota 109,42; stop loss in caso di discesa sotto quota 107,65 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 110,78 e prevede i primi due target price in area 110,52 e 110,10; stop loss in caso di close orario sopra quota 111,21.

Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 110,10 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 109,84 e successivamente a quota 109,42; stop loss in caso di recupero sopra quota 110,78 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 109,42, per cercare di ricoprirsi in area 109,16 e 108,75, estesa a quota 108,07; stop loss in caso di ritorno sopra quota 110,10 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 113,98 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 113,28 e successivamente a quota 112,85, estesi a quota 112,58; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 114,50 in chiusura di candela oraria o daily.

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