L’indice Ftse mib sbatte contro lo scoglio dei 20.800 punti


Seduta anonima per il principale listino azionario di Piazza Affari che ha chiuso gli scambi della seduta di Martedì 5 Marzo con un lievissimo calo dello 0,01%, a circa 20.716 punti. L’indice Ftse Mib è inoltre reduce tra tre falliti attacchi alla forte resistenza tecnica che passa in area 20.800 punti. Chiusura dello Spread tra BTP e BUND in area 250 punti e rendimento del decennale al 2,71%, circa.

Tra le singole azioni che compongono il listino delle Blue Chips milanesi si segnala il rialzo di Telecom Italia sulla scia dei rumors che vogliono la Cassa Depositi e Prestiti pronta a salire ulteriormente nel capitale del colosso telefonico. Male invece Campari (-6,55%) ed Amplifon (-2,83%), giù dopo la diffusione di conti trimestrali in linea con le aspettative.

Sotto l’aspetto macro, incoraggiante la lieve revisione al rialzo del PIL italiano del quarto trimestre 2018, che da -0,2% della lettura preliminare è stato portato a -0,1%, confermando tuttavia il secondo trimestre consecutivo di decrescita. Confermata come da stima preliminare, invece, la lettura del Prodotto Interno Lordo su base annua, assestatasi a +0,1%. Da ulteriori dettagli rilasciati dall’Istituto di Statistica Nazionale sono emersi la dinamica positiva, seppur moderata, dei consumi (+0,1%) e degli investimenti (+0,3%), nonché delle esportazioni nette (+0,2%); mentre la variazione delle scorte ha contribuito a sottrarre alla crescita bel 0,4 punti percentuali.

A sorpresa, nel mese di Febbraio, è ritornato a crescere l’indice PMI relativo al settore servizi, ritornato oltre la soglia di espansione dei 50 punti. Markit ha infatti rivelato che il suddetto indicatore, lo scorso mese, si è assestato a 50,4 punti dai 49,7punti di Gennaio, superando il consensus degli analisti, che invece avevano pronosticato un peggioramento a 49,4 punti.

In controtendenza, tuttavia, la voce relativa ai nuovi ordini, in calo a 49,8 punti dai 50,8 punti del mese precedente, evidenziando il livello più basso da Febbraio 2015.

In miglioramento anche il Purchasing Managers Index Composite, aumentato a 49,6 punti dai 48,8 punti della precedente stima di Gennaio. Il risultato, a fronte della buona lettura appena evidenziata per quanto riguarda la componente manifatturiera, è stato condizionato negativamente dalla componente PMI manifatturiera, il cui risultato a 47,7 punti, comunicato la scorsa ottava, ha evidenziato un calo sul livello più basso dal 2013.

Andamento future indice Ftse mib sul breve-medio periodo


Riesce invece ad evitare il segno “meno“ il derivato dell’indice Ftse Mib in scadenza a Marzo 2019, che ha terminato la sessione quotidiana con un +0,02%, a 20.719 punti. Respinto da un top intraday a quota 20.830 punti, il FIB, ha trovato supporto su un minimo di giornata a quota 20.650 punti.

Il primo sostegno di brevissimo che passa in sull’EMA a 10 periodi (la linea di colore azzurro sul grafico giornaliero, in alto), che passa in area 20.505 punti; mentre il primo supporto daily transita in area 20.150 punti, sull’EMA 25 (la linea rossa sul grafico). Impostazione tecnica che rimarrà rialzista finché le quotazioni scambieranno sopra EMA 50 (la linea di colore verde sul grafico), che passa in area 19.820 punti.

Il break-out giornaliero di area 20.800 punti, invece, potrebbe spianare la strada ad ulteriori allunghi con target in area 21.000-21.200 punti, con possibili estensioni in area 21.500-21.700 punti.

Pattern di trading future indice Ftse mib (FIB) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern rialzista prende forma in caso di chiusura oraria maggiore di 20.770 punti e pronostica i primi due target price in area 20.850 e 20.925 punti; stop loss in caso di discesa sotto 20.645 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni al rialzo in caso di allungo oltre 20.925 punti in chiusura oraria o giornaliera, per sfruttare eventuali estensioni, prima a 20.995 punti e successivamente a 21.060 punti; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto 20.720 punti in chiusura oraria o di giornata.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di 21.060 punti, per cercare di prendere profitto in area 21.240 e 21.370 punti, estesa a 21.585 punti; stop loss con ritorno sotto 20.830 punti in close orario. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 19.965 punti, per sfruttare eventuali rimbalzi a 20.165 e 20.255 punti, estesi a 20.305 punti; stop loss in caso di ulteriori avvitamenti sotto 19.765 punti in chiusura daily.

Il pattern ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 20.645 punti in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 20.565 e 20.485 punti; stop loss in caso di chiusura oraria oltre 20.770 punti. Mantenere o incrementare le operazioni Short in caso di discesa sotto 20.485 punti in chiusura oraria o giornaliera, per tentare di ricoprirsi in un primo momento a 20.395 punti e successivamente a 20.305 punti; stop loss in caso di recupero di 20.645 punti in chiusura oraria o daily.

Lecito attivare nuove posizioni corte in caso di close orario minore di 20.305 punti, per sfruttare eventuali flessioni in area 20.255 e 20.165 punti, estesi a 19.965 punti; stop loss con chiusura oraria oltre 20.510 punti. Short speculativi in caso di allungo in area 21.585 punti, in ottica di pull-back a 21.370 e 21.240 punti, estesi a 21.060 punti; stop loss in caso di estensione oltre 21.800 punti in chiusura giornaliera.

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