La FED sarà più cauta e paziente nell’alzare i tassi: giù la coppia USD-JPY


La prudenza espressa sui tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, a margine del meeting del Federal Open Market Committee di Mercoledì 30 Gennaio, ha contribuito ad indebolire il biglietto verde nei confronti delle principali valute mondiali. Battuta d’arresto, pertanto, anche per la coppia USD-JPY che al momento della scrittura viene scambiata in area 108,75 (-0,25%).

Come ampiamente scontato, il FOMC ha mantenuto invariato il costo del denaro, lasciando i Fed Funds al 2,25-2,50%. Nella consueta nota diffusa a fine riunione, l’istituto centrale statunitense ha invece fatto sapere di essere paziente prima di decidere se eventuali futuri rialzi dei tassi saranno appropriati.

Indicazioni da “colomba“ sono arrivate anche dalla Bank of Japan, che per bocca del vicepresidente, Masayoshi Amamiya, ha fatto sapere che l’approccio sui tassi d’interesse continuerà ad essere flessibile e legato alle indicazioni macro che arriveranno nel corso dei mesi. Il numero due della BoJ ha inoltre aggiunto che l’istituto centrale nipponico dispone di diversi strumenti nel caso in cui ci fosse bisogno di allentare ulteriormente la politica monetaria, per raggiungere l’obiettivo del tasso d’inflazione auspicato.

Intanto, si è appreso che la produzione industriale in Giappone, a Dicembre, pur evidenziando il secondo calo mensile consecutivo, pari a -0,1%, ha tuttavia battuto le attese degli analisti, che invece avevano stimato una lettura preliminare pari a -0,5%. Dopo il calo dell’1% evidenziato a Novembre, gli analisti hanno sentenziato che anche per il calo subito a Dicembre hanno pesato le tensioni commerciali tra USA e Cina. La lettura flash su base annua, sempre a Dicembre, ha invece rivelato un calo dell’1,9%, contro il +1,5% della rivelazione finale di Novembre. Anche in questo caso, però, i pronostici degli analisti erano per una contrazione più marcata, pari a -2,3%. Le previsioni per Gennaio sono di un output in flessione dello 0,1% su base mensile, mentre per il mese successivo è atteso un forte recupero, pari a +2,6% su base mensile.

Andamento cambio dollaro-yen sul breve-medio periodo

Sentiment di brevissimo e breve periodo all’insegna della debolezza per la coppia Dollaro-Yen, che dopo essere stata respinta dalla resistenza daily individuata sulla media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico con time-frame giornaliero, in alto) si è portata anche al di sotto della media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico).

La perdita di EMA 10, che transita in area 109,2, in chiusura daily o peggio ancora settimanale potrebbe favorire ulteriori cali con target primario in area 108-107,50 ed obiettivo secondario in area 107-106,50. Quadro tecnico neutrale, invece, in caso di recupero di EMA 10 e contemporaneo break-out di EMA 25, che al momento della scrittura si colloca in area 109,55. Per un’eventuale inversione rialzista di breve-medio periodo, invece, le quotazioni dovrebbero necessariamente superare la forte resistenza multiday che si colloca sulla media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che transita in area 110,40.

La rottura al rialzo dell’ostacolo rappresentato da EMA 50 potrebbe attivare un modello di trading con target in area 112.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 109,17 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 109,42 e 109,84; stop loss in caso di ritorno sotto quota 108,75 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 109,84 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 110,10 e successivamente a quota 110,42; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,17 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 110,42 per approfittare di possibili allunghi in area 110,78 e 111,20, estesa a quota 111,60; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 109,84 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 106,50 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 106,75 ed in un secondo momento a quota 107,15, estesi a quota 108,08; stop loss in caso di discesa sotto quota 106 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 108,75 e prevede i primi due target price in area 108,50 e 108,08; stop loss in caso di close orario sopra quota 109,17. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 108,08 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 107,82 e successivamente a quota 107,42; stop loss in caso di recupero sopra quota 108,75 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 107,42, per cercare di ricoprirsi in area 107,15 e 106,75, estese a quota 106,50; stop loss in caso di ritorno sopra quota 108,08 in close orario.Short speculativi in caso di balzo in area 111,60 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 111,20 e successivamente a quota 110,78 estesi a quota 110,42; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 112,10 in chiusura di candela oraria o daily.

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