Verbali della FED: emerge possibile frenata su aumento tassi usa nel 2019


Il cross USD-J PY viaggia in territorio positivo, evidenziando un rialzo giornaliero dello 0,20% a quota 108,38. Il biglietto verde pertanto recupera parzialmente terreno dopo essere sceso nei confronti delle principali valute mondiali a causa di quanto emerso dal contenuto dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve.

Dalla lettura delle cosiddette minute del meeting che il FOMC ha tenuto lo scorso 19 Dicembre si è infatti venuto a conoscenza che l’istituto centrale statunitense potrebbe frenare sul ritmo dei rialzi dei tassi. Sui verbali è stato scritto che la banca centrale “si può permettere di essere paziente“. I membri del collegio dei votanti della FED hanno fatto intendere che la propria strategia sulle future manovre di allentamento potrebbe essere “ meno chiara “, principalmente a causa della poco convincente crescita dell’inflazione. Sono inoltre stati considerati i crescenti rischi legati alle tensioni degli USA con i propri partner commerciali, che potrebbero innescare un pericoloso rallentamento della crescita.

La FED potrebbe ben presto essere costretta ufficialmente a rivedere il proprio outlook sui rialzi previsti per il 2019, che potrebbero essere abbassati soltanto a due, dopo che tra le righe dei verbali si è inoltre letto di “alcuni aumenti ulteriori e graduali“.

I dati macro odierni arrivati da oltreoceano hanno visto le nuove richieste di sussidio di disoccupazione, nella settimana terminata il 5 Gennaio, assestarsi a +216 mila unità, in calo rispetto alle +233 mila unità (rivista da +231 mila unità) della precedente stima ed alle +226 mila unità attese dagli analisti. Il Dipartimento per il Lavoro USA ha inoltre reso noto che, al 29 Dicembre, il numero totale dei richiedenti indennità si è portato a 1,722 milioni di unità, facendo segnare un calo riaspetto al saldo precedente, pari a 1,750 milioni di unità ( rivisto al rialzo da 1,740 milioni di unità ) ed a 1,740 milioni di unità stimate dagli analisti.

In Giappone, il cosiddetto Superindice, un indicatore mix di varie componenti macro, nella stima preliminare di Novembre si è attestato a 99,3 punti, in lieve calo dai 99,6 attesi dagli analisti e corrispondenti anche alla precedente rivelazione mensile.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo

Quadro tecnico di breve-medio periodo ancora vincolato al ribasso per la coppia Dollaro-Yen, che dopo essere letteralmente precipitata su un minimo a quota 104,97, lentamente sta cercando di recuperare parte del terreno perso. Le quotazioni sembrano aver trovato un primo ostacolo di brevissimo nella media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico con time-frame giornaliero), che passa in area 109. L’eventuale uscita al rialzo oltre la resistenza appena indicata potrebbe favorire un ulteriore allungo verso lo scoglio successivo, che si colloca sulla media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico), che transita in area 110,30.

Per un’inversione rialzista di breve-medio periodo, invece, le quotazioni dovrebbero necessariamente riconquistare la media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che si assesta in area 111,35-111,50. Al ribasso, invece, il ritorno al di sotto del sostegno dinamico in area 107 potrebbe provocare un ritorno in area 105, con possibile fermata intermedia in area 106, e nella peggiore delle ipotesi causare un affondo in area 104.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 108,45 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 108,70 e 108,99; stop loss in caso di ritorno sotto quota 108,11 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 108,99 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 109,37 e successivamente a quota 109,64; stop loss in caso di ritorno sotto quota 108,36 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 109,64 per approfittare di possibili allunghi in area 109,90 e 110,30 estesa a quota 110,99; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 108,99 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 105,72 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 106,12 ed in un secondo momento a quota 106,78, estesi a quota 107,19; stop loss in caso di discesa sotto quota 105 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 108,11 e prevede i primi due target price in area 107,85 e 107,45; stop loss in caso di close orario sopra quota 108,45. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 107,45 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 107,19 e successivamente a quota 106,78; stop loss in caso di recupero sopra quota 108,11 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 106,78, per cercare di ricoprirsi in area 106,53 e 106,12, estese a quota 105,72; stop loss in caso di ritorno sopra quota 107,45 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 110,99 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 110,30 e successivamente a quota 109,90 estesi a quota 109,64; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 111,70 in chiusura di candela oraria o daily.

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