Negli USA è shutdown anche per la fine del 2018: dollaro in rosso

Nuova tegola per l’amministrazione Trump alle prese con la momentanea mancata approvazione del bilancio governativo, sfociato nel cosiddetto “Shutdown“ ovvero la paralisi di tutte le attività federali per mancanza di fondi. Uno Stop che a quanto pare non sarà sbloccato prima della fine delle vacanze natalizie, poiché i regolari lavori al Senato riprenderanno soltanto il 27 Dicembre.

Alla fine, come già successo in passato, il bilancio sarà approvato, innalzando ancora una volta il tetto del debito, ma tuttavia la tensione sui mercati si taglia a fette. Ne ha fattole spese anche il biglietto verde, in calo contro le principali divise mondiali e pertanto anche contro la moneta unica europea. Il cross EUR-USD si è infatti riaffacciato oltre area 1,14.

Ad alimentare le paure che l’incontro del segretario del tesoro USA, Steven Mnuchin, con i CEO delle principali banche d’affari statunitensi: Bank of America, Citi, Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Morgan Stanley e Wells Fargo. Da quanto emerso dagli organi di stampa, sembrerebbe che Mnuchin abbia ricevuto dai top manager le risposte che cercava, ovvero che nelle casse degli istituti bancari che tengono in piedi le attività finanziarie del Paese ci sia sufficiente ed abbondante liquidità per sostenere le attività finanziarie della prima economia al mondo.

Ad ingrossare le tensioni ci ha pensato ancora una volta il capo della Casa Bianca, che ha attaccato nuovamente la FED, definendola “ l’unico problema dell’economia americana “, dopo che l’istituto centrale guidato dal governatore Jerome Powell, ha alzato la scorsa ottava i tassi d’interesse Fed Funds di un quarto di punto ed ha abbassato le stime di crescita per il 2018 e il 2019. Qualche analista più catastrofico inizia a vedere all’orizzonte l’apparire di ombre di crisi in stile 2008.

Il primo dato dell’ottava macro d’Oltreoceano ha visto l’indice che rileva l’attività economica nel Distretto Federale di Chicago, nel mese di Novembre, subire una flessione a 0,22 punti. La media mobile del cosiddetto indicatore CFNAI, frutto della media di ben 85 diversi indicatori, che riflettono l’attività economica anche in ambito nazionale ha invece evidenziato un rallentamento a +0,12 punti dai +0,23 punti della precedente stima a tre mesi.

Andamento cambio euro-dollaro sul breve-medio periodo


Quadro tecnico di breve-medio periodo neutrale per il cross EUR-USD, che sta cercando di riportarsi stabilmente al di sopra delle tre medie mobili di riferimento a 10-25 e 50 giorni (rispettivamente la prima linea dal basso verso l’alto, la linea mediana e la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico con time-frame giornaliero, in alto).

Le quotazioni, da una manciata di sedute, sono compresse in uno stretto trading range compreso tra quota 1,1375 (EMA 25) ed 1,14 ( EMA 50 ), mentre in mezzo, a quota 1,1383, transita l’EMA 10. La fuoriuscita da un lato piuttosto che dall’altro della congestione appena indicata, con molte probabilità detterà la direzione che la coppia di valute intraprenderà nel corso delle prossime sedute. In caso di uscita rialzista il target successivo si colloca in area 1,16, con possibili estensioni in area 1,17; mentre in caso di uscita ribassista, attesi pull-back in area 1,12, con possibili discese in area 1,11-1,105.

Modello di trading cambio euro-dollaro valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 1,1426 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 1,1453 e 1,1498; stop loss in caso di ritorno sotto quota 1,1399 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 1,1498 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 1,1524 e successivamente a quota 1,1568; stop loss in caso di ritorno sotto quota 1,1426 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 1,1568 per approfittare di possibili allunghi in area 1,1595 e 1,164 estesa a quota 1,171; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 1,1498 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 1,1146 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 1,1189 ed in un secondo momento a quota 1,1232, estesi a quota 1,13; stop loss in caso di discesa sotto quota 1,1107 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 1,1399 e prevede i primi due target price in area 1,1372 e 1,1328; stop loss in caso di close orario sopra quota 1,1426. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 1,1328 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 1,1301 e successivamente a quota 1,1250; stop loss in caso di recupero sopra quota 1,1372 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 1,125, per cercare di ricoprirsi in area 1,1232 e 1,1189, estese a quota 1,1146; stop loss in caso di ritorno sopra quota 1,1328 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 1,171 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 1,164 e successivamente a quota 1,1595, estesi a quota 1,1524; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 1,178 in chiusura di candela oraria o daily.

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