Indice Dow Jones 30 scivola su supporto in area 24.000 punti: pesa crollo azioni Johnson & Johnson

Finale di ottava amaro per l’indice Dow Jones, che ha lasciato sul terreno poco più di 2 punti percentuali, chiudendo la seduta di Venerdì 14 Dicembre a quota 24.100 punti. Il paniere che raccoglie i 30 industriali titoli più capitalizzati della borsa newyorkese è stato letteralmente zavorrato dal forte calo subito dalle azioni Johnson & Johnson, colate a picco (-10%) dopo che nel talco prodotto e commercializzato dalla stessa J&J sono state trovate tracce di amianto.

Una nuova tegola per la multinazionale statunitense, non nuova a questo tipo di accuse, che se confermate potrebbero costare molto caro in termini di sanzioni o possibili iniziative di class action promosse dalle associazioni dei consumatori. Indice Dow Jones indebolito anche dai rinnovati timori di rallentamento della crescita globale e dai brutti dati emersi dalle letture preliminari del mese di Dicembre degli indici PMI manifatturiero e servizi statunitensi.

Nel corso di questa nuova ottava le attenzioni degli investitori saranno rivolte esclusivamente al meeting della Federal Reserve, in calendario Martedì 18 e Mercoledì 19 Dicembre, durante il quale con quasi il 100% di probabilità, l’istituto centrale USA alzerà i tassi d’interesse Fed Funds di 25 punti base. Scontato il rialzo, cercherà di capire se il board operativo, guidato dal governatore Jerome Powell, alla luce dei deboli dati macro appena indicati, ed al rallentamento dell’inflazione, emerso con la lettura del CPI di Novembre, abbasserà le proprie stime sul numero delle manovre al rialzo previste per il 2019.

Andamento indice Dow Jones sul breve-medio periodo

Le prese di beneficio sull’indiceDow Jones dai massimi di periodo, nonché top storici, toccati loscorso mese di Settembre a quota 26.951 punti, iniziano a farsiabbastanza consistenti. L’indice ha infatti ritracciato di oltre 10punti percentuali, lasciando sul terreno quasi mille punti di indicesoltanto nelle ultime dieci sedute.

Dal grafico con time-frame giornaliero in alto si evince inoltre che le quotazioni sono scivolate sotto le tre medie mobili di riferimento a 10-25 e 50 giorni, fornendo un ulteriore segnale ribassista. Sul brevissimo, tuttavia, il quadro tecnico potrebbe migliorare in caso di recupero oltre la media mobile a 10 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto), che transita in area 24.615 punti. Il break-out di EMA 10, confermato in chiusura daily, inoltre, potrebbe favorire un ulteriore allungo verso il primo ostacolo multiday, posto sulla media mobile a 25 giorni (la linea mediana sul grafico), che si colloca in area 24.900 punti.

Tuttavia, per assistere ad un’inversione rialzista di breve-medio periodo, che allontani la possibilità di ulteriori affondi, le quotazioni dovrebbero necessariamente riportarsi oltre la media mobile a 50 giorni (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico), transitante in area 25.160 punti. Al ribasso, invece, una chiusura giornaliera sotto area 24.000 punti, confermata anche in close settimanale, potrebbe favorire ulteriori crolli con target in area 23.000-22.500 punti, con step intermedio in area 23.400 punti.

Pattern di trading indice Dow jones 30 valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista si attiva in caso di recupero oltre quota 24.190 punti in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 22.270 e 24.340 punti; stop loss in caso di discesa sotto 23.930 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 24.340 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 24.470 punti e successivamente a 24.560 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 24.100 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-outorario o daily di 24.560 punti, per sfruttare eventuali allunghi inarea 24.665 e 24.817 punti, estesi a 24.912 punti; stop loss in casodi ritorno sotto 24.340 punti in chiusura oraria o daily. Longspeculativi in caso di affondo in area 23.210 punti, per approfittaredi eventuali veloci rimbalzi prima a 23.300 punti ed in un secondomomento a 23.390 punti, estesi a 23.640 punti; stop loss in caso diulteriori cali sotto 23.000 punti in chiusura oraria o di giornata.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma in caso di discesa sotto 23.930 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 23.838 e 23.730 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 24.190 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario a 23.730 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 23.640 e 23.535 punti; stop loss in caso di recupero oltre 23.930 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 23.535 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 23.390 e 23.300 punti, estesa a 23.210 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 23.730 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di allunghi in area 24.912 punti, per sfruttare possibili correzioni in primo luogo a 24.817 punti ed in un secondo momento a 24.665 punti, estesi a 24.470 punti; stop loss con close daily oltre 25.065 punti.

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