Indice Ftse Mib in calo: giù tutte le borse mondiali


Si spegne l’euforia sui principali mercati azionari mondiali dovuta alla tregua commerciale siglata “ soltanto verbalmente tra Stati Uniti e Cina al G20 di Buenos Aires. Analisti ed operatori hanno infatti messo in dubbio la tenuta del cessate il fuoco per un periodo di 90 giorni, decisa dai rispettivi capi di governo delle due superpotenze commerciali.

Le prese di beneficio, innescate sugli indici di Wall Street non hanno risparmiato neanche l’indice Ftse Mib, in calo dell’1,37% a 19.353 punti dopo il balzo del 2,26% messo a segno nella seduta inaugurale del mese di Dicembre. In rosso anche il Future dell’indice Ftse Mib, in discesa dell’1,15% a 19.355 punti. Forte calo per il FIB anche negli scambi serali, che in scia al crollo degli indici statunitensi è arrivato a cedere ben 355 punti di indice, toccando un minimo a quota 19.000 punti.

Il paniere delle Blue Chips si è inoltre indebolito a causa dell’innalzamento della curva dei rendimenti sul decennale italiano, in salita a causa del peggioramento dello Spread tra BTP e BUND, che ha chiuso la sessione di Martedì 4 Dicembre in area 288 punti base. Sulla performance negativa dello Spread ha invece influito il ritorno del gelo tra Roma e Bruxelles, dopo che esponenti del governo italiano hanno dichiarato che difficilmente il rapporto Deficit/Pil scenderà sotto il 2,2%, mentre le pretese della Commissione Europea sarebbero di una percentuale sotto la soglia del 2%. Giù pertanto quasi tutti i titoli bancari, ad eccezione di Banco BPM, sempre più vicino al quasi azzeramento dei crediti in sofferenza grazie alla cessione di circa 8 miliardi di euro di NPL. Male anche i titoli del comparto industriale e lievi prese di beneficio sulle azioni del comparto petrolifero.

Sotto l’aspetto macro si è registrata la quinta contrazione consecutiva dell’attività manifatturiera italiana, che nel mese di Novembre è scesa a 48,6 punti dai 49,2 punti di Ottobre. Per l’indice PMI manifatturiero italiano, diffuso da Markit, si è trattato del livello più basso da Dicembre 2014, per il secondo mese consecutivo sotto la soglia dei 50 punti, che indica contrazione del settore.

Le attese degli analisti erano per un calo a 48,8 punti. Da ulteriori dettagli è inoltre emerso che l’indicatore relativo ai nuovi ordini è aumentato a 46,6 punti dai 46,2 punti di Ottobre.

Andamento future indice Ftse mib sul breve-medio periodo

Come ben visibile sul grafico giornaliero in alto, il FIB ha incontrato un forte ostacolo sulla principale resistenza multiday rappresentata dalla media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico). Il calo nel corso degli scambi serali ha riportato le quotazioni a ridosso dei supporti di brevissimo, identificati sulle medie mobili minori, a 10 e 25 giorni (rispettivamente la linea azzurra e la linea verde sul grafico), che transitano in area 19.130 punti. Un’eventuale chiusura daily sotto il livello appena indicato potrebbe ricondurre le quotazioni verso il supporto successivo, individuato in area 18.900 punti.

A calamitare i prezzi verso il basso, con molte probabilità, inciderà anche il gap-up rimasto aperto a quota 18.705 punti, corrispondente alla chiusura della seduta dello scorso 23 Novembre. Al rialzo, invece, l’eventuale chiusura settimanale oltre l’EMA a 50 giorni potrebbe favorire ulteriori allunghi verso area 19.800-20.000 punti, con possibili estensioni verso quota 20.200 punti.

Pattern di trading future indice Ftse mib (FIB) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern rialzista prende si attiva in caso di chiusura oraria maggiore di 19.465 punti e pronostica i primi due target price in area 19.585 e 19.710 punti; stop loss in caso di discesa sotto 19.255 punti in close orario. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di break-out dei 19.710 punti in chiusura oraria o giornaliera, per sfruttare eventuali allunghi prima a 19.785 punti e successivamente a 19.910 punti; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto 19.465 punti in chiusura oraria o daily.

Insistere con il Long con close orario oltre di 19.910 punti, per puntare a quota 20.030 e 20.150 punti, estesa a 20.275 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 19.710 punti in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 18.625 punti, per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a 18.745 e 18.860 punti, estesi a 19.000 punti; stop loss in caso di ulteriori avvitamenti sotto 18.440 punti in chiusura daily.

Il pattern di trading ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 19.255 punti in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 19.175 e 19.090 punti; stop loss in caso di chiusura oraria oltre 19.465 punti. Mantenere o incrementare le operazioni Short in caso di discesa sotto 19.090 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera, per cercare di ricoprirsi in prima battuta a 19.000 punti successivamente a 18.930 punti; stop loss con close orario maggiore di 19.355 punti.

Lecito attivare nuove posizioni corte in caso di close orario minore di 18.930 punti, per sfruttare eventuali flessioni in area 18.860 e 18.745 punti, estesi a 18.625 punti; stop loss in caso di ritorno sopra 19.130 punti in chiusura oraria. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 20.275 punti, in ottica di pull-back di prezzo prima a 20.150 e 20.030 punti, estesi a 19.785 punti; stop loss in caso di allungo oltre 20.500 punti in chiusura di giornata.

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