Il forte aumento di redditi e spese per consumi personali negli USA pesano sul prezzo dell’oro


Una serie di rivelazioni macro, arrivate dagli USA sui titoli di coda della scorsa settimana, ha frenato il recupero delle quotazioni dell’oro, che tuttavia si sono stabilizzate con una chiusura di ottava sopra l’importante area di supporto rappresentata da quota 1.220 dollari. Il tentativo di rompere il sostegno appena indicato, invece, si è spento su un minimo intaday a quota 1.216,80 dollari, valore da cui il prezzo ha rimbalzato fino ad un top intraday a quota 1.234,90 dollari.

Il passo indietro del prezzo del metallo giallo è stata principalmente causata dall’ottima lettura di redditi personali e spese per consumi personali negli Stati Uniti, che nel mese di Ottobre sono aumentati di gran lunga oltre le attese degli analisti, alzando l’asticella delle attese sui futuri rialzi dei tassi USA, dopo che queste, erano venute un po’meno, dopo la conferma del rallentamento del Prodotto Interno Lordo statunitense nel terzo trimestre.

Il report elaborato dal Bureau of Economic Analysis ha infatti rilevato che nel periodo in esame i redditi personali sono balzati dello 0,8% su base mensile (Settembre +0,2%), a dispetto di una crescita dello 0,4% indicata dagli analisti. Le spese peri consumi personali hanno invece mostrato un progresso dello 0,6% rispetto al +0,4% del mese di settembre, mentre i pronostici degli analisti erano per un risultato sui valori precedenti. La Federal Reserve segue con molta attenzione le indicazioni macro appena evidenziate, in quanto i consumi incidono per oltre il 70% alla composizione del PIL USA.

A pesare sul prezzo dell’oro anche l’ottima lettura dell’indice PMI manifatturiero di Chicago, che a Novembre è schizzato a 66,4 punti dai 58,4 punti della precedente stima mensile, battendo nettamente i pronostici degli analisti che invece avevano indicato un modesto calo a 58 punti.

Come già anticipato, invece, il prezzo dell’oro aveva cercato di rompere al rialzo le resistenze di brevissimo, supportato dalla conferma della battuta d’arresto della crescita USA, che nella lettura finale del Q3 ha fatto emergere un aumento del 3,5% su base annua, ma tuttavia in decisa frenata rispetto al +4,2% del precedente trimestre. Una lettura che di fatto aveva contribuito a far scendere le aspettative sul ritmo del rialzo dei tassi per il prossimo anno.

Andamento quotazioni oro sul breve-medio periodo


Quadro tecnico ancora incerto per il prezzo dell’oro, che nonostante stia consolidando sopra il sostegno rappresentato da area 1.220 dollari, a fatica sta cercando di allontanarsi dalle medie mobili a 10-25 e 50 giorni (rispettivamente la prima linea dal basso verso l’alto, la linea mediana e la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico, in alto).

Quadro grafico che ritorna ad essere improntato al ribasso in caso di chiusura daily o peggio ancora settimanale sotto area 1.222-1.220 dollari (EMA 50), un’eventualità che potrebbe far ripiombare i prezzi in area 1.200 dollari, con possibili estensioni al ribasso verso quota 1.190 dollari. Lo scenario ribassista appena evidenziato potrebbe essere definitivamente archiviato in caso di break-out di area 1.235 dollari, un’ipotesi che potrebbe attivare un modello rialzista con target in area 1.255-1.260 dollari.

Pattern di trading sull’oro valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading Long si attiva in caso di chiusura oraria maggiore di quota 1.231$ e consiglia di prendere i primi profitti in area 1.234 e 1.239,50 dollari; stop loss in caso di discesa sotto quota 1.226,60$. Mantenere o sovrappesare le operazioni rialziste in caso di break-out orario di quota 1.239,50$, per cercare di approfittare di eventuali allunghi in prima battuta a quota 1.242,25$ e successivamente a quota 1.245,90$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 1.231$ in chiusura oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni Long in caso di estensioni al rialzo sopra quota 1.245,90$ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori balzi in area 1.250,65 e 1.253,60 dollari, estesi in area 1.261,35 dollari; stop loss in caso di ritorno sotto 1.234$ in close orario. Suggeriti acquisti sulla debolezza in caso di affondo in area 1.196,90$, per tentare di sfruttare eventuali rimbalzi in un primo momento a quota 1.204,30$ ed in seconda battuta 1.211,80$, estesi a 1.214,90$; stop loss in caso di possibili flessioni sotto quota 1.189$ in chiusura di candela oraria o daily.

Il pattern di trading Short, invece, prende forma in caso di chiusura oraria minore di quota 1.226,60$ e fissa i primi due obiettivi in area 1.223,70 e 1.221,10 dollari; stop loss in caso di recupero sopra 1.231$ in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di discesa sotto quota 1.221,10$ in chiusura di candela oraria, per tentare di ricoprirsi in primo luogo a quota 1.216,45$ e successivamente a quota 1.211,80$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sopra quota 1.226,60$ in close orario.

Si consiglia insistere con nuove posizioni Short in caso di flessione sotto quota 1.211,80$ in chiusura di candela oraria, per sfruttare eventuali cali in area 1.207,15 e 1.204,30 dollari, estesi a quota 1.196,90$; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre quota 1.221,10$ in close orario. Short speculativi in caso di allungo in area 1.261,35$, per approfittare di eventuali correzioni prima a quota 1.253,60$ ed in un secondo momento a quota 1.245,90$, estese a quota 1.242,25; stop loss in caso di ulteriori estensioni sopra quota 1.270$ in chiusura di candela oraria o daily.

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