Indice Nikkei scivola sui minimi a 5 settimane dopo diffusione dati macro sottotono


Pesante battuta d’arresto per l‘indice Nikkei 225, crollato dell’1,87%, a 22.271 punti. Dopo due settimane di forti cali, in cui il principale listino azionario nipponico aveva lasciato sul terreno quasi 2.000 punti di indice dai massimi pluriennali toccati ad inizio Ottobre a 24.448 punti, la nuova ottava inizia quindi sulla falsariga delle precedenti sessioni.

Le vendite sul Nikkei sono state principalmente alimentate da una serie di letture macro in chiaroscuro arrivate dal Giappone. Il consueto report Tankan, elaborato da Reuters, nel mese in corso ha rivelato un miglioramento a 28 punti, in crescita dai 26 punti di Settembre, allineandosi con le stime trimestrali dell’indicatore Tankan stilato dalla Bank of Japan. La buona lettura appena evidenziata, tuttavia, è stata offuscata dall’indicatore che misura il sentiment sulle aziende non manifatturiere, sceso a 24 punti, nel mese di Ottobre, dai 33 punti della precedente rilevazione mensile. Si è trattato del valore più basso da Dicembre 2016.

Secondo il parere degli analisti la debole lettura dell’indice non manifatturiero è stata principalmente causata dalla guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina, che indirettamente sta coinvolgendo anche le principali economie globali, tra cui quella giapponese, che ha visto aumentare i costi input della produzione nelle attività economiche nipponiche presenti negli USA. Si teme, inoltre, che gli Stati Uniti in futuro possano estendere ulteriori dazi contro le importazioni dal Giappone.

Revisione al ribasso per la produzione industriale giapponese, che secondo la stima finale del mese di Agosto diffusa dal Ministero dell’Economia del Commercio e dell’Industria si è assestata a +0,2% su base mensile, mentre la lettura preliminare aveva evidenziato un rialzo dello 0,7%. Corretta al ribasso anche la lettura su base annua, passata a +0,2% dal +0,6% della comunicazione flash.

Andamento indice Nikkei 225 sul breve-medio periodo


Quadro grafico di breve-medio periodo nettamente improntato al ribasso per l’indice Nikkei 225, che come anticipato tra le righe del precedente paragrafo, con il calo giornaliero, in una decina di sedute ha perso oltre 2.000 punti. Le quotazioni sono scivolate al di sotto di tutte le medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni.

Anche se tecnicamente ci si attendono ulteriori cali, considerato l’ipervenduto di brevissimo, si potrebbe assistere ad un primo rimbalzo tecnico, con target individuato sulla media mobile a 50 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), che da ex supporto è diventata resistenza.

Inversione rialzista sul breve-medio periodo, invece, soltanto in caso di ritorno, in chiusura daily o meglio ancora settimanale, oltre area 23.190-23.280 punti, zona su cui si collocano le medie mobili a 10 e 25 giorni (rispettivamente la linea mediana e la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico). Nel caso in cui, invece, le vendite dovessero spingere le quotazioni sotto area 22.000 punti, in chiusura giornaliera o peggio ancora settimanale, aumenterebbero considerevolmente le probabilità di ulteriori crolli verso area 21.000 punti.

Pattern di trading sull’indice nikkei 225 valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista si attiva in caso di recupero oltre quota 22.370 punti in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 22.480 e 22.590 punti; stop loss in caso di discesa sotto 22.230 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 22.590 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 22.680 punti e successivamente a 22.795 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 22.370 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di 22.795 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 22.880 e 23.020 punti, estesi a 23.255 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 22.590 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 21.405 punti, per approfittare di eventuali veloci rimbalzi prima a 21.625 punti ed in un secondo momento a 21.750 punti, estesi a 21.925 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 21.195 punti in chiusura oraria o di giornata.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma in caso di discesa sotto 22.230 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 22.145 e 22.060 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 22.370 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario a 22.060 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 21.925 e 21.840 punti; stop loss in caso di recupero oltre 22.270 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 21.840 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 21.750 e 21.625 punti, estesa a 21.405 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 22.145 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di allunghi in area 23.255 punti, per sfruttare possibili correzioni in primo luogo a 23.020 punti ed in un secondo momento a 22.880 punti, estesi a 22.795 punti; stop loss con close daily oltre 23.500 punti.

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