Future indice S&P 500 crolla sui minimi di Settembre indebolito da balzo treasury USA oltre il 3,2%


Si tinge subito di rosso la seduta del Columbus Day per i principali indici di Wall Street, che come consuetudine rimangono aperti soltanto per mezza giornata. Si profila quindi ancora debolezza nel brevissimo periodo per il paniere dei 500 titoli più capitalizzati della borsa americana, dopo il quasi -0,90% del bilancio delle ultime 5 sessioni di scambi.

Al momento della scrittura, l’S&P 500 scambia in area 2.871 punti e sta lasciando sul terreno lo 0,80%, circa, dopo aver toccato anche un minimo intraday a quota 2.866 punti, circa Le quotazioni si stanno avvicinando pericolosamente all’importante supporto che passa in area 2.865 punti, corrispondente al minimo toccato nel corso del mese di Settembre.

In un avvio di ottava privo di indicazioni macro, l’S&P 500 sta facendo ancora i conti con i tassi dei Treasury Bond americani volati sui massimi pluriennali con le aspettative di un’accelerazione del ritmo di rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Con il rendimento sulle obbligazioni decennali che si è portato oltre il 3,2%, sui top dal 2011, e con gli indici azionari USA ancora tutto sommato a ridosso dei massimi storici, gli investitori iniziano a ritenere più interessante comprare obbligazioni piuttosto che titoli azionari.

Non è bastata una lettura delle Non-Farm Payrolls di Settembre inferiore alle aspettative ad abbassare le probabilità di un nuovo rialzo dei Fed Funds per la fine di quest’anno. Anche perché, le NFP dello scorso mese pur assestandosi a +134 mila unità, contro le +185 mila unità pronosticate dagli analisti, evidenziano comunque che il mercato del lavoro a stelle e strisce gode ancora di ottima salute. Lo testimonia anche il deciso calo del tasso di disoccupazione, che sempre lo scorso mese, si è assestato al 3,7% (consensus 3,8%), facendo registrare il valore più basso a quasi 50 anni.

Andamento future indice S&P 500 sul breve-medio periodo


Sotto l’aspetto tecnico, con la perdita delle medie mobili di breve, a 10 e 25 giorni (rispettivamente la prima linea dall’alto verso il basso e la linea media sul grafico con time-frame giornaliero, in alto) la situazione per l’S&P 500 inizia a farsi molto delicata.

In questo momento, inoltre, le quotazioni hanno bucato anche il forte supporto rappresentato dalla media mobile a 50 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico) che passa in area 2.880 punti. Le tre candele giornaliere rosse, consecutive, inoltre, potrebbero attivare un pattern ribassista di elevata affidabilità, denominato “three black crows“, letteralmente “tre corvi neri“. Un eventuale veloce mancato recupero dell’EMA a 50 giorni potrebbe innescare una correzione più profonda con target primario in area 2.800 punti ed obiettivo secondario in area 2.750 punti. Tuttavia, per scongiurare con più convinzione lo scenario ribassista appena indicato, le quotazioni dovrebbero necessariamente risalire oltre le medie mobili a 10 e 25 giorni, ovvero oltre area 2.910 punti, in chiusura giornaliera o meglio ancora settimanale.

Pattern di trading sul future indice S&P 500

Il pattern di trading rialzista prende forma in caso di ritorno oltre 2.878 punti in chiusura di candela oraria e pronostica i primi due target price in area 2.886 e 2.892 punti; stop loss in caso di discesa sotto 2.865 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 2.892 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 2.898 punti e successivamente a 2.902 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.878 punti in close orario.

Lecito attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di area 2.902 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 2.910 e 2.917 punti, estesi a 2.928 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.886 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 2.801,55 punti per approfittare di eventuali veloci rimbalzi in primo luogo a 2.812 punti ed in un secondo momento a 2.823 punti, estesi a 2.840 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 2.790 punti in chiusura oraria o giornaliera.

Il pattern di trading ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 2.865 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 2.858 e 2.847 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 2.878 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario 2.847 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 2.840 punti ed in un secondo momento a 2.830 punti; stop loss in caso di recupero oltre 2.865 punti in chiusura oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 2.830 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 2.823 e 2.812 punti, estesa a 2.801,55 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 2.858 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 2.928 punti, per sfruttare possibili correzioni prima a 2.917 punti e successivamente a 2.910 punti, estesi a 2.892 punti; stop loss con close daily oltre 2.950 punti.

 

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