S&P 500 sconta incertezze sui dazi: si allarga deficit trimestrale delle partite correnti negli USA


Trader ancora molto cauti a Wall Street, lo dimostra il fatto che il principale listino azionario della borsa newyorkese, l‘S&P 500 stenta a risollevarsi con decisione dai minimi delle ultime due settimane toccati a quota 2.735 punti, circa. Il paniere che raccoglie i 500 titoli a maggior capitalizzazione, dopo le prime ore di scambi, viaggia in terreno lievemente positivo, facendo segnare un rialzo dello 0,14, a 2.770 punti. Investitori che continuano ad essere attratti dal rendimento del Treasury americano che si mantiene intorno al 2,9%.

Ci si interroga ancora se le minacce a colpi di reciproci dazi tra USA e Cina possano causare lo scoppio si una vera e propria guerra commerciale, che oltre a danneggiare le economie delle due parti in causa, generi instabilità anche a livello internazionale, contagiando la crescita a livello globale. Se gli Stati Uniti dovessero far scattare nuovi dazi per 200 miliardi di dollari sulle importazioni dalla Cina, l’intero ammontare sottoposto a nuova tassazione ammonterebbe a 450 miliardi di dollari, e coprirebbe quasi i 500 miliardi di dollari dell’attuale export cinese verso gli USA.

Intanto i dati sulle partite correnti in arrivo da oltreoceano continuano a dar man forte alla tesi dell’amministrazione Trump che imponendo nuovi dazi vuole riequilibrare la propria bilancia commerciale, portandola in surplus. Il Bureau of Economic Analysis, ovvero il Dipartimento per il Commercio, ha infatti reso noto che nel primo trimestre del 2018, il saldo delle partite correnti è peggiorato, evidenziando un deficit di 124,1 miliardi di dollari, in aumento dai 116,1 miliardi di dollari dell’ultimo trimestre dell’anno scorso. Le attese degli analisti erano per un rosso maggiore, pari a -129 miliardi di dollari.

In un’ottava che sarà caratterizzata da poche letture macro, non aiuta il nuovo rallentamento del saldo delle nuove richieste di mutui ipotecari negli USA, che secondo la consueta stima elaborata Mortgage Bankers Association (MBA), nella settimana terminata l’8 Giugno hanno subito una flessione dell’1,5%.

Andamento indice S&P 500 futures sul breve-medio periodo


Dopo essere scivolato pericolosamente a contatto con il supporto di beve-medio periodo rappresentato dalla media mobile a 50 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico con time-frame giornaliero, in alto che transita in area 2.734 punti), il derivato dell’indice S&P 500 sta cercando di raddrizzare il sentiment di brevissimo, dopo il passaggio in negativo nella seduta di Martedì 19 Giugno.

Molto dipenderà da un’eventuale recupero delle quotazioni oltre la media mobile a 10 giorni (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico), che al momento si colloca in area 2.772-2.773 punti. Il break-out della resistenza appena indicata potrebbe scongiurare ulteriori affondi, consentendo un nuovo approdo prima in area 2.800 e successivamente verso area 2.825-2.850 punti.

Al ribasso, invece, il principale sostegno intermedio posto a protezione dell’EMA 50 giorni, passa in area 2.755 punti, zona su cui transita la media mobile a 25 giorni (la linea mediana sul grafico). Una discesa giornaliera o peggio ancora settimanale sotto i recenti minimi in area 2.735 punti potrebbe innescare un nuovo avvitamento verso il basso con target sui valori della fine dello scorso mese di Maggio, in area 2.685-2.675 punti.

Pattern di trading indice S&P 500 futures valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista prende forma in caso di chiusura oraria maggiore di 2.778,35 punti e pronostica i primi due target price in area 2.782,40 e 2.789,80 punti; stop loss in caso di discesa sotto 2.765 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 2.789,80 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 2.800,45 punti e successivamente a 2.804,60 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.778,35 punti in close orario.

Lecito attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di area 2.804,60 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 2.815,40 e 2.822,05 punti, estesi a 2.832,80 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.776,55 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 2.711,80 punti approfittare di eventuali rapidi rimbalzi in primo luogo a 2.720 punti ed in un secondo momento a 2.731,30 punti, estesi a 2.746,20 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 2.695 punti in chiusura oraria o giornaliera.

Il pattern di trading ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 2.765 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 2.760 e 2.753,10 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 2.782,40 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario 2.753,10 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 2.746,20 punti ed in un secondo momento a 2.735,70 punti; stop loss in caso di recupero oltre 2.765 punti in chiusura oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite si spinga sotto 2.735,70 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 2.731,30 e 2.720 punti, estesa a 2.711,80 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 2.756,50 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 2.832,80 punti, per sfruttare possibili correzioni prima a 2.822,05 punti e successivamente a 2.815,40 punti, estesi a 2.800,45 punti; stop loss con close daily oltre 2.852 punti.

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