Indice Nikkei oltre i 22.600 punti spinto dal calo dello Yen


L’indice Nikkei chiude gli scambi di Mercoledì 6 Giugno abbondantemente oltre la resistenza individuata in area 22.600 punti, sfruttando il recupero finale della borsa di Wall Street, dove l’indice tecnologico Nasdaq ha chiuso gli scambi su un nuovo record storico ed S&P 500 e Dow Jones hanno rispettivamente fatto registrare rispettivamente +0,07% e -0,06%, dopo un avvio di seduta debole in cui entrambi gli indici sono stati ampiamente in terreno negativo.

Le quotazioni del listino dei 225 titoli più capitalizzati della borsa di Tokio hanno beneficiato dal rallentamento dello Yen, indebolito dall’inaspettato calo delle spese delle famiglie giapponesi, che nel mese di Aprile hanno fatto registrare una contrazione dell’1,3% su base annua. Le attese degli analisti, invece, erano per una crescita dello 0,8%. Si è inoltre trattato del dato peggiore degli ultimi 12 mesi, che ha dato seguito al rallentamento delle spese nelle precedenti rivelazioni di Marzo ( -0,7% ) e Febbraio ( -0,9% ). Le spese delle famiglie consistono in un indicatore molto seguito dalla Bank of Japan, nel prendere le proprie decisioni in ambito di politica monetaria, poiché contribuiscono al 60% del PIL del Giappone.

In calo anche la lettura finale dell’indice PMI servizi del Giappone del mese di Maggio, in frenata a 51 punti, dai 52,5 punti della precedente stima. Giù anche l’indicatore del PMI Composito, frutto del mix tra il dato sul PMI relativo al settore terziario ed il dato relativo al PMI del comparto manifatturiero.

Secondo la stima diffusa dalla società di analisi economico-finanziaria, Nikkei-Markit, il Purchasing Managers Index Composite, sempre nella lettura finale di Maggio, è passato a 51,7 punti, dai 53,1 punti della precedente lettura. Da ulteriori dettagli è inoltre emerso che parte del rallentamento è stato causato dal calo della domanda, e dalla minor aumento del tasso delle vendite registrato negli ultimi 20 mesi.

Andamento indice Nikkei sul breve-medio periodo

Sentiment di breve-medio periodo ritornato ad essere neutrale-positivo per l’indice Nikkei, dopo il ritorno delle quotazioni oltre le medie mobili di riferimento a 10-25 e 50 periodi. Tuttavia, per decretare una vera e propria inversione rialzista sarà meglio attendere la conferma in chiusura settimanale oltre i suddetti livelli. La vicinanza ai supporti, rappresentati dalle medie mobili, infatti, non mette l’indice ancora l’indice giapponese al riparo da eventuali ricadute.

Sul brevissimo, il primo sostegno daily viene identificato in area 22.450 punti, zona su cui transitano le medie mobili a 10 e 25 giorni (rispettivamente la prima linea dall’alto verso il basso e la linea mediana sul grafico con time-frame giornaliero, in alto).

Possibile nuova inversione ribassista, invece, in caso di chiusura daily o peggio ancora settimanale sotto l’EMA a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico) che al momento si colloca in area 22.300 punti.

La perdita del supporto appena indicato potrebbe scatenare ulteriori affondi con target di doppio minimo di periodo a circa 21.900 punti ed obiettivo secondario in area 21.600 punti. Al rialzo, invece, la conferma del break-out di area 22.600 punti potrebbe favorire un allungo sui recenti massimi di periodo in area 22.850-22.950 punti

Pattern di trading indice Nikkei valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista necessita di una chiusura oraria maggiore di 22.665 punti e pronostica i primi due target price in area 22.750 e 22.805 punti; stop loss in caso di discesa sotto 22.595 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 22.805 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 22.890 punti e successivamente a 22.960 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 22.665 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di 22.960 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 23.030 e 23.175 punti, estesi a 23.405 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 22.750 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 21.925 punti, per approfittare di eventuali veloci rimbalzi prima a 22.060 punti ed in un secondo momento a 22.290 punti, estesi a 22.355 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 21.710 punti in chiusura oraria o di giornata.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma in caso di discesa sotto 22.595 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 22.525 e 22.425 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 22.665 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario 22.425 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 22.355 punti e successivamente a 22.290 punti; stop loss in caso di recupero oltre 22.595 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite si spinga sotto 22.290 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 22.150 e 22.060 punti, estesa a 21.925 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 22.425 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di ulteriori allunghi in area 23.405 punti, per sfruttare possibili correzioni in primo luogo a 23.175 punti ed in un secondo momento a 23.030 punti, estese a 22.960 punti; stop loss con close daily oltre i 23.640 punti.

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