Trump non crede in un conflitto commerciale Usa-Cina: rimbalza l’indice S&P500


A circa 6 ore dalla ripresa degli scambi a Wall Street, il future del principale listino azionario newyorkese sta facendo segnare un progresso dello 0,75%, a poco più di 2.625 punti. Dopo aver lasciato sul terreno il 2,2% lo scorso Venerdì 6 Aprile, il derivato dell’indice S&P 500 tenta di imbastire un primo tentativo di recupero.

Tutto questo avviene grazie all’allentamento della tensione tra Stati Uniti e Cina, dopo che nel corso del week-end il presidente Trump si è detto convinto che Pechino ritirerà le barriere commerciali ai danni dell’import statunitense e che qualsiasi cosa accadrà, lui rimarrà ugualmente amico del presidente cinese Xi Jinping. Anche il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, ha affermato di non ritenere plausibile una guerra commerciale tra USA e Cina.

I timori di una escalation commerciale tra le due superpotenze avevano pesato principalmente sul settore industriale, con il comparto in calo del 2,7%, indebolito principalmente dai forti cali subiti dai colossi Boeing, Caterpillar, Deere e General Motors, che nel corso dell’ultima sessione della settimana appena mandata in archivio avevano fatto registrare cali compresi tra i 2,7 ed i 3,9 punti percentuali. Male comunque anche tutti gli altri settori: tecnologia (-2,5%), finanziario (-2,4%), materie prime ( -2,4% ), energia( -1,8% ).

L’attenzione degli investitori nella settimana in corso, oltre che dalla disputa commerciale sull’asse Washington-Pechino sarà catalizzata dalla presentazione dei conti trimestrali dei colossi finanziari statunitensi, JP Morgan, Wells Fargo e Citigroup, che caleranno il sipario sulla prima stagione delle trimestrali del 2018.

Andamento future indice S&P 500 sul breve-medio periodo

Classico “colpo di reni“ sull’importantissimo supporto di medio-lungo periodo rappresentato dalla media mobile a 200 giorni, per il derivato dell’indice S&P 500. Come ben visibile sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, le quotazioni, infatti, si erano portate momentaneamente sotto l’EMA a 200 periodi (la linea prima linea dal basso verso l’alto sul grafico) facendo temere il peggio.

Il rimbalzo in corso, potrebbe tuttavia trovare una prima resistenza sulla media mobile a 10 giorni (la seconda linea dal basso verso l’alto sul grafico), che transita in area 2.635 punti.

Principale ostacolo daily che invece si colloca sulla media mobile a 25 giorni (la seconda linea dall’alto verso il basso sul grafico), che passa in area 2.666 punti, mentre per un ritorno al sereno, sul breve-medio periodo, si renderà necessario un recupero, in chiusura giornaliera o settimanale, oltre la media mobile a 50 giorni, che si colloca in area 2.687 punti.

Al ribasso la perdita della media mobile a 200 periodi in chiusura daily o peggio ancora settimanale potrebbe innescare una forte ondata di vendite con target in area 2.500 punti, senza escludere ulteriori crolli, ben più profondi, in area 2.400 punti, sui minimi toccati lo scorso mese di Agosto.

Pattern di trading sul future dell’indice S&P 500 valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista si attiva in caso di recupero oltre quota 2.636 punti in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 2.646 e 2.658 punti; stop loss in caso di discesa sotto 2.617 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 2.658 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 2.662 punti e successivamente a 2.700 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.631 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di 2.700 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 2.710 e 2.727 punti, estesi a 2.744 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.662 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 2.543 punti, per approfittare di eventuali veloci rimbalzi prima a 2.572 punti ed in un secondo momento a 2.584 punti, estesa a 2.592 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 2.517 punti in chiusura oraria o di giornata.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma in caso di discesa sotto 2.617 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 2.607 e 2.600 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 2.636 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario 2.600 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 2.592 punti e successivamente a 2.584 punti; stop loss in caso di recupero oltre 22.626 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 2.584 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 2.572 e 2.558 punti, estesa a 2.543 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 2.610 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di ulteriori allunghi in area 2.744 punti, per sfruttare possibili correzioni in primo luogo a 2.710 punti ed in un secondo momento a 2.700 punti, estesi a 2.662 punti; stop loss con close daily oltre i 2.770 punti.

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