Petrolio, quotazioni stabili. Opec, meno tagli dal 2019


Le quotazioni del petrolio sui mercati restano in queste ore stabili nonostante la notizia di una consistente riduzione del numero di trivellazioni nel Nord America. Nel frattempo il ministro del Petrolio dell’Iran, Bijan Zanganeh, ha annunciato che l’Opec sarebbe orientata verso un allentamento dei tagli alla produzione a partire dal 2019.

Petrolio prezzi stabili

Il petrolio rimane stabile sui mercati internazionali in queste ore nonostante l’annuncio di un forte decremento del numero di trivellazioni nel Nord America. Secondo quanto reso noto dall’azienda Baker Hughes attiva nel comparto dei servizi petroliferi, è stata registrata una sostanziale riduzione degli impianti di trivellazione in Nord America, pari per l’esattezza a complessive 26 unità. Nel dettaglio, il numero dei pozzi di trivellazione sono aumentati negli Stati Uniti a 984 (+3 unità) mentre in Canada è stata registrata una flessione di 29 unità. Le quotazioni del petrolio rimangono pressoché stabili e secondo gli esperti il motivo è da ricercarsi nella crescita costante della produzione degli Stati Uniti che rende meno interessante il dato complessivo, seppur in calo, del numero di trivellazioni.

Petrolio: Opec allenterà i tagli dal 2019

Il ministro del Petrolio dell’Iran, Bijan Zanganeh, ha annunciato che l’Opec nella prossima riunione fissata per il mese di giugno potrebbe disporre un allentamento ai tagli sulla produzione di greggio.

Una notizia pubblicata nello scorse ore dall’autorevole Wall Street Journal.

Secondo quanto riportato dal quotidiano economico a stelle e strisce, il ministro del Petrolio dell’Iran, Bijan Zanganeh, avrebbe comunicato che nel corso della prossima convention del Cartello fissata per il mese di giugno, l’Opec potrebbe raggiungere una nuova intesa per ridurre i tagli alla produzione a partire dal 2019.

Ricordiamo che lo stesso governo iraniano confermerà la richiesta di poter aumentare il proprio output di almeno 100mila barili al giorno. Attualmente la produzione del paese asiatico si attesta a 3,8 milioni di barili.

Il ministro iraniano ha evidenziato che l’obiettivo del cartello è di riuscire a mantenere le quotazioni di greggio nella fascia 60-65 dollari al barile, con l’intento di frenare la crescita della produzione di Shale oil.

Secondo Bijan Zanganeh un greggio oltre i 70 dollari al barile favorirebbe ancor di più la produzione statunitense.

Al momento sui mercati internazionali il prezzo del Brent è in contrazione dello 0,34 per cento a 65.27 dollari al barile ed il WTI in calo dello 0,33 per cento a quota 61.83 dollari.

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