S&P 500 futures a picco: liquidità sulle obbligazioni


Dopo aver commentato per una lunghissima serie di settimane il susseguirsi dei record storici macinati da Wall Street, sul finire della scorsa ottava è arrivata la correzione che un po’ tutti si aspettavano. Qualcosa in più di un fisiologico ritracciamento, poiché l’S&P 500 ed il Dow Jones hanno lasciato sul terreno, rispettivamente il 2,34% ed il 2,54%. Al momento della scrittura il Future sull’indice S&P 500 anticipa un’apertura ancora negativa, indicando un calo dello a punti.

Tra le aziende più capitalizzate che compongono il paniere dell’S&P 500 segno “meno“ per i giganti del settore petrolifero statunitense, Exxon Mobil e Chevron, in discesa nell’ordine del 5% e del 3%, dopo aver rilasciato conti trimestrali peggiori delle attese degli analisti. Segno meno anche per i titoli del colosso tecnologico Apple, che ha diffuso una trimestrale in chiaroscuro, con ricavi ed utile sopra le attese, ma con vendite di iPhone in calo rispetto a quanto pronosticato dagli analisti. Pesante anche il tonfo delle azioni Alphabet (Google), in rosso del 4,5%, a causa di una trimestrale debole, su cui hanno inciso 3 miliardi di dollari di spese per far fronte all’entrata in vigore della riforma fiscale Trump. Il gruppo ha fatto registrare ricavi ed utili in crescita, ma parzialmente offuscati dall’aumento dei costi sostenuti per generare traffico, balzati del 33% a 6,45 miliardi di dollari.

L’indice guida americano, un faro anche per il resto delle borse mondiali, ha accelerato definitivamente verso il basso, dopo che le indicazioni diffuse dal Dipartimento per il Lavoro statunitense, su Non Farm-Payrolls e salari, ha messo in luce segni di evidenti pressioni inflazionistiche sulle retribuzioni. I salari nel mese di Gennaio hanno infatti evidenziato una crescita dello 0,3%, a 26,74 dollari l’ora, volando sui livelli più elevati dal 2009.

La forte lettura delle paghe oraria ha provocato un’ulteriore impennata dei rendimenti obbligazionari, con il decennale balzato al 2,84% ed il trentennale salito al 3,08%. In un contesto di rendimenti così elevati, molti investitori hanno chiuso posizioni in guadagno sull’equity, in un momento in cui prezzi delle azioni sono sui massimi di sempre, parcheggiando la liquidità ottenuta dalle vendite, sull’obbligazionario.

Andamento quotazioni indice S&P 500 futures


Dal grafico giornaliero in alto è facile constatare la violenza della pressione ribassista che si è abbattuta la scorsa ottava sull’indice S&P 500. Le quotazioni sono scivolate al di sotto dei supporti di breve periodo, rappresentati dalle medie mobili a 10 e 25 periodi (rispettivamente la prima linea dall’alto verso il basso e la linea mediana sul grafico). I prezzi sembrano dirigersi pericolosamente verso il test dell’importante sostegno di medi periodo, identificato nella media mobile a 50 gg (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico), che si colloca in area 2.734 punti circa. Persa L’EMA a 50 periodi, le quotazioni potrebbero velocemente sprofondare in area 2.680 punti, da dove potrebbero eventualmente scattare le prime importanti ricoperture.

La tenuta del supporto corrispondente alla media mobile a 50 gg, invece, potrebbe attivare dei rimbalzi con target prima su EMA 25, in area 2.782 punti circa, e successivamente verso EMA 10, in area 2.801 punti circa.

Pattern di trading future indice S&P 500 valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista prende forma in caso di chiusura oraria maggiore di 2.748,70 punti e pronostica i primi due target price in area 2.755,20 e 2.765,75 punti; stop loss in caso di discesa sotto 2.739 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 2.765,75 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 2.772,25 punti e successivamente a 2.775 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.748,70 punti in close orario.

Lecito attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di area 2.775 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 2.785,65 e 2.796,25 punti, estesi a 2.801,50 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.755,20 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 2.681,70 punti approfittare di eventuali veloci rimbalzi in primo luogo a 2.698,35 punti ed in un secondo momento a 2.709 punti, estesi a 2.722,75 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 2.665 punti in chiusura oraria o giornaliera.

Il pattern di trading ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 2.739 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 2.731 e 2.729,50 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 2.748,70 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario 2.729,50 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 2.722,75 punti ed in un secondo momento a 2.712,40 punti; stop loss in caso di recupero oltre 2.739 punti in chiusura oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 2.712,40 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 2.709 e 2.698,35 punti, estesa a 2.681,70 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 2.731 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 2.801,50 punti, per sfruttare possibili correzioni prima a 2.796,25 punti e successivamente a 2.785,65 punti, estesi a 2.775 punti; stop loss con close daily oltre 2.818,90 punti.

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